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Alla scoperta dello sconosciuto “ambiente di marea” di Laguna e Alto Adriatico

Alla scoperta dello sconosciuto “ambiente di marea” di Laguna e Alto Adriatico
Un paguro zampe rosse (Clibanarius erythropus) in acqua durante una giornata di mare piatto presso la spiaggia ciottolosa di Santa Croce, sulla costiera triestina

Una mostra con suggestive fotografie al Museo di Storia naturale “Ligabue” di Venezia approfondisce la realtà di animali e piante che vivono nella fascia di confine tra terra e acqua

Un ecosistema di resilienza naturale, modello di convivenza virtuosa tra uomo e ambiente.
Così la mostraDentro e fuori dall’acqua – L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico e in Laguna di Venezia”, ospitata nella Galleria dei cetacei del Museo di Storia naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, racconta uno dei paesaggi più caratteristici di queste zone: l’ambiente di marea. Protagoniste le suggestive immagini scattate dal fotografo e divulgatore scientifico Lorenzo Peter Castelletto.

Un ciclope (Tritia pellucida) in una pozza di marea durante il montare dell’alta marea presso la spiaggia sabbiosa di Grado (GO)

Il progetto, sviluppato in collaborazione con l’area marina protetta di Miramare di Trieste e l’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale, nasce con l’obiettivo di rendere accessibile la conoscenza di un paesaggio che risulta ancora assai poco conosciuto.
«L’ambiente di marea, quella fascia di confine tra terra e acqua che emerge e scompare seguendo il ritmo delle maree, è un luogo noto a tutti ma compreso da pochissimi. Tutti lo frequentano, in particolare d’estate, ma pochi si fermano a osservarlo, a capire quali organismi lo abitano e come fanno a viverci», spiega Lorenzo Peter Castelletto, fotografo e curatore del progetto.

Le foto che raccontano un mondo animale e vegetale

Le immagini esposte, caratterizzate da effetti macro di forte impatto che permettono di cogliere particolari e dettagli invisibili a occhio nudo, raffigurano organismi animali e vegetali che hanno sviluppato straordinarie strategie di adattamento per vivere in questo ambiente peculiare.

Una bavosa pavone (Salaria pavo) fuori dall’acqua durante la bassa marea presso l’Area Marina Protetta di Miramare (TS)

Ci sono per esempio crostacei che riescono a muoversi fuori dall’acqua perché, chiudendo delle particolari piastre del loro carapace, conservano l’umidità interna e mantengono le branchie bagnate, riuscendo in tal modo a sopravvivere all’aria per molto tempo.
Tra le varie immagini proposte anche quella che ritrae un granchio marmorizzato fuori dall’acqua, durante le prime ore del giorno sulla spiaggia di Bibione.

Un granchio marmorizzato (Pachygrapsus marmoratus) fuori dall’acqua durante le prime ore del giorno sulla spiaggia di Bibione (Venezia)

 

«Il progetto “Dentro e fuori dall’acqua” – continua Lorenzo Peter Castelletto – va a rappresentare quello che è l’ambiente dell’Alto Adriatico, quindi la zona che va dal Monte Conero fino al Canale di Zara. E in questo habitat ci sono organismi incredibili che riescono a vivere in due mondi, all’interno dell’acqua e anche fuori dall’acqua».

Una mostra che prova a dare risposte alle curiosità del Mediterraneo

«La mostra – prosegue il fotografo – nasce dalle tantissime domande che mi sono posto. Come fanno questi organismi a vivere sia in acqua che fuori, in due mondi così diversi? Dopo studi approfonditi, tantissimo lavoro sul campo e fotografie, sono riuscito a trovare una risposta a tutte queste curiosità».

Un succiascoglio (Lepadogaster lepadogaster) ci fissa da una pozza di marea presso l’Area Marina Protetta di Miramare (TS)

La maggior parte dei paper scientifici, sottolinea Castelletto, riguardano quelle zone dove l’ambiente di marea è più ampio. «Ci sono – ricorda – tantissime ricerche soprattutto nelle zone oceaniche atlantiche, Mont Saint Michel è l’esempio più emblematico. Con la bassa marea il mare si ritira fino a 15 chilometri lasciando spazio a grandi lande di sabbia, mentre con l’alta marea l’acqua circonda la rocca trasformandola in una vera e propria isola. Pochissimi sono invece i progetti, soprattutto i libri, riguardanti gli organismi tipici del nostro Mar Mediterraneo, dove la differenza tra alta e bassa marea è ben più lieve. Nel golfo di Trieste si aggira infatti sul metro e mezzo».

Un diverso racconto di Venezia in una sezione dedicata

In merito alle peculiarità di questa esposizione, che resterà visitabile fino al 13 settembre, interviene anche Mariacristina Gribaudi, presidente di Fondazione Musei Civici. «Raccontare oggi l’ambiente di marea – sostiene – significa raccontare Venezia: una città sospesa tra terra e acqua che proprio a questo equilibrio, tanto prezioso quanto fragile, deve dedicare una crescente attenzione per essere, come un tempo, un modello di convivenza intelligente e virtuosa tra uomo e natura. Dal punto di vista ambientale ed ecosistemico, il Museo di Storia naturale di Venezia rappresenta il presidio in cui questo impegno prende forma, attraverso una divulgazione scientifica rigorosa ma accessibile».

Fondaco dei Turchi

Proprio in quest’ottica, è stata pensata la piccola sezione speciale, realizzata dal Museo, dal titolo “Dentro e fuori dall’acqua in Laguna”. Attraverso un’infografica fatta di illustrazioni e brevi descrizioni, la sezione approfondisce l’ambiente di marea della Laguna di Venezia con i suoi organismi, portando all’attenzione del pubblico specie per lo più conosciute attraverso nomi radicati nella tradizione locale.

La missione di riscoperta ambientale del Museo Ligabue

«Il nostro – spiega Luca Mizzan, responsabile del Museo – è l’unico museo scientifico del territorio che ha vocazione naturalistica biologica. Oltre alle sue collezioni, cerchiamo di offrire al nostro pubblico anche occasioni per scoprire l’ambiente naturale partendo da ciò che ci circonda. Questa mostra ci permette di parlare in modo originale di quella linea di confine tra acqua e terra ricchissima di vita, che in Laguna, per la morfologia dei suoi fondali, diventa una enorme distesa di ampie superfici, le piane di marea e le velme, così importanti per l’ecologia della Laguna stessa».

Alcune littorine (Melarhaphe neritoides) cercano l’umidità all’interno di un solco in uno scoglio della costiera triestina

«È un fenomeno – continua Mizzan – a cui noi veneziani siamo abituati, l’andirivieni periodico delle nostre maree, che qui sono particolarmente importanti perché costituiscono il respiro della Laguna, assicurando il ricambio delle acque lagunari con quelle marine e trasformando in poche ore il panorama lagunare in modo così evidente da destare profondo stupore nei viaggiatori di tutto il mondo che da secoli hanno annotato questo fenomeno nelle loro cronache».

Il fotografo e curatore della mostra

Lorenzo Peter Castelletto, nato a San Vito al Tagliamento (PN), è un fotografo naturalista, divulgatore scientifico e curatore di eventi Arte&Scienza. Dal 2020 collabora con l’Area marina protetta di Miramare del WWF Italia, dove oltre a svolgere il ruolo di fotografo e videomaker cura e coordina eventi e conduce laboratori di fotografia e disegno naturalistico per ragazzi e opera come guida naturalistica.

Lorenzo Peter Castelletto all’opera. Fotografia di Marco Franchi

Autore di libri fotografici e graphic novel scientifiche, tra cui Italia in Natura: Friuli Venezia Giulia (2022) e Viaggio al centro dell’Oceano (2024), Lorenzo è attivamente impegnato nella comunicazione scientifica, convinto che unire arte, scienza e narrazione sia la chiave per avvicinare il grande pubblico alle meraviglie e alle sfide del mondo naturale.

Claudia Meschini

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