Economia +

Posta, si cambia: ecco cosa prevede la riforma del servizio universale

Posta, si cambia: ecco cosa prevede la riforma del servizio universale

Non solo una modifica tecnica: dall’1 maggio, la riforma della posta cambia tempi di consegna, servizi disponibili e il modo stesso di spedire una lettera

Per anni la posta è stata una cosa semplice da spiegare: lettere, francobolli, cassette rosse agli angoli delle strade e consegna, ordinaria, che si misurava in giorni, e prioritaria, per le urgenze.
Un servizio pubblico essenziale, costruito per far viaggiare documenti e comunicazioni.
Oggi però questa definizione non basta più, perché la posta è cambiata insieme al modo in cui comunichiamo e spediamo le cose.
Il cambiamento diventa ora anche normativo.
Con la Legge di bilancio, il Servizio postale universale viene infatti modificato.
La prima conseguenza riguarda proprio la posta prioritaria che, di fatto, per come la conosciamo, non esiste più.
Dal 1° maggio 2026 le spedizioni “veloci” come Posta1 escono dal perimetro del servizio pubblico.
Per invii rapidi resteranno solo i corrieri espressi, con un aumento di costi fino a 9-10 euro per una busta rispetto al tradizionale francobollo con codice tariffa “A” da 3 euro.

Anche i tempi del servizio standard cambiano: la consegna delle lettere potrà avvenire entro cinque giorni lavorativi dalla spedizione, segnando un ulteriore allungamento rispetto agli standard precedenti.
Parallelamente, il ruolo della posta si sposta sempre più verso la logistica dei pacchi e dei servizi integrati: un passaggio che fotografa un’evoluzione già in corso, con meno lettere, più spedizioni e un’azienda che si è progressivamente trasformata in un operatore logistico e finanziario oltre che postale.

Poste
Le cassette “smart” di Poste Italiane a piazza Cordusio di Milano

Il Servizio postale universale

Attraverso il Servizio postale universale, pensato nell’ottica di un contributo fattivo alla coesione economica e sociale del Paese, lo Stato italiano garantisce la disponibilità del servizio di recapito sull’intero territorio nazionale e l’accesso ai servizi postali a tutti i cittadini senza alcuna distinzione e con tariffe accessibili.
E contribuisce con 262 milioni ogni anno per coprirne le spese.
Fino al 30 aprile, insieme alla posta ordinaria (chiamata “Posta 4”), a raccomandate e assicurate e a pacchi standard fino a 20 kg, sono soggetti a questo regime agevolato anche i servizi di posta prioritaria come Posta1, Posta1 Pro, Posta1Pro Risposta Pagata e Posta1online (nazionale e internazionale).
Ma i costi sono aumentati: l’AgCom li quantifica in 700 milioni annui.
La posta prioritaria, così, esce dal tetto dei prodotti agevolati.

Addio alla posta prioritaria

L’unica posta prioritaria che, pur fuori dal Servizio universale, continuerà a essere erogata da metà maggio, sarà la Postapriority internazionale, per la quale sarà però necessario recarsi fisicamente in un ufficio postale.
Poste Italiane continuerà a garantire anche il servizio Poste Delivery Business, anche se si tratta in sostanza di un corriere espresso in abbonamento riservato ad aziende e titolari di partita Iva.
Tra i vari prodotti dell’offerta specifica, rientra anche la spedizione con “Poste Delivery Business Express”, che prevede la consegna veloce in 1-2 giorni lavorativi.

poste

Consegne ordinarie più lente

Per i nuovi servizi standard, che cambieranno nome da “Posta4” a “Posta Ordinaria” il contratto di servizio sarà invece considerato rispettato anche quando il recapito avviene 5 giorni dopo l’invio.
Poste Italiane garantisce però che continuerà a mantenere l’impegno sul recapito dei quotidiani.
“Quando dobbiamo andare nei 5 giorni a consegnare una lettera – ha spiegato l’ad di Poste Italiane, Matteo del Fante, nel corso di un’audizione in Senato – aspettiamo che in quella casa ci vada anche un pacco e riusciamo a fare sinergie. I postini hanno sempre meno posta da consegnare, e quindi i portalettere sono sempre più impegnati con la consegna dei pacchi”.

Verso la scomparsa della posta?

L’uscita della posta prioritaria dal Servizio universale, spiega Del Fante, “ci dà più flessibilità nella gestione operativa”.
Il servizio si traduce del resto per Poste Italiane in una perdita di 100 milioni di ricavi ogni anno. “Dal 2014 – ha aggiunto – il calo è stato di oltre il 50%: un business insostenibile. Il servizio lo sarebbe se solo avessimo i volumi non dico della Germania, ma della Francia”.
“Nel 2024 – prosegue l’analisi – siamo arrivati a 32 consegne pro capite l’anno: ogni italiano riceve una missiva ogni 11/12 giorni”. Il ricavo per ogni consegna è pari a 1 euro “e noi con quel ricavo dobbiamo mantenere una rete di 50 mila persone tra postini e centri di smistamento”. C’è dunque il rischio che l’Italia possa seguire la Danimarca, che a gennaio ha eliminato gli obblighi di servizio universale.

postini

Risparmi, pacchi e servizi finanziari sostengono il sistema

Nell’evoluzione di Poste Italiane le lettere restano ancora predominanti, con 1,9 miliardi di invii nel 2025 contro 350 milioni di pacchi, ma questi ultimi sono in forte crescita grazie all’e-commerce. E sono più redditizi
Attualmente, infatti, per garantire un servizio in perdita, quello della posta, utilizza gli utili generati dalle altre attività.
“Poste Italiane -fa notare Del Fante -è “in utile, in crescente utile”.
Gestisce infatti più di 600 miliardi di risparmi, 6,6 milioni di conti correnti, premi assicurativi (20 miliardi lordi l’anno per le polizze vita e 1,2 per quelle danni), servizi Postepay con 95 miliardi di controvalore transato e la telefonia, con 5 milioni di utenti.
Il numero degli uffici postali negli anni è rimasto stabile (13 mila in Italia) e sono aumentate le reti terze, 49 mila tra tabaccai, edicole e bar. Con 27 milioni di interazioni giornaliere, la Posta è oggi il primo operatore digitale d’Italia.

Alberto Minazzi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Tag:  poste