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Quando i grandi artisti del Novecento incontrarono per la prima volta il vetro di Murano

Quando i grandi artisti del Novecento incontrarono per la prima volta  il vetro di Murano
MaxErnst

Dal 14 novembre al 29 marzo 2027, a Venezia, oltre cento opere raccontano la Fucina degli Angeli, dove arte contemporanea e maestria dei vetrai muranesi si incontrarono grazie alla visione di Egidio Costantini e al sostegno di Peggy Guggenheim

Egidio Costantini, maestro vetraio originario di Brindisi ma trasferitosi da bambino a Venezia, città che segnò tutta la sua vita e la sua carriera, aveva un’idea ben precisa nella sua testa: far collaborare i grandi artisti contemporanei con i maestri vetrai di Murano, trasformando i bozzetti in vere e proprie sculture di vetro.
Dopo il Centro Studio Pittori dell’Arte del Vetro di Murano, concretizzò il suo pensiero aprendo a Venezia la “Fucina degli Angeli”. Era uno spazio fisico e ideale dove i più grandi pittori e scultori del Novecento univano le loro idee alla maestria artigiana delle fornaci per tradurre in opere in vetro le loro visioni artistiche.
Dal 14 novembre al 29 marzo 2027 un centinaio di sculture della “Fucina degli Angeli” saranno esposte alla Peggy Guggenheim nella mostra “Fucina degli Angeli. Peggy Guggenheim e il vetro artistico del Novecento”.

Il contributo di Peggy Guggenheim alla Fucina degli Angeli

Peggy Guggenheim ebbe un ruolo importante nella storia della “Fucina degli angeli” nel momento in cui attraversò una grave crisi economica. Fu allora che divenne sua sostenitrice acquistando opere, ma soprattutto mettendo a disposizione la sua straordinaria rete di rapporti nel mondo dell’arte internazionale. E fu proprio grazie a questa collaborazione che la Fucina riuscì a lavorare direttamente o attraverso i loro progetti e disegni con grandi nomi del periodo quali, tra gli altri Picasso, Jean Arp, Max Ernst, Jean Cocteau, Lucio Fontana, Paul Jenkins. Un momento significativo fu nel 1964, quando a Ca’ Giustinian si tenne un’importante mostra dedicata alla Fucina mentre Peggy Guggenheim contribuì direttamente a dare visibilità alle opere di Costantini. Le idee e i disegni di Pablo Picasso, per citare un nome su tutti, furono tradotti in lavori dalla Fucina. Il, Corning Museum of Glass documenta, per esempio le celebri figure di ninfe e fauni realizzate.

Lucio Fontana

La mostra a Venezia

Jean Cocteau amava moltissimo Venezia e lavorò con la vetreria di Costantini a Murano. Una documentazione della stessa Peggy Guggenheim ricorda che lui stesso ribattezzò la sua realtà “La Fucina degli Angeli”. Per questo La Fucina è interessante non solo come storia del vetro ma come punto d’incontro tra Murano, Peggy Guggenheim e l’avanguardia internazionale del Novecento.

vetro
Davis Lees

Tra le opere in mostra troviamo “Concetto Spaziale – Construction (1964), donato a Peggy Guggenheim e oggi conservato al Museum of Fine Arts di Boston. Vi è anche una sezione che approfondisce il rapporto con alcuni protagonisti della scena artistica giapponese. La mostra mette in luce come, a partire dagli anni Cinquanta, Costantini abbia concretamente contribuito ad affrancare il vetro dal dominio delle arti decorative, proponendolo come un materiale del contemporaneo e aprendo le porte delle fornaci muranesi ai protagonisti del panorama artistico del Novecento.

Un commento su “Quando i grandi artisti del Novecento incontrarono per la prima volta il vetro di Murano

  1. Perché non si fa il nome dei maestri vetrai? Dell’epoca. Attendo una risposta. Grazie.


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