Entra in vigore il regolamento europeo che chiarisce come smaltire correttamente i residui delle macchinette casalinghe
Da semplice prassi diffusa in molti comuni, a regola stabilita a livello europeo: dal 12 agosto 2026, lo smaltimento di capsule e cialde utilizzate nelle macchinette casalinghe potrà ufficialmente avvenire senza necessità di rimuovere dal loro interno i residui di caffè.
Lo prevede il regolamento Ue “Packaging and packaging waste” che, senza necessità di un recepimento formale negli ordinamenti nazionali, inizierà a essere applicato in tutti i Paesi dell’Unione, dove verranno riscritte le norme relative agli imballaggi.
In base alle nuove regole, per la prima volta i pratici contenitori monodose verranno classificati formalmente, appunto, come “imballaggi”. Con conseguenze pratiche che si produrranno principalmente sul piano di una più chiara comunicazione rivolta al cittadino.

Le novità in arrivo
Le indicazioni riportate finora su questi prodotti sono del resto risultate spesso disomogenee da produttore a produttore: un problema sul quale l’Ue ha deciso di intervenire attraverso un’armonizzazione dell’etichettatura ambientale, che ora dovrà riportare messaggi uniformi e riconoscibili per rendere più semplice al consumatore la comprensione di dove conferire correttamente i vari tipi di rifiuto.
Pur restando le regole di raccolta sul territorio legate alle disposizioni dei singoli Comuni o dei gestori del servizio, le capsule di alluminio o plastica dovranno d’ora in poi seguire la stessa sorte delle lattine di analogo materiale. Le cialde e le capsule certificate compostabili finiranno invece nell’organico. Ed eventuali componenti separabili verranno identificati con propri codici individuali.
In tal modo, nell’etichetta verrà indicato dove conferire ogni singola parte. Non è invece previsto un contenitore indifferenziato dedicato a sole capsule e cialde. Le imprese, nel contempo, dovranno progettare prodotti sempre più riciclabili e definire la codifica identificativa dei materiali, mentre il Consorzio nazionale imballaggi (Conai) dovrà lavorare per rendere i flussi di raccolta effettivamente funzionanti.
Il rapporto degli italiani con capsule e cialde di caffè e raccolta differenziata
Il caffè rimane una delle irrinunciabili passioni degli italiani, facendo anzi segnare nuovi record di acquisto. Secondo i dati raccolti da YouGov Shopper in un panel di quasi 17 mila famiglie italiane, hanno infatti superato quota 22,6 milioni quelle che hanno acquistato prodotti per la tazzina casalinga, con una media di 81,83 euro a nucleo rispetto ai 59,5 del 2021 e ai 70,11 del 2024.

E se il consumo di caffè a casa si conferma più radicato tra gli over 55 (si tocca il 90% nella fascia 55-64 anni), anche tra gli under 34 si arriva al 76,1%. C’è invece un’evoluzione nelle modalità di preparazione, visto che, pur in una forte multicanalità degli acquisti (il 57% delle famiglie usa almeno 2 tipi di prodotto), il macinato classico rimane il preferito per il 59,4% ma è in calo.
Cresce invece la penetrazione commerciale delle capsule (comprate dal 49,4% delle famiglie) e delle cialde (15,3%), con le relative macchine diffuse rispettivamente in 1 famiglia su 2 e nel 26,4% dei nuclei. E pur essendo gli italiani virtuosi nella raccolta differenziata (superato, con il 67,7%, l’obiettivo del 65% dei conferimenti), come smaltire capsule e cialde ha sempre lasciato molti dubbi.
Alberto Minazzi









