L’anima veneziana di Topolino

Giorgio Cavazzano al lavoro

A colloquio con Giorgio Cavazzano, il “maestro” dei disegnatori italiani

Senza nulla togliere ai suoi colleghi, si può dire senza timori di smentita che in Giorgio Cavazzano si fondono la storia e il presente del fumetto italiano. La conferma si è avuta anche al recente “Lucca Comics”, la più importante manifestazione italiana dedicata al fumetto, ai cartoon e ai videogame, che ha da poco compiuto mezzo secolo.

Perché, tra gli artisti che hanno partecipato all’evento (che ha richiamato in cinque giorni nella città toscana circa 500.000 persone) il disegnatore veneziano, che da molti anni disegna per un classico intramontabile del fumetto come Topolino, ha riscosso grande successo con il suo interessantissimo workshop e l’affollatissima “lectio magistralis”.

«È davvero bello – ha commentato Cavazzano – vedere tanta partecipazione. Per fortuna, nel corso di questi cinquant’anni, il pubblico è aumentato. Ricordo le prime edizioni in cui la manifestazione era, per così dire, molto più “artigianale”. Ora è un’esperienza davvero straordinaria vedere questo popolo e questi ragazzi. Questo afflusso continuo di appassionati è una grande soddisfazione per chi fa questo mestiere. Per me poi che, per la maggior parte del tempo, me ne sto da solo racchiuso nel mio studio, poter interagire con tanti fan del fumetto è davvero un’occasione gratificante».

Non solo la manifestazione di Lucca, ma anche il mondo del fumetto ha vissuto in dieci lustri una notevole evoluzione. «È cambiato tutto in effetti; ma, del resto, il mondo del fumetto è notevolmente variegato e in continuo cambiamento. Anche per quel che riguarda il mondo Disney sono cambiati molto anche i personaggi e ci siamo adeguati al mutare dei tempi, attualizzandoli in qualche modo. Sono personaggi che si rinnovano continuamente perché sono degli attori, dei protagonisti completi che si muovono come delle grandi star del mondo del fumetto. Ci aspetta quindi un bel futuro e questi personaggi continueranno a lungo. Almeno lo spero, visto che devo ancora finire di pagare un mutuo…».

Ma come è nato questo lungo “matrimonio” tra Cavazzano e Topolino? «Ho iniziato questo lavoro a dodici anni, collaborando con mio cugino, Luciano Capitanio, che disegnava allora per una casa editrice minore, che pubblicava un fumetto che si chiamava “Cucciolo”, di cui ero innamorato. I personaggi Disney, a quel tempo, nemmeno li conoscevo. Poi, però, quando li ho scoperti è stato amore a prima vista. Lessi una storia di Romano Scarpa dal titolo “Paperino e le lenticchie di Babilonia” e rimasi veramente colpito, folgorato. Siccome Scarpa era anche lui veneziano lo cercai per mesi in città, ma senza successo. Poi in maniera molto fortunosa, su un vaporetto, incontrai la sua fidanzata, che vide alcuni dei fumetti su cui lavoravo e mi diede il suo numero di telefono. Quando lo chiamai, fortuna volle che Scarpa fosse rimasto senza inchiostratore e mi disse: “Conosco Capitanio, è un bravo disegnatore e quindi ti avrà insegnato parecchie cose: se hai la mano ferma e sai usare bene il pennello puoi lavorare per me”. Ed io cominciai così, quando avevo circa 14 anni, e da lì iniziai a comprendere la bellezza di questi personaggi straordinari».

Personaggi con caratteristiche forti e differenti l’uno dall’altro. Non deve essere facile renderne la complessità in pochi tratti… «Il personaggio che mi piace disegnare di più è in realtà quello più difficile da realizzare: Topolino. Ha una mimica minimale, difficile da rendere, per cui basta sbagliare davvero un nulla e diventa un altro personaggio. Paperino è invece certamente il personaggio più divertente da realizzare, che ti dà massima libertà, perché ti permette certe esagerazioni nelle espressioni che gli altri personaggi non hanno».

Naturalmente Cavazzano, soprattutto negli ultimi anni, pur essendo indissolubilmente legato al mondo Disney, può vantare numerose collaborazioni importanti, sia in Italia che all’estero, anche in altri settori. Con Tito Faraci ha ad esempio realizzato la graphic novel “Jungle Town” e con il gruppo danese Egmont ha lavorato alla saga dei “Dragonlords”. «Ho appena iniziato una collaborazione con la casa editrice finlandese Rovio Kaiken per disegnare i personaggi degli Angry Birds ed è per me molto interessante disegnare per il mondo degli adolescenti e anche per quelli ancora più giovani, che iniziano a giocare attraverso il supporto digitale. Non dimentico però il mondo Disney. Sto lavorando infatti anche su una nuova storia di Topolino, a cui tengo molto e che ritengo il mio progetto più importante dopo “Casablanca”, ma è ancora presto per parlarne: per ora i dettagli rimangono top secret». Di cosa si tratta, ve lo diciamo noi: è la storia di “Topo Maltese”, versione Disney del famoso personaggio creato da Hugo Pratt.

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