Politica +

Stretta sui “maranza”: nel mirino i gruppi violenti

Stretta sui “maranza”: nel mirino i gruppi violenti

Il Governo vara nuove misure contro baby gang e raid nella movida. Nel Ddl, più poteri alle forze dell’ordine, fermo preventivo anche per i minorenni e pene aggravate

La sicurezza torna al centro dell’agenda del Governo, che prepara una nuova stretta contro i fenomeni di violenza giovanile e i gruppi organizzati di ragazzi coinvolti in episodi di vandalismo e aggressioni.
Il nuovo pacchetto di norme punta soprattutto a rafforzare gli strumenti di prevenzione contro le baby gang, con misure più severe e controlli estesi e l’estensione del fermo preventivo anche per i minorenni.

L’estensione del fermo di prevenzione ai minorenni

Il fermo preventivo per i minorenni è una delle novità più discusse del nuovo pacchetto sicurezza.
In pratica, le forze dell’ordine, compresi i vigili urbani, potranno intervenire prima che venga commesso un reato, trattenendo temporaneamente un ragazzo quando ci siano elementi concreti che facciano pensare a un possibile pericolo per la sicurezza pubblica.
La misura potrà scattare, per esempio, durante controlli in zone affollate come piazze, stazioni o luoghi della movida, se un giovane viene trovato con armi, oggetti sospetti o in situazioni considerate a rischio.
L’obiettivo dichiarato dal Governo è prevenire episodi di violenza e fermare sul nascere possibili azioni di gruppo.
Una novità che allarga quindi anche agli under 18 gli strumenti di prevenzione già utilizzati per gli adulti, ma che ha aperto il dibattito sul confine tra sicurezza e tutela dei diritti dei ragazzi.
Come ha specificato in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, la fattispecie si configura “nel corso di specifiche operazioni di polizia destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi caratterizzati da consistente afflusso di persone”.
Si potrà procedere al fermo, precisa Piantedosi, quando “possa sussistere un fondato motivo di ritenere che possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica in relazione a circostanze di tempo, di luogo, tipo il possesso di armi, di oggetti che siano in qualche modo indicativi di una pericolosità della persona”.

pacchetto sicurezza
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

L’avviso orale del prefetto contro le minacce alla sicurezza

Tra le altre norme, il disegno di legge introduce una nuova ipotesi di avviso orale del questore per disporre il divieto di aggregazione in situazioni che costituiscano una “grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Questo nuovo strumento di prevenzione potrà essere applicato quando 5 o più persone, anche in gruppo, tengono, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose.
Oltre all’avviso orale, il questore potrà in questi casi disporre anche il divieto di radunarsi con una o più delle stesse persone nei confronti di chi sia stato già destinatario, nei 5 anni precedenti, di misure di prevenzione o di provvedimenti a tutela della sicurezza urbana, o sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per delitti contro la persona o il patrimonio commessi in luogo pubblico.

Le altre novità del disegno di legge

Tra le altre novità del provvedimento, la modifica al codice civile con cui, ferme restando eventuali valutazioni di carattere penale, viene escluso il risarcimento dei danni provocati per eccesso colposo dalle vittime di violenza sessuale o di rapina (per esempio in casa) che reagiscono in legittima difesa. E l’introduzione della procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali nei confronti di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni.
Viene quindi modificato, in materia di danneggiamento, il codice penale, estendendo anche a questo reato, in alcuni casi, la possibilità di arresto differito in flagranza; viene estesa anche agli immobili non unica abitazione effettiva del denunciante la procedura accelerata di liberazione in caso di occupazione; si introducono aggravanti comuni per i delitti non colposi contro giornalisti e direttori e per chi commette un delitto violando un provvedimento di rimpatrio o il divieto di reingresso.

Il disegno di legge e l’iter

Il disegno di legge approvato porta il titolo ufficiale di “Disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle Forze di polizia e del Ministero dell’Interno” ed è il sesto intervento dedicato ai temi della sicurezza dall’insediamento dell’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che riprende in parte un testo già esaminato dal Consiglio dei ministri qualche mese fa e poi era stato sottoposto a confronti interministeriali.
Il testo dovrà ora passare l’esame del Parlamento, puntando a ottenere quanto prima il via libera da Camera e il Senato in vista dell’entrata in vigore delle novità già nei prossimi mesi.

Le norme “anti-maranza”: la nuova aggravante

Il ddl appena dà seguito alle norme contro le baby gang introdotte col decreto sicurezza passato in Consiglio dei ministri a febbraio e poi convertito alla Camera ad aprile. In quel caso, si era puntato in particolare sulle armi bianche, prevedendo la pena del carcere da 6 mesi a 3 anni per chi porta fuori casa, e senza motivo valido, un coltello di almeno 8 centimetri, con aggravanti se il fatto avviene su treni e bus, punendo anche con sanzioni da 500 a 3 mila euro chi vende coltelli ai minori.
Una delle principali novità è invece ora l’introduzione di un’aggravante che, chiaramente, guarda con attenzione al fenomeno degli atti di vandalismo spesso compiuti dalle band giovanili nella cosiddetta movida. Quando il reato di danneggiamento viene commesso in gruppo, da 5 o più persone, gli autori potranno dunque essere puniti con la reclusione da 1 anno e 6 mesi fino a 5 anni e una multa fino a 15 mila euro.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.