Circa 18 branchi stabili e più di 200 esemplari popolano montagne e pianure. La Regione finanzia i cani da protezione per ridurre gli attacchi alle greggi
Il lupo per la sua natura è un animale che ama la foresta, ma sa adattarsi e può vivere tranquillamente anche in zone umide e costiere. Ne è dimostrazione la sua presenza in costante aumento, con avvistamenti sempre più frequenti anche nelle zone collinari e nei centri urbani.
In particolare in Veneto il lupo è presente soprattutto nelle aree montane e pedemontane nelle province di Belluno, Treviso, Verona e Vicenza. La popolazione è stimata in circa 18 branchi stabili per un totale di oltre 200 esemplari, che popolano la Lessinia (Vr), l’Altopiano di Asiago (Vi), il massiccio del Grappa e tutto il Bellunese dall’Agordino al Cadore e fino alla Valbelluna. Sono arrivati anche nelle aree lagunari della gronda veneziana.
Se, come spiegano gli esperi faunistici, da un lato la presenza di questo animale, sebbene possa incutere timore incontrarlo, non rappresenta un pericolo, altrettanto non si può dire per gli allevamenti, spesso oggetto di dilanianti attacchi.
Per questo la Regione Veneto è scesa al fianco degli allevatori approvando un nuovo bando che mette a disposizione un contributo una tantum destinato a chi alleva ovini e caprini impiegando cani da guardiania nella difesa del bestiame.
55 mila euro per la salvaguardia degli allevamenti
Il sostegno da parte della Regione Veneto, che da anni monitora costantemente la presenza del lupo, per le aziende zootecniche di montagna che utilizzano cani da guardia, punta a sostenere i costi legati alla gestione degli animali tra cui il mantenimento, le cure veterinarie, l’assicurazione e altre spese necessarie per il loro impiego in attività di protezione delle greggi.

“La convivenza con il lupo non si costruisce lasciando soli gli allevatori, ma investendo nella prevenzione e nella responsabilità – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Foreste, Montagna, Politiche Venatorie e Pesca Dario Bond -. Chi ogni giorno porta gli animali al pascolo garantisce una produzione di qualità e mantiene vive le nostre montagne. E’ giusto che la Regione sia al loro fianco con misure reali e non solo con dichiarazioni di principio”.
L’iniziativa, che può contare su 55 mila euro, rientra nella strategia regionale per la gestione della fauna selvatica con l’obiettivo di rafforzare le misure di protezione degli allevamenti limitando le perdite economiche e al tempo stesso favorendo una convivenza più equilibrata tra attività agricole e la presenza dei grandi carnivori.
Chi può richiederlo e come fare domanda per il contributo
Il bando per il contributo nasce sia dall’esperienza maturata sul territorio, sia dalle valutazioni tecniche degli uffici regionali che confermano come l’abbinamento tra recinzioni elettrificate e cani da guardiania rappresenti oggi la soluzione più efficace per limitare le predazioni, soprattutto nel comparto ovicaprino, il più esposto agli attacchi del lupo.
“I cani da guardiania – precisa l’assessore Dario Bond – sono veri e propri compagni di lavoro degli allevatori, allevarli e mantenerli comporta costi significativi che troppo spesso ricadono interamente sulle aziende. Con questo bando si vuole riconoscere il valore di questo investimento e premiare chi sceglie la strada della prevenzione, anziché rincorrere l’emergenza”.
Nel portale della Regione Veneto, alla quale va presentata la richiesta, sono precisati i requisiti del bando.
Al contributo possono accedere gli Imprenditori Agricoli, come specificato dall’art. 2135 del Codice Civile che operano nel settore zootecnico; i titolari di allevamenti di ovini e/o caprini identificati sulla base del codice aziendale ricadenti nel territorio della Regione Veneto; chi abbia non meno di 20 capi di bestiame iscritti alla banca Dati nazionale Zootecnici, alla data di presentazione della domanda; chi sia in possesso di specifico codice identificativo dell’allevamento rilasciato dall’Asl competente della Regione Veneto; chi abbia almeno due cani da guardiania tra le razze indicate nella Sezione Terza del bando e verificati come idonei. La domanda, con le modalità previste, dovrà pervenire entro e non oltre il termine di 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto.



