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La “Sala delle Palme” dell’Università di Padova è patrimonio mondiale

La “Sala delle Palme” dell’Università di Padova è patrimonio mondiale

Il prestigioso riconoscimento è stato attribuito dalla IUGS International Commission on Geoheritage, una delle maggiori e più attive organizzazioni non gevernative scientifiche al mondo

Una geo collezione di rilevanza mondiale. Così è stata riconosciuta la “Sala delle Palme” del Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova, che si trova all’interno dello storico Palazzo Cavalli, di fronte alla Cappella degli Scrovegni. “L’inserimento nella prestigiosa lista delle collezioni geologiche e paleontologiche di importanza globale – sottolinea l’assessore alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantovan -, è motivo di profondo orgoglio per l’intera regione e testimonia l’eccellenza del nostro patrimonio scientifico, culturale e museale”.
La “Sala delle Palme” è una nuova eccellenza che, come precisa il professor Mauro Varotto, delegato ai Musei e Collezioni dell’Ateneo patavino, conferma la caratura internazionale di Padova Città della Scienza. Si tratta di un riferimento fondamentale per illustrare l’evoluzione delle piante nel corso del tempo geologico, dalle forme più primitive alle angiosperme.

A Palazzo Cavalli si racconta la storia delle piante e non solo

Quando si entra nella “Sala delle Palme” il colpo d’occhio lascia senza fiato. Le palme fossili in esposizione sono solo una anticipazione di ciò che viene approfondito nelle successive sale: la ricostruzione di ambienti perduti di milioni di anni fa, il confronto con il presente, i cambiamenti climatici passati e attuali, l’importanza delle collezioni ospitate per la ricerca scientifica. In questo spazio, completamente restaurato nel 2008, è conservato un allestimento storico spettacolare, risalente ai primi decenni del XX secolo, che garantisce una corretta conservazione dei fossili.
Le teche sono sapientemente illuminate per offrire la migliore visualizzazione mentre l’impianto didascalico racconta la storia evolutiva dei vegetali.

“E’ un tributo alla straordinaria ricchezza paleontologica del nostro territorio – spiega l’assessore Mantovan – dai reperti di Bolca a quelli del Chiavon e il riconoscimento ottenuto premia la capacità del Museo e dell’Ateneo di coniugare la conservazione storica con l’innovazione didattica e la ricerca scientifica di altissimo livello”.

C’era una volta…

La “Sala delle Palme” fa parte del Museo della Natura e dell’Uomo MNU dell’Università di Padova che, inaugurato nel giugno 2023, costituisce uno dei maggiori musei universitari del suo genere in Europa.
Offre un’ampia panoramica sulla storia naturale con collezioni zoologiche, geologiche, paleontologiche e antropologiche.

In particolare questo spazio si può scoprire come si sono evoluti i vegetali: al Carbonifero appartengono le flore a felci delle Alpi Carniche; al Triassico risalgono le conifere e l’ambra delle Dolomiti; dalle Prealpi Venete provengono flore uniche a livello mondiale come quella giurassica ricca di Bennettitali, piante oggi estinte. La diffusione delle angiosperme nel Cenozoico è testimoniata dalle flore di Bolca (Verona) e Chiavon (Vicenza) a cui appartengano le grandi palme qui esposte. Alle pareti si possono ammirare reperti dell’Oligocene, con circa 30 milioni di anni, che fotografano il clima tropicale passato, già segnato dal deterioramento climatico. Sono esposte fronde di palme provenienti dalle località Vegroni, vicino a Bolca e Chiavon, dal torrente omonimo nel comune di Farra Vicentino e frutti fossili simili alle noci di cocco che arrivano dal sito di Bolca.

La Latanites maximiliani

Elemento centrale della stanza è la Latanites maximiliani il cui calco è presenta anche nella serra del Giardino della biodiversità nell’Orto Botanico dell’Università di Padova.
E’ alta più di tre metri, proviene da una località sita nella valle del torrente Chiavon, e risale all’età Oligocenica.
Il suo nome deriva dalla dedica fatta da Roberto De Visiani, ottocentesco prefetto dell’Orto Botanico, a Massimiliano I d’Austria, imperatore del Messico, per essersi distinto in studi e ricerche di piante tropicali. La pianta è un olotipo ovvero un esemplare sul quale è stata istituita la specie.

Silvia Bolognini

 

 

 

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