Accademia, il ponte che unisce

Ponte accademia_ponte lato

Completato il restauro dell’importante struttura sul Canal Grande, esempio perfetto di sinergia tra pubblico e privato al servizio della città.
Per (almeno) altri dieci anni, i Veneziani possono stare tranquilli: il ponte dell’Accademia, l’unico in legno tra i quattro che attraversano il Canal Grande, non avrà bisogno di nuovi interventi di manutenzione straordinaria. In occasione della cerimonia con cui il ponte è stato restituito alla città, lo ha assicurato ai tanti cittadini intervenuti al taglio del nastro Simone Agrondi, il dirigente dei Lavori pubblici del Comune di Venezia “RUP” (Responsabile Unico del Procedimento) dell’intervento di restauro.

Un restauro che ha visto la perfetta sinergia tra enti pubblici (sono stati direttamente i tecnici e gli uffici comunali a occuparsi dell’intervento) e realtà private, da Luxottica (che lo ha finanziato, senza richiedere in cambio la benché minima pubblicità, attraverso una donazione di 1,7 milioni) a Pasqualucci e Salmistrari (le cui maestranze – quindici gli uomini attivi ogni giorno – hanno effettuato materialmente i lavori). Insomma, come ha rimarcato il sindaco di Venezia, un intervento-simbolo, che ha riscritto il modo di effettuare i lavori pubblici, nel rispetto dei tempi (i sette mesi di lavori) e dei costi preventivati.

Dire che il ponte è stato “restituito”, in realtà non è esattamente corretto. Perché una delle innovazioni che ha caratterizzato il restauro è stata proprio quella di non aver mai interrotto la fruibilità del ponte: né per i pedoni, che hanno potuto continuare a percorrerlo grazie alle impalcature laterali realizzate per liberare la parte centrale, al fine di consentire l’esecuzione dei lavori; né per i trasporti, i cui mezzi hanno potuto proseguire durante tutta la durata dei lavori il transito sotto l’arcata. Una soluzione che, ha ammesso l’amministratore delegato di Salmistrari srl, all’inizio ha preoccupato non poco chi doveva occuparsi in prima persona della massiccia opera di sistemazione (che ha previsto la sostituzione completa di tutte le parti lignee e la sabbiatura e verniciatura di quelle metalliche). Al tempo stesso, però, una soluzione che alla fine ha consentito tra gli altri vantaggi di evitare il rischio che l’utilizzo di impalcature venisse ad interferire con la miglior esecuzione dei lavori.

E non si pensi che si sia trattato di un’operazione semplice. Come spesso accade, quando si interviene su una struttura esistente, gli imprevisti sono dietro l’angolo. E così è stato anche per il ponte dell’Accademia. Una volta che il piano di calpestio è stato scoperto, i tecnici hanno riscontrato una serie di strutture degradate e ammalorate che hanno richiesto particolari attenzioni. Ma, ancora una volta, si è riusciti a venirne fuori “facendo squadra”, trovando il modo di salvaguardare anche i vari sottoservizi che sfruttano la struttura del ponte, sempre nell’ottica di allontanare il più possibile nel tempo la necessità di un nuovo intervento straordinario di manutenzione.

 

REALIZZATO GRAZIE ALLA DONAZIONE DI EURO

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DA LUXOTTICA GROUP S.p.A.

DATI PRINCIPALI

 

  • Luce netta: 49,35 m!
  • Altezza: 7,60 m!
  • Larghezza: 5,05 m!
  • Gradini: 165!
  • Gara: 18 partecipanti!
  • Durata Lavori: 7 mesi!
  • Maestranze impegnate: 15 uomini giorno!

E qui lo sottolineiamo: straordinario. Perché il ponte dell’Accademia resta, alla resa dei conti, un ponte di legno. E il legno, materia “viva” va continuamente monitorato. Ma anche questo è un aspetto che, sulla base anche delle esperienze del passato, è stato tenuto in debita considerazione fin dalla fase progettuale, studiando un sistema di manutenzione programmata che aiuti a preservare la massima durabilità dell’opera. Anche in questo, dunque, il ponte dell’Accademia potrà (e dovrà) fungere da esempio su come salvaguardare le città in cui viviamo.

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