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L'Ue verso l'obbligo vaccinale". Von der Leyen: "E' tempo di discuterne"

L'Ue verso l'obbligo vaccinale". Von der Leyen: "E' tempo di discuterne"
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“E’ tempo di discutere sull’obbligo vaccinale”.
Il monito arriva dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa per fare il punto sulla nuova variante Omicron.

In Europa 150 milioni di non vaccinati

“Gli scienziati dicono di non saperne abbastanza –ha anticipato – Servono due o tre settimane, che in pandemia sono un’eternità. Per questo la raccomandazione è di vaccinarvi. Due o tre anni fa non avrei mai pensato di vedere quello cui assistiamo ora. Abbiamo una pandemia orribile, abbiamo vaccini che salvano la vita, ma non vengono usati in modo adeguato dappertutto. Se prendiamo la popolazione europea totale, il 66% non  è vaccinato. Il che significa che un terzo della popolazione europea non lo è. 150 milioni di persone: sono tante. Penso – ha rilevato -che sia comprensibile e appropriato condurre questa discussione ora, su come possiamo incoraggiare e potenzialmente pensare alla vaccinazione obbligatoria all’interno dell’Ue”.

Obbligo vaccinale in Grecia e Austria

La presidente incoraggia a trovare una modalità comune, mentre alcuni Paesi già stanno proseguendo in questa direzione.
La Grecia ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli over 60, prevedendo una sanzione di 100 € al mese, per chi non lo fa, da destinare a un fondo spese ospedaliere. L’Austria lo imporrà a partire dall’1 febbraio.
Quanto a Omicron, “ogni giorno conta in questa situazione – ha detto ancora von der Leyen – L’Oms considera Omicron ad alto rischio, non conosciamo tutto di questa variante ma sappiamo abbastanza da essere preoccupati. E’ una corsa contro il tempo.
Tra i 150 milioni di europei non vaccinati rientrano gli under 12 e coloro che sono esonerati dal vaccino per motivi di salute.

Vaccini anche per i bambini

Per quanto riguarda i bambini dai 5 anni in su, “il vaccino Pfizer – ha concluso la presidente von der Leyen – sarà disponibile dal 13 dicembre”.
Approvato dall’agenzia del farmaco europea Ema, è ora al vaglio dell’omologo ente autorizzatorio italiano Aifa, che dovrebbe sciogliere le riserve nelle prossime ore.
Il vaccino per i bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni potrebbe essere somministrato nel nostro Paese a partire dal 23 dicembre.
Il Covid sta diventando una malattia pediatrica -ha sottolineato a Porta a Porta il presidente Aifa Giorgio Palù -. La fascia di età dai 5 agli 11 anni è quella che presenta i casi incidenti più frequenti. Non solo, c’è il rischio per un bambino su 100 che contrae l’infezione di essere ospedalizzato”.

Obiettivo 60-70%

L’obiettivo, quindi, sarebbe quello di tutelare buona parte dei bambini, per i quali gli esperti ricordano che il coronavirus non sempre si risolve con un po’ di febbre e un raffreddore. Le conseguenze, rilevano, possono essere pericolose.
Aifa non si è ancora formalmente pronunciata ma che il rapporto rischi-benefici del vaccino penda dalla parte di questi ultimi è già stato sottolineato diverse volte dall’Agenzia in relazione ai bambini.
Secondo Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto speranza, una quota di vaccinazioni positiva e raggiungibile potrebbe oscillare tra il 60 e il 70% degli under 12 vaccinati.
Un po’ come per i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 19 anni.

Consuelo Terrin

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