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Maturità 2026: nome vecchio per un esame tutto nuovo

Maturità 2026: nome vecchio per un esame tutto nuovo

Dall’importanza del “curriculum dello studente”, alla nuova prova orale, fino al diploma digitale: diverse novità attendono gli studenti che concludono il ciclo delle secondarie di secondo grado

L’anno scolastico 2025/26 si avvicina ormai al rush finale, anche se, come ogni anno, la fine delle lezioni, per un piccolo “esercito” di oltre 500 mila studenti, segnerà il momento in cui affrontare la prova conclusiva del ciclo di scuola secondaria di secondo grado. Ci riferiamo a quello che, dopo la parentesi come “esame di Stato”, è tornato a chiamarsi “esame di maturità“, che quest’anno prenderà il via il 18 giugno con lo scritto di italiano uguale per tutti gli istituti. A seguire, il giorno successivo, sarà la volta del il secondo scritto, differente a seconda dei vari indirizzi. Infine, a distanza di una settimana, gli alunni dovranno affrontare l’orale. Un appuntamento tradizionale nel percorso di istruzione e formazione personale, una tappa di passaggio immutabile pur con il passare delle generazioni, che, però, nel 2026 sarà caratterizzato da non poche novità. A cominciare proprio dalle date, visto che solitamente l’esame prende il via il mercoledì mentre quest’anno la partenza è fissata per un giovedì. Il Ministero dell’Istruzione ne ha annunciate però diverse altre ancor più sostanziali: dall’orale focalizzato su 4 materie specifiche, alla commissione ridotta a 5 membri, al debutto del diploma digitale. E, in particolare, un ruolo importante lo gioca il “curriculum dello studente“, che diventa un elemento di valorizzazione nel colloquio orale.

Come cambia la prova orale

Il colloquio orale per gli studenti che affronteranno l’esame quest’anno avrà una durata tra 50 e 60 minuti, ma, soprattutto non più verterà sull’intero programma di tutte le materie. Il colloquio si concentrerà invece su 4 discipline, individuate annualmente dal Ministero, che andranno ad aggiungersi a quelle “fisse”. Ovvero educazione civica e Pcto, i percorsi per le formazioni trasversali e l’orientamento, a loro volta ridenominati “formazione scuola-lavoro” per evidenziare la stretta relazione che deve esserci tra formazione scolastica e mondo del lavoro. Tra le 4 materie rientrano l’italiano, quella al centro della seconda prova scritta, una materia indicata dalla commissione e una scelta dallo studente.

maturità 2026

Il colloquio, inoltre, non inizierà più con foto, testi o materiali casuali scelti dalla commissione, bensì partirà con un’analisi del percorso del candidato, proseguirà con le 4 discipline per concludersi con la discussione delle prove scritte e dei progetti svolti.

Educazione civica, materia sempre più importante. Anche alla maturità

Una delle materie che hanno acquisito una crescente importanza negli ultimi anni è l’educazione civica. Dal 2025, il Ministero ha introdotto, per esempio, la previsione della discussione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale per chi è arrivato all’esame con il “6” in condotta. Adesso, le domande specifiche volte a verificare che il candidato abbia maturato le competenze in materia riguarderanno una ben precisa fase del complessivo colloquio di maturità. E sarà quindi valutata dalla Commissione al pari delle altre parti della discussione, secondo la griglia di riferimento che attribuisce a ciascuna di esse un peso e un’importanza diversificata ai fini del voto finale.

Il peso del “curriculum dello studente” nel colloquio orale

A diventare centrale nello svolgimento dell’esame è quindi il “curriculum dello studente”. Con una nota del 16 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ufficializzato l’adozione di un modello aggiornato, introducendo significative novità che integrano i risultati delle prove nazionali e le competenze linguistiche direttamente nel profilo del diplomato. In 3 sezioni distinte è possibile visualizzare l’intera carriera dello studente. Nella prima parte, “Istruzione e formazione“, sono contenuti i dati del percorso di studi estratti dall’e-portfolio. “Certificazioni” riporta invece le informazioni su certificazioni linguistiche, informatica o di altra natura conseguite. C’è quindi “Attività extrascolastiche”, che raggruppa le esperienze svolte fuori della scuola, come volontariato, sport, attività culturali. Vi è anche un’ulteriore parte, chiamata “Prove nazionali”, integrata e resa disponibile solo allo studente dopo l’esame, che contiene la descrizione Invalsi dei livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese.

maturità 2024

Secondo il decreto ministeriale 13 del 29 gennaio 2026, il colloquio d’esame deve obbligatoriamente iniziare con una breve riflessione del candidato sul proprio percorso a partire dalle informazioni contenute nel documento. La commissione utilizzerà il “curriculum” per valutare il grado di maturazione personale l’autonomia e la responsabilità dello studente. Proprio per il ruolo importante che svolge questo documento, il Ministero invita i dirigenti degli istituti e i docenti a sensibilizzare gli studenti sulla sua compilazione puntuale attraverso la Piattaforma unica, in particolare per quanto riguarda la parte relativa alle attività esterne alla scuola.

Alte novità, arriva il diploma digitale

La riforma della maturità prevede 1 Commissione ogni 2 classi con 5 membri: 1 presidente esterno, 2 membri interni e 2 esterni. E’ inoltre stata introdotta una formazione specifica per i commissari. Per quanto riguarda il diploma, da quest’anno si dice addio al formato cartaceo. Sarà sostituito da un vero e proprio “pacchetto digitale” accessibile dalla Piattaforma unica del Ministero dell’Istruzione e del Merito, che contiene 3 componenti fondamentali: il diploma in formato Pdf con il voto finale; il “curriculum dello studente” aggiornato con esperienze, certificazioni e risultati Invalsi; il “supplemento europass“, documento standardizzato a livello europeo, utile per chi intende studiare o lavorare all’estero. Il nuovo modello di diploma è dotato di piena validità legale ed è immediatamente disponibile a conclusione dell’esame di maturità.

Silvia Bolognini

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Tag:  maturità, scuola