Economia +

L’economia italiana frena, ma meno del previsto

L’economia italiana frena, ma meno del previsto
Il ministro dell'Economia e delle Finanze Daniele Franco

Nei primi 3 mesi del 2022, Pil a -0,2% rispetto al -0,5% previsto dal Def

La contrazione del Pil c’è stata, ma è stata inferiore di 0,3 punti percentuali rispetto alle più fosche previsioni del Documento di Economia e Finanza.
Il calcolo dell’Istat sulla base delle stime preliminari relative si primi 3 mesi del 2022 conferma dunque il calo congiunturale dell’economia italiana, il primo dopo 4 trimestri consecutivi di crescita, con l’ultimo dato negativo precedente che risaliva a fine 2020.
Rispetto alle cifre del Def, che avevano indicato un -0,5%, il prodotto interno lordo ha fatto segnare esattamente un -0,2% nei confronti del trimestre precedente, chiuso a +0,7%.
La crescita tendenziale si è così attestata a +5,8%.

Economia: chi sale e chi scende

Nello specifico, il valore aggiunto, stabile per quanto riguarda l’industria, è cresciuto nel comparto di agricoltura, silvicoltura e pesca, mentre è diminuito per quanto riguarda i servizi.
Al lordo delle scorte, a contribuire positivamente sul lato della domanda è la componente interna, mentre scende quella estera netta.
Se i prossimi trimestri facessero segnare variazioni nulle, la crescita acquisita per l’anno in corso sarebbe del +2,2%, in leggera diminuzione rispetto al +2,3% stimato a fine 2021.

Franco: “Dobbiamo assolutamente evitare un’altra recessione

“Ci aspettavamo – ha intanto ammesso il ministro dell’Economia, Daniele Franco, nel suo intervento al Forum internazionale di Confcommercio-Ambrosetti – una crescita superiore al 4%, ma già a fine 2021 la quarta ondata di pandemia e l’aumento dei costi dell’energia hanno cominciato a pesare sulle prospettive di crescita”.
Franco ha quindi sottolineato che “il quadro macro economico si è deteriorato bruscamente: dobbiamo assolutamente evitare un’altra recessione”.
Infatti, le stime di crescita per il 2022, già abbassate nel Def, potrebbero essere ancor meno favorevoli. “Abbiamo  vari indicatori ancora positivi sulla robustezza della nostra economia – ha concluso il ministro -. Ma ci sono limiti a ciò che possiamo fare, aumentando il disavanzo pubblico. Ed è evidente che i rischi sono enormi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.