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La strage silenziosa dei tuffi “per rinfrescarsi”

La strage silenziosa dei tuffi “per rinfrescarsi”

Sempre più vittime in Italia e in Francia: non nuotatori inesperti, ma persone colpite da malori dopo l’ingresso in acqua. Il caldo estremo aumenta il rischio di shock termico. Cosa dicono gli esperti

Troppe vittime per annegamento.
In Francia così come in Italia, la cronaca ne sta dando quotidiana testimonianza.
A rimetterci la vita non sono persone che non sanno nuotare, ma persone che affogano in conseguenza di malori insorti mentre cercavano refrigerio in un tuffo.
Quando il corpo è accaldato, sudato, disidratato o affaticato, lo sbalzo termico, nel momento in cui ci si butta in acqua, può infatti rappresentare un serio pericolo, provocando malori e aumentando così il rischio di annegamento. Anche se l’acqua del mare, del lago o del fiume non è troppo fredda, avvisano i medici della Società Italiana di Medicina Ambientale, è opportuno seguire poche, semplici regole.

Il vademecum per un bagno in sicurezza

Quando fa molto caldo, l’acqua può salvare dal calore solo se il passaggio è graduale.
Il rischio non è l’acqua più fresca in sé, ma lo shock tra un corpo surriscaldato e un’immersione improvvisa.
Gli esperti consigliano innanzitutto di entrare in acqua lentamente bagnando in modo graduale piedi, gambe, braccia, nuca, torace e viso per dare al corpo il tempo di adattarsi al cambio di temperatura.
Sembra banale, ma può salvarci la vita.
Se fosse possibile anche prima sostare qualche minuto all’ombra o fare una doccia tiepida sarebbe ancor meglio.

tuffi

Mangiare leggero, evitare alcol e sforzi prima di entrare in acqua

Riempiersi lo stomaco e assumere alcolici come anche la disidratazione prima di fare il bagno, aumenta il rischio di malore in quanto una lenta digestione assieme a caldo estremo, carenza di liquidi e affaticamento, riducono la capacità di reazione del fisico. Da evitare anche gli sforzi fisici.
Il richiamo di Sima alla prudenza invita anche a una maggiore cautela per le categorie più fragili quali bambini, anziani, cardiopatici, ipertesi, persone con patologie respiratorie, neurologiche o che assumono farmaci.
Nel caso dei bambini, in particolare, la sorveglianza deve essere continua, ravvicinata e senza distrazioni in quanto l’annegamento può essere rapido e silenzioso.

Scegliere sempre aree balneabili controllate

Gli esperti consigliano poi di fare il bagno in acque di spiagge sorvegliate e conosciute evitando fiumi, canali, laghi isolati o zone con correnti, fondali irregolari e scarsa visibilità.
In caso di difficoltà il suggerimento è di non agitarsi, respirare profondamente e cercare di galleggiare sulla schiena chiedendo aiuto.
Nel caso in cui si veda qualcuno in pericolo, vanno chiamati immediatamente i soccorsi e se è possibile lanciato un galleggiate o un oggetto che aiuti chi è in difficoltà a restare a galla.

tuffi

Colpo di calore e colpo di sole sono due cose differenti

Quando le temperature sono estreme, la prudenza non è mai troppa.
Oltre agli accorgimenti prima di un bagno per evitare l’eccessivo sbalzo termico, in particolare riguardo le esposizioni al sole va fatta una distinzione tra colpo di sole e colpo di calore.
Hanno infatti sintomi simili, ma sono cose diverse. E se il colpo di sole, essendo legato a un’esposizione diretta e prolungata ai raggi, si può ovviare con un cappello, il colpo di calore può colpirci anche in casa se la temperatura corporea si avvicina o supera i 40 gradi associandosi a nausea, vomito, pelle arrossata, perdita della capacità di sudorazione, abbassamento della pressione, respirazione e battiti cardiaci accelerati, mal di testa, crampi o debolezza muscolare, stato confusionale o addirittura perdita di conoscenza.
Le accortezze suggerite per evitare che il caldo si trasformi in un pericolo sono semplici: evitare di esporsi al sole nelle ore più calde, fornire al corpo una giusta idratazione e alimentazione, mantenere la pelle umida bagnandosi per aiutare la termoregolazione e indossare abiti che non attirino i raggi solari per il colore e che consentano alla pelle di traspirare.

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