Economia +

Targhe personalizzate, gli italiani si scatenano

Targhe personalizzate, gli italiani si scatenano

Dagli scherzi che impazzano sui social alle combinazioni ispirate a vip e film cult: in Italia la novità arriverà non prima del 2028, ma la fantasia è già al lavoro. E nel mondo c’è chi ha speso milioni per una targa unica

Una targa è una targa. Una sequenza di lettere e numeri utili a identificare un veicolo.
Ma a breve potrà essere anche qualcosa di più: potrà strappare un sorriso per strada, lanciare un messaggio, raccontare una passione o diventare un omaggio al proprio film preferito.
C’è da scommettere che ne vedremo delle belle dal momento in cui la personalizzazione della targa, come annunciato dal Governo, sarà consentita anche in Italia.
Sui social, nel frattempo, circolano già le prime idee, tra battute, giochi di parole e riferimenti alla cultura pop.
La novità non dovrebbe diventare operativa prima del 2028 e non tutte le combinazioni saranno ammesse.
Per ora, però, la fantasia viaggia a tutta velocità.

Targhe: la fantasia al potere

Per automobilisti e motociclisti italiani che vorranno avvalersene, va ricordato, l’“operazione targa personalizzata” avrà un costo . Serviranno infatti 600 euro (100 dei quali destinati al Ministero delle Infrastrutture) per la targa di un auto o 360 (anche qui il 20% di spettanza ministeriale) per una moto.
Crearla sui social, invece, è gratis e, in molti casi con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ne sono comparse già di ogni tipo. Molte delle quali non potranno mai tradursi in una targa reale.
Tra i limiti che dovrebbero essere previsti dalla normativa, ci sarà infatti quello di non scegliere ovviamente targhe già assegnate, ma anche combinazioni di lettere e numeri che possano risultare offensive, ambigue e fuorvianti.
Sono da escludere così le finte targhe (da “AND4T3AC4S4” del profilo Utopia a “D1M3TT1T1”, postata da Informazione Pentastellata) con cui si è lanciato un messaggio a Governo e premier. E non solo per il numero di caratteri. Anche “C4220NE”, che pur rientrerebbe nelle misure, non si vedrà per ovvi motivi.

targhe
Ci potrà invece essere l’ironico “GA129KM” che, con la versione veneta del verbo avere, suggerisce l’acquisto di una macchina poco usata.
E anche il presunto riferimento biblico “EZE2517”, postato da un certo “Dio”, potrebbe essere ammissibile, a meno che non sia conservata la formula con 7 caratteri e numeri centrali. Sarà certamente combinazione valida il “GG000LL” riportato dal comico di Striscia la notizia Cristiano Militello. Troppo lungo, ma comunque meritevole di citazione, è infatti il simpatico “Vendesi a chi può permettersi di fare benzina”, comparso sempre su Facebook.

Suggerimenti per una targa “famosa”

Al di là dell’ironia e della fantasia, a fungere da ispirazione possono essere anche modelli famosi. Negli Stati Uniti, dove la pratica è diffusa da tempo, sono molte le star che hanno optato per una targa riportante una scritta che li identifica chiaramente. Non ci sono dubbi, per esempio, sulla proprietaria del veicolo targato “LADY GAGA”. Pochi anche su colui a cui apparteneva la Ferrari targata “M AIR J” (il grande cestista Michael Jordan, per chi non ci arriva).
Quasi un codice fiscale (D7 DVB), con tanto del numero di maglia indossato in campo, cadde invece nel 2001 la scelta dell’ora ex calciatore David Beckham. Quasi come la “88 GK” della Mercedes del pugile Tyson Fury: ci sono infatti le iniziali del soprannome (Gypsy King) e il suo anno di nascita.
“OUTATTIME” (Fuori dal tempo”) compariva invece su una delle DeLorean utilizzate per le riprese di “Ritorno al futuro” ed “ECTO 1” sulla Cadillac di “Ghostbusters”.
Il riferimento ai film ci porta in un ambito, quello cinematografico, che ha reso celebri (e dunque ambite) targhe di per sé “normali”. “BMT 216 A” fu per esempio, nel 1964, la prima “targa rotante” delle Aston Martin di James Bond.

targhe
“JJZ 109” era invece quella della Ford Mustang di Steve McQueen nel film “Bullitt”. E “BDR 529” (con i riferimenti a un club motociclistico canadese e al numero civico della sua sede) è ricordata dagli appassionati di “Blues Brothers”.
Perché una targa personalizzata può diventare davvero iconica. Tant’è che esiste anche un fiorente mercato di collezionisti, con prezzi che possono raggiungere cifre astronomiche. Basti pensare alla “P7” di Dubai, venduta il 12 aprile 2023 per circa 15 milioni di dollari durante un’asta benefica, devolvendo dunque il ricavato a una campagna per la lotta alla fame nel mondo. La targa britannica “F1” fu invece venduta nel 2008 per oltre 440 mila sterline.

Targhe personalizzate nel mondo

L’Italia (dove, bisogna aggiungere, le targhe personalizzate rimarranno vincolate all’auto o alla moto per le quali sono state acquistate, non potendo cioè spostarla su un altro veicolo in caso di vendita, fermo restando che se ne può richiedere una ulteriore, ma diversa) si prepara dunque ad allinearsi ad altri Paesi. Perché non ci sono solo gli Stati Uniti: anche molti Stati europei hanno diffuso da tempo questa pratica.
La targa è personalizzabile, per esempio, in Croazia, Lussemburgo, Estonia, Lettonia, Lituania e Finlandia. E se, da noi, la targa costerà come visto 600 euro, la forbice dei prezzi è estremamente variegata: si va dai 1.030 euro del Belgio ai 12,80 della Germania.
Proprio dal Belgio arrivano esempi curiosi, come le targhe “COVID-19”, la provocatoria “CHOMEUR” (“disoccupato” in francese), “KAKSKE” (trovata pubblicitaria di una ditta di spurghi”) o “GOD”.

Il Belgio può essere preso a esempio anche per capire il potenziale di diffusione delle targhe personalizzate.
Nel 2019, per esempio, la percentuale sul totale di targhe emesse nel Paese arrivò appena allo 0,55%.
Suscitò invece solo curiosità, nell’estate 2025, l’auto della Repubblica Cèca targata “SARDE6NA” fotografata sull’isola italiana.
Tornando ai numeri, in Svezia, a gennaio 2026, le combinazioni personali registrate erano 28.484, di cui 20.675 effettivamente utilizzate, su milioni di veicoli.
Il fenomeno delle targhe personalizzate è molto più diffuso nel Regno Unito, dove però non è generalmente possibile inventare liberamente nuove sequenze, ma è molto attivo (il rapporto 2024/25 parla di un giro d’affari di oltre 274 milioni di sterline) il mercato dove si possono acquistare.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Seguici sui nostri canali social: