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Cingoli è il “Borgo dei Borghi” 2026

Cingoli è il “Borgo dei Borghi” 2026

La località in provincia di Macerata ha trionfato nella celebre competizione televisiva trasmessa all’interno del programma “Kilimangiaro” su Rai 3

Non è un caso che sia soprannominato “il balcone delle Marche”.
Il comune di Cingoli, situato in provincia di Macerata, sorge a 631 metri sul livello del mare, sulla sommità del monte Circe dominando un ampio panorama che gli vale l’appellativo.
Dalle antiche mura castellane, infatti, nelle giornate più limpide lo sguardo si estende fino al mare Adriatico e le coste della Dalmazia. Paesaggio naturale, centro storico medievale, patrimonio artistico e la sua tradizione gastronomica hanno contribuito a far conquistare a questo piccolo ma affascinante borgo il podio della competizione televisiva all’interno del programma “Kilimangiaro” di Rai 3, che l’ha proclamato “Borgo dei Borghi” 2026.
Cingoli ha sbaragliato altre 19 località, una per ciascuna regione, selezionate per il loro valore storico, architettonico e per la qualità della vita.

borgo dei borghi
Cingoli

Il gioiellino marchigiano in un’area ricca di biodiversità

Ogni anno “Borgo dei Borghi” premia realtà che si distinguono in Italia per caratteristiche particolari.
Nel caso di Cingoli, il primo posto in classifica non si deve a uno specifico elemento ma a un insieme che rende la località attrattiva, uno dei borghi più autentici delle Marche. Il suo territorio si sviluppa tra la valle del fiume Musone e quella del Rio le Laque, in u contesto montuoso della cosiddetta piega di Cingoli, una formazione appenninica di origine antica, risalente al Cretaceo superiore.
L’area è ricca di biodiversità con boschi che ospitano diverse specie vegetali e animali, un ambiente naturale di grande valore. Qui infatti già negli anni Settanta sono ste istituite zone protette come la macchia del Monte Nero e quella delle Tassinete.

borgo dei borghi

Una storia antica in un centro quasi privo di traffico

Cingoli ha saputo mantenere intatta nel tempo la sua identità.
La storia del borgo risale all’antichità. Abitato già nel IX secolo a.C. da popolazioni picene, il territorio vide la fondazione di Cingulum nel III secolo A.C, mentre in epoca romana sotto Augusto divenne municipium.
Successivamente attraversò varie fasi di trasformazione fino all’ingresso nel Regno d’Italia nel 1861.
Un gioiellino tutto da scoprire anche attraverso le vie del suo centro che confluiscono nel cuore della città, Piazza Vittorio Emanuele II su cui si affacciano il Palazzo Comunale e la cattedrale di Santa Maria Assunta. Percorre le strade di Cingoli è fare un tuffo in un’atmosfera d’altri tempi calma e raccolta, circondati da facciate dai colori caldi, portali rinascimentali in pietra e quasi senza traffico.

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Non solo natura e storia

Tra i luoghi simbolo di Cingoli, racchiuso da una cinta muraria quasi intatta, c’è la collegiata di Sant’Esuperanzio, considerata uno dei monumenti più importanti del borgo, con la sua facciata romanica e il portale scolpito del XIII secolo.
Non mancano affascinanti palazzi nobiliari, chiese barocche e opere d’arte custodite negli edifici storici.
Tra queste si può ammirare nella Sala degli Stemmi del Palazzo Comunale il capolavoro di Lorenzo LottoMadonna del Rosario”. Fuori le mura, da non perdere è il Santuario di santa Sperandia, costruito a partire da XIII secolo, che conserva il corpo della santa monaca benedettina, nata a Gubbio e morta a Cingoli nel 1276.

Tra i venti borghi in gara quest’anno al secondo posto si è classificato Arenzano, in Liguria; al terzo Zungoli, Campania; al quarto San Fele in Basilicata; quinto San Nicola Arcella in Calabria; sesto Canossa in Emila Romagna; settimo Spilimbergo in Friuli Venezia Giulia; ottavo Nemi in Lazio; nono Lucignano in Toscana e decimo Realmonte in Sicilia.

 

 

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