Con Sweet Release, il 28enne vicentino vince il Lagazuoi Photo Award New Talents 2026 e invita a riscoprire le Dolomiti attraverso prospettive inattese. Il progetto è in mostra a Cortina fino al 18 ottobre
Quando la cornice diventa il mezzo per orientare lo sguardo, invitando a riscoprire il paesaggio attraverso prospettive inattese. E’ il caso del progetto “Sweet Release” di Ronny Pozzato, vincitore del Lagazuoi Photo Award New Talents 2026, il concorso fotografico che punta a sviluppare un linguaggio visivo originale sulla montagna. Il giovane originario di Thiene (Vicenza), con il suo lavoro si interroga sulla domanda “Quanto il nostro sguardo è davvero libero?” Per farlo ha appunto scelto l’utilizzo ricorrente della cornice che avvolge l’immagine guidando lo sguardo di chi la osserva verso prospettive e punti di osservazione inusuali.

Fino al prossimo 18 ottobre al Lagazuoi Expo Dolomiti di Cortina d’Ampezzo (BL) sono in mostra oltre al progetto del vincitore, quelli degli altri tre finalisti – Leonardo Bandini (IED Istituto Europeo di Design di Roma), Francesca Formisano (Officine Fotografiche di Roma) e Alessio Orlando (CFP Bauer Milano) -, selezionati tra le 42 candidature di quest’anno.
Le cornici di Ronny Pozzato
Il progetto di Ronny Pozzato “Sweet Release”, come spiega la giuria nella motivazione del premio, è un invito a riconsiderare il nostro modo di osservare ciò che ci circonda. Provare per credere. Osservare la fotografia di un paesaggio che sbuca da una cornice è come vederlo attraverso una finestra: i contorni sono delimitati e non abbracciandone l’ampiezza portano a soffermare lo sguardo su dettagli che solitamente rischiamo di non vedere.

Il progetto che ha sbaragliato i concorrenti propone così, un nuovo modo di vedere, stimolando la curiosità e allenando lo sguardo a cogliere differenti prospettive. Le diverse cornici utilizzate da Ronny Pozzato assumono significati differenti: si integrano con le cromie del paesaggio quasi a fondersi con l’ambiente naturale; il nero profondo richiama una dimensione interiore dalla quale lo sguardo si apre verso la luce o diventano protagoniste della composizione assieme al paesaggio, mettendo sullo stesso piano gli elementi più vicini come la pietra e il legno e l’imponenza delle montagne sullo sfondo.
Un nuovo modo di osservare il paesaggio e le altre fotografie in mostra
Il fotografo ventottenne, dopo cinque anni trascorsi in Australia e diversi viaggi tra Europa, Asia e America ha scelto di approfondire il linguaggio fotografico All’Istituto Italiano di Fotografia di Milano. E’ qui che ha sviluppato una ricerca che affianca all’attività professionale nel settore della fotografia, un forte interesse per il racconto documentario e per l’osservazione del paesaggio contemporaneo. In “Sweet Release” non cerca la spettacolarità delle Dolomiti, ma un nuovo modo per guardarle.
Le fotografie di Leonardo Bandini, originario di Faenza, esplorano invece le gallerie della Prima Guerra Mondiale con sguardo investigativo, costruendo una riflessione sulla memoria e ciò che continua a sopravvivere nel paesaggio. Francesca Formisano, originaria di Roma, osserva le Dolomiti come un grande archivio naturale in cui il tempo lascia continuamente nuovi livelli di significato mentre Alessio Orlando, originario di Milano, mette in dialogo gli ampi orizzonti dolomitici con gli spazi chiusi delle trincee e delle gallerie della Prima Guerra Mondiale.



