Politica +

Elezioni 2022: presentate le liste, inizia la campagna. Ecco come si vota

Elezioni 2022: presentate le liste, inizia la campagna. Ecco come si vota
Italian political election vote concept

Tra blindatissimi e big della politica, anche nomi nuovi. Ecco come si vota il 25 settembre e come funziona il Rosatellum

Molti gli esclusi, tra polemiche e passi indietro, una regione, il Friuli Venezia Giulia, che si contraddistingue per aver visto depositare alla Corte d’Appello di Trieste 21 liste di cui ben 9 contro “il sistema”, tanti imprenditori, magistrati, avvocati e pochi sindaci.
La campagna elettorale estiva (la prima nella storia) per le politiche 2022 che porteranno gli italiani al voto il 25 settembre, inizia ufficialmente oggi.
Porterà alla nascita del primo Parlamento ridotto a 600 eletti (400 alla Camera e 200 al Senato), motivo per il quale la dovuta selezione dei candidati è stata spietata.
Il post Draghi ha aperto molte falle e ha ridefinito lo scenario politico riportando alle storiche contrapposizioni destra e sinistra, con la nascita formale di un terzo polo.
Dalle ore 20 di ieri, 22 agosto, il puzzle è completo: le liste sono state presentate alle Corti d’Appello di riferimento, i nomi ci sono e le regole sono chiare.

elezioni 2022
I contrassegni elettorali depositati al ministero dell’Interno, Roma, 14 agosto 2022 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Come si vota

Ci saranno di nuovo collegi uninominali e plurinominali.
I primi (147 per la Camera e 74 per il Senato) prevedono che a vincere sia il candidato che, in un unico turno, prende più voti.
Sono stati i collegi più ambiti, perché in grado di garantire la riuscita.
Nei plurinominali, invece, come prevede la legge elettorale applicata, la Rosatellum, resta il sistema proporzionale.
In questo caso, i partiti, con le loro liste di candidati, dovranno ottenere almeno il 3% (soglia di sbarramento) e i seggi che otterranno dipenderanno dalle preferenze ottenute.

Due schede, il candidato uninominale e la lista dei candidati ai collegi plurinominali

Per l’elettore questo significa che, a fronte delle due schede (una rosa, per la Camera e l’altra gialla, per il Senato) dovrà guardare nei riquadri in alto il nome del candidato uninominale, che guida la lista.
Di fianco ci saranno anche i nomi dei candidati proporzionali ma per questi non si potrà esprimere una preferenza.
Segnando il nome del candidato uninominale, il voto va all’intera lista.
Ma non è detto che i candidati che ne fanno parte “passino” automaticamente perché chi guida la coalizione, di fatto, può essere a capo di più liste.
In questo caso, il voto viene ripartito in modo proporzionale ai voti ottenuti nel collegio.
L’elettore può anche scegliere di barrare esclusivamente il simbolo del partito. Anche in questo caso, il candidato uninominale otterrà un voto.
E’ possibile anche barrare entrambi: simbolo e candidato uninominale.
Il voto disgiunto (preferenza per un candidato nominale e simbolo di un partito diverso) non è previsto, quindi risulterebbe nullo.

Inizia la campagna elettorale

Mentre i partiti danno il via alla loro campagna elettorale, al momento fatta soprattutto di tweet, già si parla di sondaggi, di vinti e di sconfitti.
Secondo Termometro Politico e Tecnè, se si votasse oggi a vincere sarebbe la destra capitanata da Giorgia Meloni, che lascerebbe in coda il Pd, mentre il Terzo Polo risulterebbe ancora sotto il 5% dei consensi.
Se così fosse, il primo presidente del Consiglio donna, in Italia, potrebbe essere lei, rubando alla sinistra anche un primato di genere non indifferente.
Giorgia Meloni, che apre anche la fase dei comizi, schiera, tra gli altri, figure come Marcello Pera e Giulio Tremonti, che non hanno bisogno di presentazioni, l’ex magistrato veneto Carlo Nordio, già proposto da FI per l’elezione del presidente della Repubblica, Raffaele Fitto e Ignazio La Russa.
Anche il Pd, che per la coalizione con gli attivisti della sinistra progressista ha dovuto sacrificare alcuni nomi storici, lancia i suoi big: tra questi, i più noti in questo momento risultano l’economista Carlo Cottarelli e il virologo Andrea Crisanti. Enrico Letta guida la lista a Milano e nel Veneto.
Un nome conosciutissimo agli italiani lo mette in campo Forza Italia candidando all’Uninominale in Puglia Rita Dalla Chiesa. Una novità nella politica tra il resto dei fedelissimi schierati per queste Politiche: la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, che corre nel collegio lucano all’uninominale, la capogruppo bolognese Anna Maria Bernini. Lo stesso Berlusconi torna in corsa puntando al Senato: è capolista in Piemonte, Lazio, Campania e a Monza. Schierata in Lombardia è anche Marta Fascina alla Camera, mentre Antonio Tajani e Licia Ronzulli si dividono il Lazio e la Lombardia.
Anche la Lega di Matteo Salvini punta su nomi sicuri. Matteo Salvini  se la gioca a Milano puntando alla conquista dei seggi di Camera e Senato con altri 67 candidati uninominali. Tra questi Giancarlo Giorgetti, Giulia Bongiorno, Andrea Crippa, Lorenzo Fontana, Claudio Durigon e Gian Marco Centinaio.

I candidati 

Il centrodestra è sostenuto dalla formazione Noi Moderati formata dal nuovo partito Coraggio Italia, fondato dal sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, Udc, Noi con l’Italia di Maurizio Lupi e Italia al Centro di Giovanni Toti. A scendere in campo, qui, soprattutto imprenditori, assessori, deputati e senatori. Per partiti nuovi che stanno formando la loro classe dirigente, a fare da barra nella selezione dei candidati sono state l’esperienza, il merito e il legame con i territori che rappresentano.
Coraggio Italia, così, punta su Martina Semenzato.
Imprenditrice, prima presidente donna, ora dimissionaria, della sezione vetro di Confindustria e scrittrice, sarà lei a correre al collegio nominale di Venezia per la Camera, unico collegio riservato a Noi Moderati dal patto stretto tra i partiti del centrodestra in Veneto e a guidare nel proporzionale la lista sia a Venezia-Treviso-Belluno sia a Verona.
Capolista di “Noi Moderati” alla Camera nel collegio di Padova e Rovigo è Francesco Peghin, già presidente di Confindustria Padova, del “Parco Scientifico e Tecnologico Galileo” e di “Fondazione Nordest”. Imprenditore, Peghin è anche atleta vincitore di due titoli mondiali di Vela.
Il terzo polo vede tra i candidati il leader Carlo Calenda (che combatterà a Roma con Emma Bonino, di + Europa)  Matteo Renzi, Matteo Richetti e, nelle migliori posizioni, Mara Carfagna e Maria Stella Gelimini, fuoriuscite da Forza Italia.
Per M5S Conte scommette sui collegi di Lombardia, Puglia, Campania e Sicilia, blinda i fedelissimi uscenti e inserisce tra i nuovi candidati l’ex procuratore antimafia Cafiero de Raho.  
Il suo predecessore nel M5S, Luigi Di Maio se la gioca a Napoli-Fuorigrotta.
Infine, c’è Italexit di Gianluigi Paragone: secondo i sondaggi potrebbe riuscire a superare la soglia del 3%. Con lui, arriverebbero in Parlamento anche alcuni esponenti dei nuovi partiti “antisistema”, contro l’euro, la Nato e i vaccini.

Consuelo Terrin

Un commento su “Elezioni 2022: presentate le liste, inizia la campagna. Ecco come si vota

  1. hanno creato solo una grande confusione ….cicero pro domo sua


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Leggi anche: