Crovato, che aveva combattuto contro una grave malattia per quattro anni, è morto ieri, martedì 15 settembre a 74 anni
E’ stato assistito fino all’ultimo dalla moglie Paola e dai figli Jacopo e Mattia.
Ieri, 15 settembre, Giorgio Crovato è morto nella sua casa veneziana, dopo anni di lotta contro una malattia che non perdona.
Il funerale di Giorgio Crovato è previsto sabato mattina nella chiesa dei Santi Apostoli a Venezia.
Il sindaco di Venezia Simone Venturini nell’esprimere il cordoglio dell’Amministrazione comunale e la vicinanza al fratello gemello Maurizio, ai familiari e a quanti gli hanno voluto bene lo ricorda con queste parole: “Giorgio ha dedicato una vita a conoscere e raccontare Venezia, la sua Laguna, la sua storia e le sue tradizioni. Nel 1978, assieme al fratello Maurizio fu il primo a ricevere il premio “Veneziano dell’anno” per la mostra e il volume “Isole abbandonate della Laguna. Com’erano e come sono”, volume di 237 pagine nella prima edizione documentata che richiamò l’attenzione su luoghi e storie troppo spesso dimenticati”.
Giorgio e il suo amore per Venezia
“Giorgio Crovato ci lascia pubblicazioni preziose – sottolinea il primo cittadino – e un esempio di amore per Venezia, espresso attraverso la ricerca e la cura della sua memoria con quella stessa passione che ha accompagnato i suoi studi sulla storia veneziana, sullo sport e sulla voga, come anche il suo impegno in Ateneo Veneto dove è stato segretario accademico. Come Comune troveremo il modo di ricordarlo e di far conoscere il suo lavoro anche alle nuove generazioni”.
Studioso e autore dedicato soprattutto alla storia sociale, ambientale e culturale della laguna veneziana con particolare attenzione alle isole, alle imbarcazioni e alla voga veneziana, della quale era appassionato, Giorgio Crovato ha realizzato una parte importante della sua produzione con il gemello giornalista Maurizio.
Già nel 1978 il volume e la mostra fotografica dedicati alle isoli minori della Laguna quale patrimonio minacciato dall’abbandono, citati da Treccani. Nel 1980 fu la volta di “Barche della Laguna veneta” e a seguir numerosi studi e volumi su Sant’Erasmo, Pellestrina, le tradizioni veneziane.
L’ultimo suo lavoro risale al 2024: “Burano”, realizzato ancora una volta con il fratello, al quale era legatissimo.
Ha raccontato Laguna e isole in 14 libri
Giorgio Crovato, profondo conoscitore della sua città, è stato anche dirigente e vice direttore generale della Cassa di Risparmio di Venezia. Con il suo libro del 2012 “Il patrimonio Carive. L’Archivio storico e le collezioni della Cassa di Risparmio” di Venezia è riuscito a far rimanere in città le grandi collezioni dell’istituto bancario minuziosamente catalogate quali quadri, monete antiche e incunaboli del Quattrocento, documenti e manoscritti che sono stati vincolati dalla Soprintendenza e custoditi alla Fondazione Querini Stampalia. Tra le sue pubblicazioni anche: “Le trasformazioni novecentesche dell’uso delle acque lagunari (2004); Sant’Erasmo (2009); Venezia Novecento. L’uso delle acque lagunari (2015).
La nascita dello sport moderno a Venezia
Giorgio Crovato si è dedicato anche alla nascita dello sport moderno a Venezia con il libro scritto a quattro mani con Alessandro Rizzardini nel 2026, con protagonisti Costantino Reyer e Pietro Gallo, due figure fondamentali nella nascita della cultura sportiva moderna veneziana e nell’affermazione delle prime società ginniche e sportive.
Ai tanti messaggi di cordoglio per la sua morte si è unito anche l’ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro: “Studioso appassionato e profondo conoscitore di Venezia, della sua Laguna, delle sue tradizioni e della sua storia – anche sportiva – ha dedicato tanti anni a raccontare e custodire la memoria della città, contribuendo a mantenere vivo il patrimonio di storie e valori. Ricordo con particolare piacere quando ci siamo confrontati mentre preparava il suo lavoro dedicato all’origine della Reyer e dello sport veneziano. Anche in quelle occasioni emergevano tutta la sua passione, la curiosità e il desiderio di ricostruire con attenzione una storia profondamente legata all’identità della nostra città. Una passione che Giorgio ha saputo trasformare in ricerca e condivisione, spesso assieme al fratello Maurizio, lasciando un contributo prezioso alla memoria collettiva di Venezia”.



