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Ondate di calore: un rischio per la vita, ma anche per la salute mentale

Ondate di calore: un rischio per la vita, ma anche per la salute mentale

La cabina di regia del Ministero della Salute fa il punto sul “secondo giugno più caldo di sempre”. Mentre uno studio australiano evidenzia come le possibili conseguenze non siano solo fisiche

La notizia positiva, evidenziata dall’ultimo bollettino di iLMeteo.it, è che la terza ondata di calore dell’estate 2026 sembra avere le ore contate.
Al momento se, al Nord, sono già iniziati i primi focolai temporaleschi, a tratti molto forti, le città italiane da “bollino rosso” oggi, venerdì 17 luglio, sono comunque 16 (con una previsione record di 42° a Cagliari e picchi di 46° nelle zone interne della Sardegna), destinate a salire a 19 nella giornata di sabato.
Ma, dicono i meteorologi, dalla prossima settimana potremo goderci una fase meno soffocante, con massime in discesa fino a 32°-34° nelle regioni settentrionali da lunedì, al Centro da martedì, mentre al Sud, pur con punte ancora di 38° in Sicilia, l’aria risulterà comunque complessivamente meno opprimente.

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Il punto sul secondo giugno più caldo di sempre

In ogni caso, i valori restano ben oltre quelli che caratterizzavano le estati italiane negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, quando le massime si attestavano tra 32° e 34°, con qualche eccezione di 37°-38° solo al Sud. Lorenzo Tedici, responsabile media di iLMeteo.it, quantifica dunque in almeno 4° l’innalzamento della temperatura media del nostro Paese innescato dal cambiamento climatico.
L’Oms Europa ha intanto spiegato che nel nostro continente le temperature stanno aumentando a ritmi di circa il doppio rispetto alla media globale, facendone l’area che si sta riscaldando più rapidamente. E una conferma arriva dall’ultima riunione della cabina di regia del Ministero della Salute, prevista dal Piano operativo nazionale sugli effetti del caldo.
Il tavolo ha infatti definito lo scorso giugno “il secondo più caldo di sempre”, pur sottolineando che, sul totale che emerge dalla sorveglianza sugli over 65, l’eccesso di mortalità medio “è stato contenuto, anche in relazione a quanto osservato in altri Paesi europei”. Il dato si attesta al +3%, mentre i dati preliminari parlano di quasi 10 mila morti in più dovuti al caldo in 5 Nazioni europee.

Il caso-Torino e l’allarme-anziani

Nel contesto generale, in cui l’analisi del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio collega questo eccesso di mortalità ai soli cosiddetti “grandi anziani” sopra gli 85 anni, spicca però in negativo il caso di Torino, in un’Italia che ha registrato una media di 10 giorni con bollino arancione o rosso al Nord e al Centro e 4 al Sud dal 18 giugno a fine mese.
Nel capoluogo piemontese, i livelli di allerta “2” e “3” sono stati infatti ben 23, il 63% del totale, nel periodo di riferimento. E, tra il 18 e il 30 giugno, i dati hanno confermato un eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione over 65 a Torino. In tutta Italia, in ogni caso, sono già oltre un migliaio le chiamate ricevute dal numero d’emergenza 1500.
Relativamente agli accessi al pronto soccorso, il Ministero specifica che gli unici “lievi incrementi” si sono registrati solo a Venezia, Milano e Palermo. La Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, in ogni caso, rinnova l’impegno nel monitoraggio degli effetti di ondate di calore sulla popolazione, con particolare riguardo ad anziani che vivono soli e persone a rischio isolamento.

I rischi delle ondate di calore: dal fisico alla salute mentale

La Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti sottolinea non a caso che anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche sono i più esposti ai rischi per la salute legati alle temperature elevate. Rischi che, specie quando si superano i 40°, vanno dalla disidratazione al colpo di calore, che può compromettere il funzionamento di cuore, reni e cervello.
Come evidenzia uno studio dell’australiana Monash University pubblicato su Nature Health, il caldo estremo ha del resto anche effetti sulla salute mentale. Analizzando i dati di oltre 2,6 milioni di casi di 852 località di Brasile, Canada, Cile e Nuova Zelanda tra il 2000 e il 2019 è emerso infatti un legame tra l’aumento del caldo e quello dei ricoveri ospedalieri per disturbi mentali e comportamentali.
Anche in questo caso, i rischi maggiori sono quelli corsi dagli anziani e da chi vive in aree a bassa densità abitativa. E, tra i motivi illustrati per provare a dare una spiegazione ci sono il peggioramento della qualità del sonno, l’aumento dello stress e l’alterazione della capacità di adattamento dell’organismo in chi ha minore capacità di termoregolazione, come gli anziani, o assume farmaci.

Alberto Minazzi

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Tag:  caldo, meteo