L’allarme è scattato all’aeroporto di Francoforte con 2 decessi e 4 persone contagiate da malaria. Bassetti: “Nessun pericolo per l’Italia che non ha voli diretti con aree endemiche, ma massima attenzione”
Riscaldamento dei mari e conseguente arrivo di specie aliene come, ad esempio, il pesce scorpione e il granchio blu che alterano gli equilibri della fauna locale; temperature elevate e afa con notti tropicali, durante le quali la temperatura non scende sotto i 20° C.; periodi di forte siccità che si alternano a precipitazioni e fenomeni estremi come nubifragi e trombe d’aria. In una parola, tropicalizzazione.
Il cambiamento climatico in atto sta via via sempre più portando l’Europa, in particolare le aree del sud e del bacino mediterraneo, ad assumere caratteristiche tipiche delle zone tropicali o sub tropicali.
E questo nuovo clima è favorevole alla sopravvivenza di insetti tropicali quali le zanzare della specie Aedes o Anopheles, che aumentano il rischio di contrarre patologie come Dengue, Chikungunya, Zika o West Nile Virus. A queste si aggiunge, la malaria: contratta all’aeroporto di Francoforte, due persone sono morte e altre quattro risultano positive.
L’“Airport Malaria”
In un post sui social, Matteo Bassetti – virologo e infettivologo, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino di Genova – spiega che i contagi sarebbero legati alla cosiddetta “Airport-Malaria”, una modalità di trasmissione rara al di fuori delle aree in cui è presente la malattia.
Una o più zanzare infette potrebbero essere arrivate nello scalo aeroportuale di Francoforte a metà estate trasportate nella stiva di un aereo o nei bagagli provenienti da una zona a rischio.
Dai luoghi dove la patologia è endemica può arrivare anche la specie Anopheles, responsabile della malaria, che poi rimane in aeroporto con il rischio, come è accaduto, di contagiare lavoratori e passeggeri, anche con gravi conseguenze.
Nessun allarme per l’Italia
“Nessun allarme per l’Italia – sottolinea Matteo Bassetti – in quanto il Paese non ha voli diretti con aree endemiche per la malaria, tuttavia è opportuna la massima attenzione per chi dovesse presentare sintomi di malattie ed essere transitato dall’aeroporto di Francoforte”.
Come precisa l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, la malaria nei Paesi endemici rappresenta la malattia trasmessa da vettore più diffusa al mondo e il suo impatto in alcune aree è significativo. La Repubblica del Congo conta il 94% dei casi – la stima globale è più di 280 milioni di persone nel mondo colpite -, il 95% dei decessi e i bambini under 5 rappresentano circa il 75% delle vittime nella regione.
Dall’ultimo report globale del 2025 emerge che soli 5 Paesi contribuiscono per quasi la metà di tutti i casi di malaria registrati: Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Mozambico ed Etiopia.

Sintomi e prevenzione della malaria
Attenzione ai sintomi della malaria perché possono essere lievi o potenzialmente mortali.
I primi segnali compaio solitamente da 7 a 30 giorni dopo la puntura della zanzara infetta, anche se in alcuni casi l’incubazione può essere più lunga. Possono comparire febbre, brividi e mal di testa o manifestazioni più gravi come affaticamento, confusione, convulsioni e difficoltà respiratorie.
L’Oms segnala che sono a maggior rischio di infezione grave i neonati, i bambini di età inferiore ai 5 anni, le donne in gravidanza, i viaggiatori e le persone affette da Hiv o Aids. La malattia si può comunque prevenire.
Per cercare di evitare le punture di zanzare infette, prima di recarsi in zone in cui è diffusa si consiglia di consultare un medico per valutare l’opportunità di assumere farmaci come la chemioprofilassi, una strategia che prevede l’uso di antimicrobici, antibiotici o antiparassitari per contrastare l’insorgenza di un’infezione in persone sane , ma esposte a un rischio.
Silvia Bolognini



