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E’ a Jesolo la “biblioteca del vino”

la biblioteca del vino a Jesolo
Nella foto in alto: la “Biblioteca del vino” a Jesolo

Un luogo di cultura, in cui vivere nuove esperienze, approfondire la passione per il buon bere e lasciarsi guidare dagli specialist in un viaggio alla scoperta dei vitigni, delle cantine e delle zone di produzione del “nettare degli dèi”. Ogni giorno un corso diverso per addentrarsi nella cultura del vino , delle birre artigianali e degli spirit. E’ questa l’originale formula proposta dalla “Biblioteca del vino”. Il tempio del vino si trova da quest’estate a Jesolo. “Ferrowine Jesolo Experience” è il nuovo showroom di 700 metri quadrati, a cui all’esterno se ne aggiungono altri 800 di parcheggi riservati.

La “Biblioteca del vino” a Jesolo

Amplissima l’offerta di vini, birre artigianali, liquori e distillati: ben 4mila le tipologie di prodotto. Le oltre 25mila bottiglie in esposizione sono suddivise per genere, ordinate e catalogate come fossero libri nelle antiche biblioteche, custodite nelle nicchie degli scaffali in legno. E pronte a raccontare la loro storia attraverso le voci di esperti sommelier.

Alla scoperta della cultura del vino

La formula è innovativa, perché nella “biblioteca del vino” i prodotti si degustano, ma prima si conoscono, per entrare nella cultura di ogni cantina e del luogo in cui il vino viene prodotto. Lo stesso avviene prima di sorseggiare le birre, approfondendo la storia dei micro birrifici. E si imparano a conoscere anche gli spirit, dalla produzione alla degustazione.

Oltre all’aspetto visivo che fa apparire lo store come una vera biblioteca, c’è quello concettuale. Ferrowine, l’enoteca più grande d’Europa, ha aperto il suo “store numero 1” nel 2014 a Castelfranco Veneto. E, su oltre 1000 metri quadrati di superficie, è molto più di un negozio-vineria.

A Jesolo, nell’area vini si trovano le bollicine divise dai bianchi, rossi rosè e liquorosi, come in una carta dei vini. Ma si va oltre. I prosecchi, per fare un esempio, sono classificati per residuo zuccherino, mentre nella categoria rossi della Regione Veneto si trovano suddivisi in sezioni diverse Amaroni, Ripassi e Valpolicella.

A guidare il pubblico in questo viaggio, una squadra di otto giovani animati da tantissima passione, guidati da Anna Cardin, sommelier di fama nazionale che negli ultimi anni ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi. Tra questi, il titolo di “Sommelier dell’anno Fisar 2015” e quello di “Miglior Sommelier Donna” per la guida Identità Golose 2019.

Lo “spirit specialist”

Alberto Beltrame, che riveste il ruolo di spirit specialist, è un giovane barman che ha maturato diverse esperienze anche all’estero prima di approdare a Ferrowine. Grande appassionato di whisky, descrive così il suo mood: “La cosa che davvero mi affascina di più del mondo degli spirit è la loro capacità di tracciare una retta che unisce all the way corpo e mente. Profumi, sentori, alcolicità che si intrecciano a storie di persone, passione e coraggio”.

Oltre a guidare i clienti nell’acquisto, sommelier esperti propongono percorsi di avvicinamento, serate di formazione e incontri di approfondimento con i produttori. Ogni giorno un tema, dai rossi italiani alle birre artigianali, continuando con i vini bianchi italiani, il mondo degli spirit, le bollicine. E, per concludere, un format con le proposte di abbinamento cibo-vino.

La storica azienda trevigiana l’anno prossimo festeggerà il primo secolo di vita. E’ nata nel 1920 come osteria con bottega, per poi svilupparsi come cantina, fino a specializzarsi nella commercializzazione di prodotti beverage. E continua ad ampliare gli orizzonti. “Il nostro obiettivo è di diffondere la cultura del vino, ma anche la cultura in senso lato, a 360 gradi”, sottolineano i fratelli Giovanni e Michela Ferro, terza generazione alla guida dell’azienda. “Abbiamo deciso di replicare il format di Castelfranco, una vetrina che si è rivelata per noi un acceleratore”.

Gli appuntamenti culturali

Oltre ai percorsi didattici della Ferro Academy, nella biblioteca castellana del vino sono stati organizzati aperitivi letterari, in cui le presentazioni degli autori si abbinavano a cooking show, ma anche ad esibizioni di ballerini. E, ancora, Ferrowine si è vestito in stile medievale, con i figuranti del Palio, durante il lancio di un romanzo ambientato attorno al 1200. Ci sono state perfomance live di musicisti, ma anche esposizioni d’opere d’arte contemporanea, incontrando artisti del calibro di Rabarama, alias Paola Epifani.

Le culture di vini, birre artigianali e spirit si intrecciano per inebriare il pubblico con nuovi stimoli in una “biblioteca” che favorisce la contaminazione di idee appagando la vista prima del gusto e allargando i confini di mente e spirito. Nella “Biblioteca del vino” di Jesolo ogni giorno da lunedì a venerdì e, a volte anche il sabato, si aprono corsi a tema: da quello alla scoperta del nostro territorio “5 rossi per cinque regioni” a “bollicine per l’estate da nord a sud”. Per continuare con “fermentazioni spontanee e non solo” delle birre artigianali  e quello sul “Whisk(e)y” per imparare come leggere un’etichetta.

“Ferrowine è il luogo in cui vogliamo rendere accessibile a tutti la cultura del vino, ma anche le altre culture, è un punto d’incontro. Ecco perché la nostra apertura è massima per promuovere ogni forma d’arte, a partire da quella del vino”, spiegano Giovanni e Michela.

Il vino si rilancia da Jesolo

Per la biblioteca jesolana l’investimento ha superato il milione di euro per la nuova sede. “Abbiamo scelto Jesolo come trampolino di lancio per farci conoscere all’estero”, dicono i fratelli Ferro. “Tolta Venezia, la città più internazionale è Jesolo, che attira quasi 6 milioni di turisti ogni anno, e altri 6 arrivano al Cavallino. Non ci sono altri Comuni in Italia con questi numeri”.

In un settore in cui il consumo di vino pro capite continua a calare, come ha ricordato il presidente del Comitato nazionale vini Dop e Igp, Michele Zanardo, Ferrowine dà valore all’intero comparto. “Perché oggi si punta sulla qualità più che sulla quantità”, ha evidenziato. Qualità che si respira e che ha permesso a Ferrowine di crescere del 15-20 per cento all’anno da quando è stato aperto lo store castellano, “nonostante il mercato italiano sia flat”, ha sottolineato Giovanni Ferro. L’emporio del vino propone bottiglie dai 5 euro a valori quasi inestimabili. Nel caveau riposano Amaroni, Champagne, rossi italiani e francesi di altissimo lignaggio.

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