I consulenti del lavoro quantificano gli effetti economici derivanti dalle “flat tax” introdotte dalla Legge di Bilancio
I più fortunati sono i dipendenti del settore del commercio: un “livello II”, che percepisce una retribuzione annua lorda di 31.400 euro, risparmierà 851 euro di tasse.
Ma, sia pure per importi variabili fino a un minimo di 188 euro, a partire dalla busta paga del mese di marzo 2026 a beneficiare degli effetti delle novità fiscali introdotte dal Governo con l’ultima Legge di Bilancio, saranno tutti i lavoratori dei settori che hanno rinnovato nell’ultimo biennio i contratti collettivi, come metalmeccanici e operatori delle telecomunicazioni. Così come, sempre da marzo 2026, è in arrivo un taglio di tassazione per chi gode di maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e turni.
Oltre 4,2 milioni di lavoratori potenzialmente interessati
È stata la Fondazione studi consulenti del lavoro, in un’analisi, a quantificare il risparmio a seconda dei 3 contratti collettivi rinnovati tra il 2024 e il 2025 in settori estremamente importanti dell’economia italiana.
Il contratto collettivo “Terziario, Distribuzione e Servizi – Confcommercio” è per esempio il più diffuso in assoluto, applicato a oltre 2,4 milioni di lavoratori.

Riguardando circa 1,7/1,8 milioni di lavoratori, il contratto “Federmeccanica-Assistal per l’industria metalmeccanica e installazione impianti” è poi il principale dell’industria. Più ridotto, ma comunque significativo, il contesto in cui opera il contratto collettivo “Telecomunicazioni”, che regola i rapporti di lavoro di poco meno di 150 mila persone.
L’effetto della flat tax in 3 settori che hanno rinnovato il contratto
Le regole straordinarie previste nella Legge di Bilancio prevedono l’applicazione di un’imposta “piatta, sostitutiva di Irpef e addizionali, sulle somme legate agli aumenti ottenuti attraverso il contratto collettivo.
L’applicazione dell’aliquota al 5%, che scatta da marzo dopo il chiarimento delle modalità applicative arrivato a fine febbraio con una circolare dell’Agenzia delle entrate, è però legata al non superamento della soglia di 33 mila euro di reddito da lavoro massimo. Scendendo nel dettaglio, la media di risparmio fiscale calcolata dai consulenti del lavoro si attesta poco oltre i 500 euro per i lavoratori del comparto tlc e arriva al massimo a 250 euro per i metalmeccanici.

L’imposta sostitutiva sulle maggiorazioni
Nel pacchetto fiscale che punta a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori rientra anche l’imposta sostitutiva, con aliquota al 15%, sulle maggiorazioni di stipendio legate a trattamenti accessori, a partire da quelle per il lavoro notturno, per i turni domenicali o festivi, per le indennità di turno e per chi lavora nei giorni di riposo settimanale.
Sempre da marzo, la norma si applicherà a coloro che applicano queste modalità di lavoro (si stimano in Italia, per esempio, 3 milioni di lavoratori notturni) che non superino una retribuzione annua lorda di 40 mila euro. E la somma assoggettabile alla flat tax potrà raggiungere al massimo i 1.500 euro, traducendosi in questo caso in un vantaggio fiscale che, calcolano sempre i consulenti, varierà tra gli 80 e i 690 euro, crescendo progressivamente in base al reddito effettivo.
Alberto Minazzi



