Uno studio ha quantificato come l’esposizione al calore influisca sulle diverse fasce d’età: i bambini sono più vulnerabili degli anziani
A chi non è più bambino potrebbe sembrare un paradosso, pensando alla sensazione di sfinimento che si avverte in giornate con caldo e afa tropicali che ormai stanno diventando la normalità durante le estati.
Eppure in tutto il mondo, in particolare nelle aree tropicali e nei Paesi più poveri, i bambini di età compresa tra 0 e 9 anni sono esposti a un maggiore stress da caldo umido rispetto agli anziani.
A dirlo è lo studio – il primo che quantifica come l’esposizione al calore influisca sulle diverse fasce d’età – pubblicato sulla rivista Science Advances da un gruppo internazionale di ricerca guidato dalla climatologa italiana Rosa Pietroiusti della Libera Università di Bruxelles.
Gli effetti del cambiamento climatico pesano maggiormente sui bambini
Premesso che i mutamenti del clima in atto stanno sempre più aumentando la frequenza e la durata degli estremi di calore secco come anche umido in tutto il mondo, le conseguenze di ciò si stanno manifestando.
Lo studio in questione dimostra che i bambini sono particolarmente vulnerabili agli impatti dei mutamenti climatici e dovranno affrontare effetti via via più intensi nel corso della loro vita.
Secondo quanto emerso dall’indagine, ai livelli di riscaldamento attuali, i bambini tra 0 e 9 anni sono esposti da 2,8 a 3 volte di più allo stress da caldo rispetto a chi ha tra 60 e 79 anni.
Il 43% di loro, ovvero 560 milioni di bambini a livello globale, vivono almeno 20 giorni aggiuntivi di stress da calore, attribuibili ai cambiamenti climatici antropogenici, sulla base di analisi e modelli climatici.
La salute legata al calore
Come spiega lo studio, l’esposizione allo stress termico può portare a una serie di esiti negativi per la salute umana in particolare nei gruppi vulnerabili e nelle popolazioni che affrontano barriere strutturali all’adattamento al calore.
Una temperatura eccessiva mette a dura prova la capacità del corpo di termoregolarsi, aggrava le malattie cardiovascolari e respiratorie preesistenti e aumenta il rischio di colpi di calore, insufficienza renale e danni polmonari.
Quando le alte temperature si combinano con un’elevata umidità, il raffreddamento evaporativo tramite sudorazione diventa meno efficace, aumentando il rischio di pericolo accumulo di calore.
La vulnerabilità allo stress termico varia con l’età
L’esposizione ad alte temperature è associata a un aumento della morbilità e mortalità in particolare tra gli anziani tra 65 e più anni e i neonati e un aumento della morbilità tar i bambini piccoli da 0 a 4 anni.
I bambini, come indica lo studio, in particolare in condizioni di caldo umido si riscaldano più in fretta, sudano meno efficacemente e dipendono dalle cure degli adulti.
Ciò può portare a gravi rischi per la salute tra i quali disidratazione e colpi di calore, oltre ad avere ripercussioni sull’apprendimento e lo sviluppo cognitivo.
E’ stato dimostrato che il calore eccessivo aggrava l’asma, le malattie respiratorie e le malattie renali nei più piccoli. L’esposizione a temperature eccessive durante la gravidanza comporta rischi per gli esiti della nascita tra cui parto pretermine, basso peso alla nascita e morte fetale.
L’Asia meridionale, il Sud-est asiatico e l’Africa occidentale sono le aree con il maggior numero di bambini esposti a stress termico pericoloso e secondo le proiezioni sui cambiamenti climatici che prevedono un riscaldamento globale in aumento, aumenteranno anche i bambini colpiti da stress di calore.



