Tutti i contenuti del testo che ha ottenuto la fiducia alla Camera e ora passa al Senato per il via libera definitivo
Non risolverà tutti i problemi, come ha ammesso la stessa maggioranza. Ma il decreto Bollette prova quanto meno a dare segnali concreti sul fronte energetico in un momento di grande difficoltà come quello attuale. Proprio per questi motivi, il provvedimento è stato ora approvato a Montecitorio con 157 “sì” e 93 “no”, dopo che era arrivata anche la conferma della fiducia al Governo con 203 voti favorevoli e 117 contrari. Manca dunque solo l’ultimo passaggio, a Palazzo Madama, per dare definitivamente il via libera al testo, che dovrà essere convertito in legge entro il 21 aprile. Che, dopo il passaggio alla Camera, arriverà al Senato con la conferma di alcune misure, a partire dal nuovo bonus per le famiglie più vulnerabili, e l’aggiunta di alcune novità, introdotte per fronteggiare i rischi di una nuova crisi energetica ancor più grave.
Gli aiuti a famiglie e imprese
La misura principale confermata in un pacchetto da complessivi 5 miliardi di euro, varato da Palazzo Chigi ancor prima dell’inizio della guerra in Iran, è il nuovo contributo che verrà erogato ai nuclei maggiormente in difficoltà sul piano economico. Si tratta dei 2 milioni e 640 milioni di famiglie che già percepiscono il bonus sociale elettrico da 200 euro. A queste, nel 2026, sarà erogato un ulteriore bonus straordinario da 115 euro, attraverso uno sconto applicato direttamente in bolletta, per tagliare la spesa per la luce. Ne beneficeranno i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.796 euro o 20 mila euro per quelli con almeno 4 figli. Per chi non riceve il bonus sociale e supera questa soglia di reddito, ma non i 25 mila euro, è stato invece introdotto un bonus “volontario”. Saranno cioè gli stessi venditori di energia elettrica a poter riconoscere a questi clienti domestici residenti un taglio alla componente della bolletta legata alla copertura dei costi d’acquisto della bolletta, attraverso modalità applicative stabilite da Arera. Quanto alle imprese, il gas stoccato nella crisi energetica del 2022 sarà rivenduto sul mercato per abbassare le bollette delle industrie energivore, mentre sarà aumentata l’aliquota Irap per le aziende del comparto energetico per il 2026 e 2027.
Il freno al telemarketing
Una forma di tutela di tutti i consumatori prevista dal decreto Bollette è poi quella relativa al telemarketing. Per frenare le forme troppo aggressive di offerte commerciali, attraverso un emendamento approvato dalla X Commissione della Camera è stato inserito il divieto “di effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche attraverso l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas”. Lo stop riguarderà chiamate e messaggi commerciali indesiderati, rendendo possibile il contatto telefonico solo in caso di richieste effettuate direttamente dall’utente attraverso interfacce informatiche del venditore, oppure quando il destinatario sia già cliente della stessa società e abbia espresso lo specifico consenso a ricevere proposte commerciali. Oltre a stabilire in capo al venditore l’onere di dimostrare la validità del contratto, la misura prevede che i contatti telefonici debbano “essere effettuati dal professionista da un numero che lo identifichi univocamente”. Dalla violazione delle norme deriverà la nullità del contratto, oltre alla possibilità per l’Agcom di bloccare le linee utilizzate per effettuare chiamate indesiderate.
Lunga vita al carbone
Con il decreto Bollette, l’Italia ha deciso anche un cambio di rotta sulla transizione energetica. Saranno così tagliati gli incentivi per gli impianti fotovoltaici, a biogas e biomasse, al fine di ridurre le bollette per le utenze non domestiche. Ma, soprattutto, la novità più rilevante introdotta nel passaggio alla Camera è la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone. Secondo il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, le ultime centrali di questo tipo presenti in Italia avrebbero infatti dovuto essere chiuse entro il 2025, con la sola eccezione di quelle sarde. Al tempo stesso, comunque, vengono promossi contratti di lungo termine per l’energia rinnovabile per le imprese, viene consentita l’adesione alle comunità energetiche delle persone fisiche, anche nell’ambito dei condomini, e vengono ridotti gli oneri generali di sistema derivanti dalle bioenergie. Dal 2027, in caso di approvazione della Ue, verrà inoltre scorporato dal gas utilizzato per la produzione di elettricità il costo della tassazione europea per le emissioni di carbonio e per il trasporto. Infine, viene sbloccata la presentazione a Terna di domande di nuovi impianti di rinnovabili e vengono velocizzate le procedure di autorizzazione per i progetti di centri dati.
Alberto Minazzi



