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Cambiamenti climatici: la salute dei bambini è quella più in pericolo. Soprattutto in Europa

Cambiamenti climatici: la salute dei bambini è quella più in pericolo. Soprattutto in Europa

Unicef: quasi 125 milioni di minori europei vivono in Paesi a rischio medio-alto. E in Europa le temperature crescono più del doppio del resto del Mondo

Dalle allergie, alle morti premature. Dall’aumento delle zoonosi, ai problemi di salute mentale. Dalle malattie legate a vettori, cibo e acqua, fino alla morte.
Agli eventi climatici estremi collegati all’inquinamento e il cambiamento climatico, gli scienziati attribuiscono numerose conseguenze serie per la salute. E, a farne le spese, sono principalmente i bambini.
Lo sottolineano le stime del Servizio per il cambiamento climatico di Copernicus dell’Unione Europea. Che disegnano un quadro decisamente preoccupante se unite ai numeri dell’Indice di rischio climatico dell’Unicef, secondo cui quasi 125 milioni di bambini europei vivono in Paesi a rischio “medio-alto”, il terzo su una scala di 5.
Tanto più che Copernicus, insieme all‘Organizzazione Meteorologica Mondiale (Wmo), nello stesso rapporto sullo stato del clima in Europa, ha evidenziato che, negli ultimi 30 anni, le temperature del Vecchio Continente sono aumentate più del doppio rispetto alla media globale mondiale.

Cambiamenti climatici, allergie e bambini

La maggior vulnerabilità, sia fisica che psicologica, dei minori agli impatti del cambiamento climatico emerge chiaramente dalle statistiche relative alla diffusione delle allergie e dei casi di asma anche grave. Quasi un adulto europeo su 4, esattamente il 24%, ha disturbi allergici. E la percentuale sale al 30%-40% se si parla di bambini, per i quali il dato è in aumento.
“La combinazione di cambiamenti climatici, urbanizzazione e invecchiamento della popolazione nella regione – analizza il rapporto di Copernicus – crea, e aggraverà ulteriormente, la vulnerabilità al caldo. Le alterazioni nella produzione e distribuzione di polline e spore indotte dai cambiamenti climatici potrebbero far registrare aumenti dei disturbi allergici”.

Moretta: “Bambini, attenti anche a caldo e malnutrizione”

Una conferma della maggior vulnerabilità dei bambini alle conseguenze dei cambiamenti climatici arriva anche da Lorenzo Moretta, responsabile dell’area di ricerca di Immunologia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
“Il cambiamento della flora legato ai cambiamenti climatici – si ricollega al tema delle allergie – è una delle spiegazioni della crescita delle risposte allergiche ai pollini. Tanto più che, con la sempre crescente urbanizzazione, i bambini non solo respirano aria di qualità inferiore, ma hanno meno difese per la mancanza dei contatti di tipo rurale nei primi anni di vita”.

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Il professor Lorenzo Moretta, immunologo, patologo e accademico

Una delle conseguenze dei mutamenti del clima di cui risentono i bambini, sottolinea Moretta, è poi anche il crescente rischio di carestie e la povertà collegata.
“I bambini – spiega – sono più suscettibili alle carenze alimentari e, dal punto di vista del sistema immunitario, in particolare a quelle proteiche, che compromettono la loro capacità di produrre anticorpi e cellule difensive”. Ulteriore elemento di debolezza dei più giovani, la maggior suscettibilità al calore eccessivo.
“Il rischio di colpi di sole e di calore – conclude il medico – è maggiore nei più piccoli, per i quali è fondamentale mantenere l’idratazione”.

Riducendo le emissioni di carbonio, si potrebbero evitare ogni anno circa 138 mila morti premature

Le sempre più frequenti ondate di calore, che interessano in particolare la parte sud-occidentale del continente, sono del resto ritenute anche da Copernicus “gli eventi climatici estremi più letali in Europa”. Ma, tra gli effetti negativi del cambiamento climatico, vi è anche una modificazione della distribuzione delle malattie trasmesse da vettori come le zecche. Il morso di questo tipo di acari può infatti diffondere malattie come quella di Lyme o l’encefalite.

Il rapporto sullo stato del clima in Europa si sofferma poi anche sull’incidenza dell’inquinamento dell’aria di origine antropica sulle morti premature rilevando come “secondo l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della Sanità, nel 2019 circa mezzo milione di morti premature nella regione europea dell’Oms sono state causate dalle particelle fini”. E si stima che, riducendo le emissioni di carbonio, si potrebbero evitare ogni anno circa 138 mila morti premature, risparmiando potenziamente tra 244 e 564 miliardi di dollari.

cambiamenti climatici

Il surriscaldamento dell’Europa

Intanto, tra il 1991 e il 2021 l’Europa è il continente in cui, in assoluto, sono aumentate di più le temperature. Il valore registrato, pari mediamente a +0,5 gradi per decennio, è superiore di quasi il doppio rispetto alla media dell’intero pianeta.
Tra le conseguenze, una perdita di 30 metri di spessore, dal 1997 al 2021, per i ghiacciai alpini e lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia (dove la scorsa estate è anche piovuto per la prima volta nel punto più alto dell’isola), con conseguente innalzamento del livello dei mari.

Secondo il sesto Rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, vi sono elevate possibilità che, “indipendentemente dai livelli futuri di surriscaldamento globale, le temperature aumenteranno in tutte le regioni europee a un tasso superiore alle variazioni della temperatura media globale”. E si prevede anche che “la frequenza e l’intensità delle temperature estreme, comprese le ondate di calore marine, continueranno ad aumentare. Si presume che saranno superate le soglie critiche per gli ecosistemi e gli esseri umani a seguito di un surriscaldamento globale di 2 gradi e oltre”.

Le possibili conseguenze

Se l’analisi delle rilevazioni satellitari fatte da Copernicus mostra che il Vecchio Continente è più soggetto alle violente conseguenze del cambiamento climatico, il più recente rapporto redatto dal Wmo sottolinea che “se la tendenza al surriscaldamento dovesse proseguire, il caldo eccezionale, gli incendi, le alluvioni e altre conseguenze del cambiamento climatico eserciteranno un impatto sulla società, sull’economia e sugli ecosistemi”. Già nel 2021, gli eventi meteorologici e climatici ad alto impatto hanno del resto causato centinaia di vittime, colpendo direttamente più di mezzo milione di persone e provocando danni economici superiori a 50 miliardi di dollari.

Alberto Minazzi

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