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Biennale Gherdëina 2026: la Val Gardena si trasforma in una galleria d’arte

Biennale Gherdëina 2026: la Val Gardena si trasforma in una galleria d’arte
Judith Neunhäuserer, Mushroom clouds over ourgarden @Tiberio Sorvillo

Fino al 13 settembre installazioni, trekking e mostre diffusi tra le Dolomiti raccontano il dialogo tra arte contemporanea, natura e tradizioni locali

In Val Gardena, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Unesco, il paesaggio si colora d’Arte con la decima edizione di Biennale Gherdëina, grande evento diffuso riconosciuto come la principale biennale d’arte contemporanea in Italia dopo quella di Venezia.
Organizzata da Zënza Sëida, associazione senza scopo di lucro dedicata alla promozione della cultura come strumento di impegno sociale e trasformazione, Gherdëina coinvolge fino al 13 settembre molteplici luoghi della Valle: spazi pubblici e privati, oltre a luoghi naturalistici, accolgono pratiche artistiche che mettono in dialogo prospettive contemporanee con l’artigianato locale e gli ambienti alpini.
La maggior parte delle opere d’arte esposte ( La biennale si svolgerà nelle tre sedi di Ortisei, Santa Cristina e Pilat) sono concepite infatti come progetti site-specific realizzati in loco in stretta collaborazione con artigiani locali, la cui consolidata esperienza nella lavorazione del legno svolge un ruolo fondamentale.

La Biennale tra trekking, studi d’artista e performance

Non solo arte contemporanea, il programma di Biennale Gherdëina 2026 comprende visite guidate in studi e laboratori d’arte, workshop, escursioni, incontri e performance. Tra i numerosi eventi partecipativi che coinvolgono in prima persona sia i residenti della zona che i turisti, figura il Trekking Solstizio Estivo, in programma domenica 21 giugno dalle 7 di mattina fino alle 17, un’intensa escursione di 25 chilometri da Ortisei a Bullaccia, passando per il Goldknopf fino a Pilat, per celebrare il solstizio d’estate. Accompagnati dal paleontologo Herwig Prinoth e dal botanico Ujep Runggaldier, i partecipanti avranno l’opportunità di esplorare la flora e la fauna della valle e delle sue cime. Al maso Pilat di Ortisei si potranno inoltre ammirare le opere degli artisti Constantin Thun, Bas Smets con Eliane Le Roux e di Judith Neunhäuserer in dialogo con le illustrazioni di Chanelle Adams.

Bosco Sodi, Untitled,@Tiberio Sorvillo

 

“Paradise Gardens”: arte e natura per ripensare il futuro

Concepita come un racconto collettivo, l’edizione 2026 intitolata “(Future) Paradise Gardens” riflette su come il giardino possa trasformarsi in spazi di cura, coesistenza e immaginazione.
I giardini – e i loro ecosistemi spesso fragili – diventano simboli di sopravvivenza, amore e di un futuro più giusto.
“Le Dolomiti offrono un contesto affascinante, ricco di bellezze naturali, tradizioni artigianali e racconti senza tempo delle montagne: un setting ideale per esplorare il concetto di (Future) Paradise Gardens – commenta il curatore Samuel Leuenberger – Questi giardini, in bilico tra la grandezza selvaggia della natura e la cultura antropizzata, fungono non solo da santuari per flora e fauna, ma anche come spazi che rispecchiano le nostre aspirazioni collettive per un futuro basato sulla giustizia e sull’uguaglianza. Concetti che la mostra articola in capitoli distinti, ognuno dei quali esplora un diverso aspetto di quel costrutto umano che chiamiamo giardino. Tra le tematiche di approfondimento “Violent Garden” (Giardino violento) che affronta l’urgente necessità di decolonizzare il giardino, mettendo in discussione la visione antropocentrica e liberando spazio affinché animali e natura possano muoversi senza restrizioni, riconquistando la propria autonomia”.

Val Gardena
Samuel Leuenberger, curatore di (Future) Paradise Gardens@ Tiberio Sorvillo

Dal Baltico a Bolzano: la Biennale si apre agli scambi internazionali

Tra le novità di Biennale Gherdëina 2026, la partnership con Kaunas Biennial, la più grande e longeva manifestazione di arte contemporanea dei Paesi Baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), una collaborazione che apre a nuovi dialoghi e a un reciproco programma di scambio tra gli artisti dei vari Paesi.
Sono tre gli artisti lituani selezionati per Biennale Gherdëina da Samuel Leuenberger dopo una visita di ricerca a Vilnius e Kaunas nel gennaio 2025: Andrius Arutiunian (video-installazioni), Eglė Kulbokaitė (arte concettuale) e Augustas Serapinas, giovane artista di Vilnius che nel 2019 ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia.
Fresca di rinnovo è poi la collaborazione con Museion – Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, la maggiore istituzione artistica dell’Alto Adige. Il museo bolzanino ospita la prima mostra personale in Italia dell’artista cinese Evelyn Taocheng Wang (1981, Chengdu; vive e lavora a Rotterdam). La pratica multidisciplinare di Wang spazia dalla pittura al disegno, dall’installazione alla performance fino al testo. In occasione del suo invito per Biennale Gherdëina 10, l’artista presenta una selezione di opere pensate per creare un dialogo tra Bolzano e la Val Gardena.

Val Gardena

La fine come un potenziale nuovo inizio

Tra i progetti parte di Biennale Gherdëina figura “Dormancy” di Jacopo Belloni, artista italiano annunciato tra i vincitori della 14ª edizione dell’Italian Council (2025).
Belloni presenta due cicli scultorei che, come racconta l’autore, “sono pensati come un rito funebre in cui, attraverso la sparizione e il compianto, si celebra un potenziale inizio”.
Durante il periodo estivo Biennale Gherdëina ospiterà un evento pubblico dedicato alla raccolta dei semi che completeranno le sculture di Belloni.
Il progetto “Dormancy”, attualmente esposto in un antico edificio scolastico di Santa Cristina, in Val Gardena, troverà collocazione nella collezione permanente di GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Per celebrare l’anniversario di Biennale Gherdëina è stato pubblicato il volume “BG1–10. Biennale Gherdëina Anniversary”, già presentato a Venezia dall’associazione di ceramisti, I Bochaleri, a Castello.
Il volume offre una panoramica completa dell’evoluzione della Biennale, dalle sue origini come iniziativa locale in Val Gardena fino alla sua affermazione come una delle principali piattaforme per l’arte contemporanea.
Attraverso contributi degli artisti partecipanti, materiali d’archivio e documentazione visiva, la pubblicazione riflette sul ruolo della Biennale nel promuovere il dialogo tra tradizioni locali e pratiche artistiche internazionali, nonché sul suo impegno costante nei confronti del contesto sociale, culturale e ambientale delle Dolomiti.

Claudia Meschini

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