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Benzina e gasolio: stop “a tempo” alle accise

Benzina e gasolio: stop “a tempo” alle accise

Il Governo ha approvato un decreto legge che taglia per 20 giorni i prezzi alla pompa dei carburanti

Guardando ai prezzi del 27 febbraio, il giorno che ha preceduto l’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran, la benzina in Italia è aumentata di circa il 10% e il gpl è vicino addirittura al +20%.
Chi si fosse recato questa mattina a fare il pieno, però, ha avuto una sorpresa positiva: grazie al decreto legge e ai decreti interministeriale approvati ieri dal Consiglio dei ministri, il costo dei carburanti per tutti i consumatori finali è diminuito di circa 25 centesimi (20 più Iva) al litro per la benzina e 12 per il diesel. È l’effetto del taglio alle accise, previsto dal Governo in maniera straordinaria e temporanea per 20 giorni, pur essendo il Governo pronto a prorogare le misure qualora non rientrasse la crisi innescata dal conflitto.

Le misure contenute nel decreto legge

Lo stop alle accise, ha spiegato la premier, Giorgia Meloni, è la prima delle misure urgenti contenute nel pacchetto contro il caro-carburanti elaborato dall’Esecutivo per provare a “fermare nell’immediato la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”.
Come per quello sulle accise, è “a tempo” anche l’altro intervento principale inserito nel decreto, ovvero la previsione di un credito di imposta sul gasolio a favore di autotrasportatori e pescherecci pari al costo sul carburante da essi sostenuto.
Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha annunciato l’applicazione di questo credito nella misura del 20%, per complessivi 10 milioni di euro, mentre criteri e modalità applicative per quanto riguarda i camionisti saranno definiti nel dettaglio in un ulteriore provvedimento del Ministero delle Imprese. Questa seconda misura, che mira a evitare un effetto a catena attraverso aumenti anche dei prezzi di tutti gli altri beni di consumo, varrà infatti per il trimestre da marzo a maggio. Si calcola che il costo di queste misure ammonti a poco più di mezzo miliardo di euro. “Eventuali ulteriori interventi saranno valutati all’esito del Consiglio europeo del 19 marzo”, conclude il comunicato di Palazzo Chigi.

Il rafforzamento dei controlli anti-speculazione

Il terzo punto, sottolineato oltre che dalla presidente del Consiglio anche dal suo vice, Antonio Tajani, in un reel su Facebook, è la previsione di un meccanismo antispeculazione, che leghi in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori dai petrolieri e dai distributori all’effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale, fermando gli aumenti ingiustificati. “Vogliamo impedire – ha affermato Tajani – che l’impennata dei prezzi del petrolio e del gas provocata dalla guerra possa incidere sulla vita quotidiana di ogni cittadino italiano. Abbiamo deciso di far effettuare controlli severissimi alle pompe di benzina, ma anche ai fornitori delle pompe”. I controlli e il monitoraggio saranno affidati al garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Ministero delle Imprese, alla Guardia di finanza e all’Antitrust. Al tempo stesso, nei prossimi 3 mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Ministero i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato con anche la previsione, nei casi estremi, di possibili denunce alla magistratura.

I calcoli del Codacons sul risparmio effettivo del taglio delle accise

A quantificare concretamente l’effetto del taglio delle accise è stato il Codacons, in un comunicato di commento alla notizia annunciata dal Governo. Il prezzo alla pompa, considerando anche l’Iva, cala dunque mediamente di 0,305 euro al litro, permettendo un risparmio di 15,2 euro su un pieno da 50 litri. Guardando poi al prezzo medio del gasolio prima del decreto, è stata calcolata una riduzione da 2,103 a 1,798 euro al litro, tornando così a livelli in linea con quelli precedenti al conflitto. Il Codacons, al tempo stesso, ritiene però che 20 giorni siano insufficienti. “Al termine del periodo di sconti – scrive l’associazione – i prezzi dei carburanti alla pompa schizzeranno al rialzo. E, anche se alla scadenza della misura le quotazioni del petrolio dovessero calare, i listini alla pompa scenderanno a ritmo da lumaca”.

Alberto Minazzi

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