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Amministrative a Venezia: 8 candidati, un solo sindaco. Come si vota

Amministrative a Venezia: 8 candidati, un solo sindaco. Come si vota

Il 24 e 25 maggio la città sceglie il nuovo sindaco dopo 11 anni di amministrazione uscente. In campo otto candidati

Venezia torna alle urne, il 24 e 25 maggio, per scegliere chi guiderà il post-Brugnaro.
Dopo undici anni di amministrazione civica di centrodestra, la partita per Ca’ Farsetti si riapre completamente, anche se i nomi in cima ai pronostici sono soprattutto due: l’assessore uscente Simone Venturini, in continuità con la giunta uscente, e il senatore dem Andrea Martella, candidato del centrosinistra allargato (con il ritorno del Movimento 5 Stelle nella coalizione).
Accanto a loro, altre anime politiche della città: dalla sinistra civica di Giovanni Andrea Martini, già outsider nel 2020, alla proposta liberale dell’economista Michele Boldrin, fino alle liste civiche e identitarie di area veneta, come quella di Pierangelo Del Zotto, e alle candidature più recenti come Claudio Vernier, Roberto Agirmo e Luigi Corò.
Se nessuno supererà la soglia del 50% più uno, la città tornerà al voto per il ballottaggio del 7 e 8 giugno: uno scenario già visto nel 2015 e sfiorato nel 2020.

Come si vota

Il voto si esprime attraverso una scheda unica per sindaco e liste collegate.
La scelta del candidato sindaco può essere diretta oppure mediata dal voto alla lista, che ne sostiene la coalizione.

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Il meccanismo consente anche il voto disgiunto, separando preferenza per sindaco e lista.
All’interno della lista è possibile indicare una preferenza per un consigliere comunale.
Il conteggio finale tiene insieme il risultato del candidato e la distribuzione proporzionale dei seggi.

I candidati: Simone Venturini

La candidatura di Venturini si pone nel solco della continuità con l’Amministrazione uscente.
38enne nato e cresciuto a Marghera, residente a Venezia, l’ex assessore al quale il sindaco Brugnaro ha assegnato importanti deleghi fin dal 2015 (Lavoro e Sociale e, dal 2020, Turismo), ha costituito nell’occasione anche una lista civica a suo nome.
Il suo programma , disponibile online, apre indicando ” l‘industria culturale come asse trainante dello sviluppo metropolitano”, prosegue con il lavoro (per il quale si vuole “valorizzare la straordinaria attrattività del territorio) e la sicurezza, con l’idea di “promuovere un’azione decisa per sradicare le zone di illegalità”.
Né mancano progetti per la casa, proponendo un vero e proprio “Patto per l’abitare”, il sociale, tra il coinvolgimento dei giovani nelle decisioni, le sfide per un invecchiamento attivo e il welfare per le famiglie. E poi trasporti , con l’idea di “rivoluzionare l’accesso al centro storico” e l’obiettivo di attrarre sempre più un turismo “di qualità”, tra “governo dei flussi e nuovo equilibrio”. Tra le proposte in campo, anche una riforma della governance e dell’autonomia della “Venezia Speciale”.

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I candidati: Andrea Martella

Andrea Martella, 58 anni di Portogruaro, attuale senatore del Partito Democratico, proverà al contrario a riconsegnare il governo della città al centrosinistra, che lo ha detenuto per lunghi anni prima della parentesi “fucsia” di Luigi Brugnaro.
La sua pagina web  si apre con lo slogan “La scelta di ascoltare, la forza di cambiare”.
La coalizione che lo sostiene comprende i principali partiti di centrosinistra e alcune civiche dell’area politica di riferimento. Sono tre le parole chiave scelte dal candidato per la sua campagna elettorale: confronto, coraggio e cambiamento.
Il suo programma viene quindi sintetizzato in 10 idee per Venezia: Internazionalità, Statuto speciale; Governabilità del Turismo, Ripopolazione, Sicurezza come diritto fondamentale, Occupazione (Marghera, porto, innovazione), Commercio di prossimità; Costo della vita; Ricucire città, territorio e ambiente: il futuro nel dopo Mose; Cultura: una funzione vitale della città.

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I candidati: Andrea Martini

Altro candidtao è Giovanni Martini, sostenuto dalla lista “Tutta la città che vogliamo”, che riunisce anche le liste civiche“Abc-Ambiente Bene Comune” e “Venezia Pace Lavoro”.
Insegnante di liceo in pensione, in passato presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano, riassume nel sito dedicato alle amministrative il suo programma, in 12 pillole.
“Città per noi è un luogo vissuto. Non è un luogo, per quanto bello, di solo passaggio” è il proclama iniziale.
Tra i temi più sottolineati, il lavoro (“non solo turismo”), la sicurezza (“ben oltre ai presidi delle forze dell’ordine”), il commercio (rivitalizzazione e riqualificazione di quello locale). E poi cultura, turismo, abitanti e residenza (tra affittanze turistiche e prezzi delle locazioni a lungo termine), sociale, scuola, trasporti e mobilità, sanità, ambiente salvaguardia e sostenibilità.

I candidati: Michele Boldrin

Si propone come sindaco anche l’economista sessantenne Michele Boldrin, nato a Padova, cresciuto a Campalto dall’età di 10 anni e docente negli Stati Uniti, dove si è trasferito nel 1983.
La pagina del sito in cui presenta la sua candidatura e il suo programma  invita a considerare le trasformazioni in corso in città: demografica, tecnologica e socio-economica”. Le conseguenti proposte riguardano l’internazionalizzazione, la capacità di attrarre talenti, l’innovazione e l’apertura a lavori di qualità.
Il programma della “Venezia del Futuro” pensata da Boldrin guarda allora a innovazione e sviluppo economico (con un “modello alternativo basato sulla conoscenza”), turismo, cultura e patrimonio (“governare i flussi turistici regolando accessi e affitti brevi”), sicurezza dei cittadini (“prevenzione intelligente tramite utilizzo dei dati, presenza mirata sul territorio, maggiore collaborazione con cittadini ed esercenti”), degrado sociale, urbanistica, casa e trasporti. Non mancano, infine, le riflessioni in materia di sanità e welfare, così come quelle su immigrazione e convivenza.

 I candidati: Pierangelo Del Zotto

Commercialista, ex assessore al Bilancio della Provincia di Venezia, Pierangelo Del Zotto, 63 anni, si è candidato con la lista civica “Prima il Veneto”.
Anche in questo caso, il programma è consultabile in un sito in cui si chiarisce una visione per Venezia che intende  porsi al di fuori delle logiche dell’attuale sostanziale bipolarismo, come alternativa anche all’astensionismo.
Il documento programmatico specifico per la candidatura a sindaco è stato intitolato “Concretezza al servizio di Venezia”.
Sono 5 i punti messi in evidenza dal documento. Il primo è bilancio e gestione pubblica trasparenti, vengono poi sicurezza urbana, con un piano di riorganizzazione della Polizia Locale, lavoro ed economia locale (“Creiamo lavoro stabile per artigiani, imprese, porto e giovani”), casa residenza e turismo che rispetta la città e infine Terraferma, Mestre e Marghera – Arsenale, grandi opere e sport (“Riuniamo laguna e terraferma e rafforziamo gli impianti sportivi esistenti”).

I candidati: Claudio Vernier

Una delle ultime candidature a sindaco di Venezia a essere presentate in ordine di tempo è quella di Claudio Vernier, 49 anni, già presidente dell’Associazione Piazza San Marco, dove Vernier è titolare del caffè “Al Todaro”. La lista civica che lo sostiene, “Città vive” è stata infatti lanciata appena lo scorso mese di aprile.
Il programma, aggiornato sul sito propone “una visione sistemica per la nostra città”. Di qui l’idea di non dover procedere per compartimenti stagni ma con una logica conseguenziale.
Il piano proposto parte dunque da quelle che vengono definite le “basi”, ambiente, risorse, economia e società, “per arrivare a risolvere i problemi principali delle nostre città: casa, lavoro, sicurezza e comunità”. Si parla così di “Laguna come opportunità e infrastruttura urbana”, di “amministrare le città vive” (dove si punta sulle Municipalità come “veri e propri laboratori civici di quartiere”), di “risorse e sovranità”. Si guarda a Venezia come “capitale europea”, in cui la tecnologia sia al servizio del cittadino, con un marketing territoriale che passi “dalla svendita alla creazione di valore”.

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L’indipendentismo di Roberto Agirmo

In rete non esiste un sito dedicato alla candidatura a sindaco di Venezia di Roberto Agirmo, 59 anni, imprenditore del settore turistico nato a Venezia e residente a Marcon sostenuto da“Resistere Veneto”, partito indipendentista nato nel 2025 .
Su Facebook, però, a corredo di un video in cui viene lanciata la sua candidatura, scrive: “Noi siamo certi che tutti i problemi di Venezia potrebbero essere risolti” e che “basterebbe la volontà politica di applicare quanto è previsto in Costituzione con la piena attuazione dell’articolo 119 e il riconoscimento dell’insularità”.
Ufficializzando la candidatura di Agirmo, Resistere Veneto ha già chiarito che, così come al primo turno, anche in un eventuale ballottaggio non sottoscriverà nessuna alleanza. Intanto, oltre che sul rafforzamento dell’autonomia locale, punta tra l’altro allo stop al contributo d’accesso, aumentando la tassa di soggiorno e introducendo carte dedicate ai visitatori, vede come priorità la sicurezza, soprattutto nelle aree di terraferma e, sul piano urbanistico, ritiene che si debba aumentare la rigenerazione urbana, riducendo in tal modo il consumo di suolo.

Luigi Corò: l’ultimo candidato

Quando la partita delle candidature a sindaco sembrava ormai chiusa, all’ultim’ora è spuntato l’ottavo nome. Si tratta di Luigi Corò, 62 anni, ex consigliere comunale a Mirano e presidente del comitato “Cmp a difesa del cittadino”. Noto attivista antidegrado ed esponente di Futuro Nazionale è sostenuto però dalla lista civica “Futuro per Venezia Mestre”.
Anche in questo caso non esiste su internet un sito dedicato a Corò. Le priorità del programma del candidato sono state così illustrate in televisione e sugli organi di stampa. E, in linea generale, si possono ricondurre principalmente ai temi di sicurezza, legalità, tutela del territorio e rilancio sociale ed economico.


Le proposte contro degrado e spaccio vanno dunque dal potenziamento della Polizia locale all’incremento dei servizi in borghese, dalla chiusura degli edifici abbandonati usati come covi alla responsabilità diretta dei proprietari degli immobili. “Servono regole ferree e tolleranza zero verso chi delinque”, ha dichiarato Corò, che ha anche espresso la sua contrarietà alla realizzazione di una moschea nell’area di via della Giustizia. Quanto al tema dell’esodo, Corò punta in particolare su politiche abitative per giovani coppie e anziani e sostegno all’occupazione locale.

Alberto Minazzi

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