AMICI A QUATTRO ZAMPE

Come si calcola l’età di cani e gatti? Quando sono considerati anziani? Quali sono i consigli più preziosi per prendersi cura di loro in modo adeguato? Tutte le informazioni utili fornite dalla Clinica Veterinaria La Fenice

Prendersi cura dei nostri amici a quattro zampe vuol dire anche tener conto della loro età. Superata una certa soglia infatti è di fondamentale importanza sottoporli a tutta una serie di analisi per prevenire l’insorgenza di malattie o combattere i primi sintomi prima che sia troppo tardi. Ma a che età cani e gatti possono definirsi “anziani”? E quali sono i consigli più preziosi per prendersi cura di loro in modo adeguato?

«L’età dei cani è diversa a seconda della taglia, ovvero della razza – spiegano il dottor Nicola Masetto e la dottoressa Silvia De Faveri titolari della Clinica Veterinaria La Fenice della Gazzera (VE), iscritti rispettivamente all’ordine dei  Medici Veterinari di Treviso e di Venezia – di fatto i cani di taglia più grande invecchiano prima. Se per un cane inferiore ai 10 kg un anno solare è equiparabile a 7 anni di vita “umana”, per i cani superiori ai 40 kg lo stesso arco temporale è quantificabile in 9 anni di vita dell’uomo».

Da che età si può dire che cani e gatti siano “anziani”? «L’età è collegata a fattori quali l’ambiente in cui l’animale vive, il suo peso e, nel caso dei cani, la razza e la taglia. Genericamente potremmo però dire che un cane di piccola taglia può definirsi vecchio dopo i 10 anni, uno di media taglia dopo gli 8, uno di taglia grande dopo i 7, e uno di taglia gigante dopo i 5/6 anni. I gatti invece, che non hanno grosse differenze di taglia, mostrano i primi segni di invecchiamento tra i 7/8 anni e i 10».

Quali sono i rischi connessi all’invecchiamento? «Con l’anzianità ogni animale va incontro a varie patologie. Per questo noi della Clinica Veterinaria La Fenice stiamo promuovendo la possibilità di fare uno screaning per monitorare lo stato di salute. Il tutto al fine di prevenire le malattie o coglierne i primi sintomi perchè se si aspetta che questi siano conclamati poi può essere troppo tardi per intervenire. Un animale anziano dovrebbe infatti essere visitato almeno due volte l’anno».

Se nel nostro territorio metropolitano sono molto diffusi gli ambulatori veterinari, più rare sono invece le cliniche che si contano sulle dita di due mani. «La clinica si occupa di fare analisi, diagnosi e anche ricovero. È operativa 24 ore su 24 e questa è una cosa di primaria importanza. Molte persone non colgono infatti l’opportunità di poter contare sulla reperibilità di un medico a qualsiasi ora del giorno e della notte. Di fatto operiamo come se fossimo un pronto soccorso perché attendere alcune ore per far fronte ad un’emergenza potrebbe voler dire arrivare troppo tardi. Poi ovviamente svolgiamo anche tutta una serie di attività di  base per la cura periodica dei nostri amici animali».

Come e quando è nata la vostra clinica? “La Clinica Veterinaria La Fenice nasce nel 2010 dalla nostra esperienza decennale maturata in altre cliniche. A differenza dell’ambulatorio la clinica ha un approccio ospedaliero alle varie problematiche. Oltre a fornire una diagnosi e a ricercare il perché di ogni eventuale problematica, siamo anche in grado di ricoverare fino ad una decina di animali. Modernità della struttura, dotata di strumenti all’avanguardia, professionalità e accoglienza finalizzata alla migliore accettazione delle cure da parte dell’animale, sono il nostro tratto distintivo».   Oltre a campagne di prevenzione legate all’anzianità degli animali vi sono altre specificità di cui tener conto? «Nel corso dell’anno proponiamo tutta una serie di visite mirate per gli animali. Si va dalle visite specifiche per i cuccioli, alle visite odontoiatriche, alla prevenzione da svolgere prima dell’estate per le malattie derivate da pulci, zecche e zanzare, fino alle documentazioni che servono quando gli animali devono viaggiare all’estero».

DI PIETRO POLO

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