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Ambiente: sempre più presente in Italia il Granchio reale blu

Ambiente: sempre più presente in Italia il Granchio reale blu

A prima vista sembra come tutti gli altri, con l’unica differenza di avere le estremità delle zampe e delle chele di un bellissimo colore azzurro.
Ma non è proprio come un nostro normale granchio, anche se sta  diventando abituale nelle nostre acque.
E’ il Granchio reale blu. Una specie che solitamente vive lungo le coste atlantiche del continente americano ma che, da una decina di anni, ha cominciato a svilupparsi e diffondersi maggiormente anche nelle coste italiane.

In particolare negli ultimi mesi, sono sempre più numerose le segnalazioni da parte dei pescatori in Adriatico, non lontano da lagune ed estuari. In Dalmazia, presso la foce del fiume Neretva viene ormai regolarmente catturato. Lo si trova anche lungo la costa tra Bari e Brindisi. Recentemente il crostaceo è stato segnalato anche nelle acque di Chioggia e nella Laguna di Venezia.

La minaccia blu? «Nessun allarmismo, dicono gli esperti».

La presenza del Granchio reale blu nel Mediterraneo risale al 1948 quando è stata rilevata in Grecia.
In Italia è arrivato negli anni ’50. Allora erano comunque rari i suoi avvistamenti ma negli anni successivi le segnalazioni sono progressivamente cresciute fino ad arrivare agli ultimi mesi, in cui sta consolidando la sua presenza nei nostri mari, in particolare l’Adriatico. Il crostaceo è stato segnalato anche nelle acque del veneziano.

«E’ sicuramente un animale che si sta rapidamente diffondendo in tutto il Mediterraneo e in Adriatico – spiega il biologo marino Luca Mizzan, direttore del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia – ma al momento non rappresenta una minaccia per le acque in cui prolifera. Vero è che il Granchio blu è una specie predatoria e voracissima di pesci, molluschi e altri crostacei. Comunque, pur se presente in numero considerevole, per ora non costituisce un pericolo per la biodiversità dell’habitat in cui vive. Potrebbe diventarlo nel momento in cui il numero crescesse in modo esponenziale.

La presenza di quest’ospite nei nostri mari è un segnale del cambiamento delle condizioni climatiche e l’aumento della temperatura dell’acqua marina che avrebbero facilitato la migrazione di questa specie aliena. C’è attenzione riguardo le segnalazioni della sua presenza per capire se possa diventare una presenza stabile nei nostri mari. Se teniamo conto che è un crostaceo con una polpa molto buona, nel caso in cui la sua presenza diventasse eccessiva, come avviene in Grecia, si potrebbe ridurre il problema pescandolo e mettendolo in commercio».

I Granchi alieni, ottimi in cucina

Il Granchio reale blu può raggiungere una dimensione di guscio di 23 cm nei maschi e 20 nelle femmine e ha un carapace con due dentelli frontali triangolari e nove dentelli laterali, molto lunghi e appuntiti.
Le zampe sono piuttosto allungate, con il primo paio tramutato in chele, più grandi nei maschi rispetto alle femmine; l’attaccatura e la parte terminale è blu intenso. Il colore del corpo è verde oliva sulla parte superiore, bianco azzurrino sul ventre. E’ un crostaceo che si riproduce rapidamente, il numero di uova è compreso tra 700 mila e due milioni e 100 mila a seconda delle dimensioni delle femmine.

Principalmente negli Stati Uniti e in Messico, viene pescato e consumato in grandi quantità per la bontà della sua carne: ogni anno vengono prelevate 58 mila tonnellate. Nella sua zona di origine, si può assaporare cucinandolo al vapore oppure bollito. Si utilizza anche come ingrediente in insalate e zuppe oppure può essere saltato in padella con burro all’aglio. Il suo costo? Si tratta di un alimento pregiato e si aggira sui 150 euro al chilo.

Silvia Bolognini

 

 

 

 

 

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Tag:  animali