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Nati al Bioparco di Roma due gemelli di Tamarino Imperatore

Nati al Bioparco di Roma due gemelli di Tamarino Imperatore
Gemelli di tamarino imperatore Ph. Massimiliano Di Giovanni Archivio Bioparco Roma

Venuti al mondo il 19 febbraio scorso, i piccoli stanno bene e trascorrono le giornate con i genitori e la loro sorella maggiore

Roma accoglie due piccoli ambasciatori della biodiversità: due gemelli di Tamarino imperatore sono nati al Bioparco, e con loro cresce la speranza per la conservazione di una specie rara e in pericolo.
Teneri, curiosi e già vivacissimi, questi minuscoli primatimeno di mezzo chilo di peso e occhi pieni di vita — non sono solo un miracolo della natura, ma anche un simbolo della collaborazione tra uomo e animale per proteggere il pianeta.
Nati il 19 febbraio 2026, vivono al Bioparco di Roma con i genitori Sissi e Franz e la loro sorella maggiore Sofi, nata dalla stessa coppia nel 2021.
I neonati ancora non hanno un nome perché solo tra qualche tempo sarà possibile stabilire il sesso.
E quando saranno più grandi avranno i caratteristici baffi bianchi che contraddistingue la loro specie. Come raccontano i responsabili del Bioparco che ogni giorno li osservano, i cuccioli stanno benissimo e crescono in fretta.

Le attenzioni particolari del papà ai neonati

I Tamarino imperatore sono tra le scimmie più piccole e peculiari esistenti. Devono il loro nome ai lunghi e vistosi baffi bianchi curvati verso l’alto presenti sia nei maschi sia nelle femmine, un tempo prerogativa delle altezze reali e imperiali come l’imperatore della Germania Guglielmo II che ne sfoggiava di simili.
Venne dato loro per scherzo l’appellativo di imperatore, ma il nome piacque talmente agli zoologi che diventò definitivo. Sono noti per essere molto socievoli e curiosi e in cattività si affezionano ai guardiani amando il contatto e le coccole. D’altra parte, a chi guardandoli non verrebbe voglia di abbracciarli tanto sono dolci?

Tamarini imperatore Ph . Massimiliano Di Giovanni Archivio Bioparco Roma

Il ruolo fondamentale del padre

I maschi giocano un ruolo fondamentale: dopo la nascita, solitamente di gemelli, si prendono cura dei piccoli, li puliscono e trasportano sulla schiena, passandoli alla madre solo per l’allattamento.
“Entrambi i genitori si prendono cura dei due gemellini – spiega la presidente del Bioparco di Roma Paola Palanza, etologa e professore ordinario all’Università di Parma -, in particolare il padre che li accudisce e trasporta sulla schiena portandoli alla mamma per le poppate. Sembra quasi che la mamma li ignori, sempre indaffarata a pulirsi e soprattutto a mangiare. Questo si spiega perché gravidanza e allattamento di due gemelli richiede un grande sforzo metabolico per animali di così piccole dimensioni”.
Si pensi che un Tamarino pesa circa 450 grammi, ha un corpo lungo circa 25 cm e una coda di 40 cm.

Il primate monogamo che accudisce i cuccioli

“Si tratta di un primate monogamo – continua Paola Palanza -. In questa specie, che appartiene alla famiglia dei Callitricidi, dal greco “colui che ha una bella chioma”, comprendente 42 specie distribuite nelle foreste del nord ovest della Colombia gravemente minacciate dalla deforestazione e dai cambiamenti climatici, è essenziale che il padre sia presente e si prenda cura dei neonati che altrimenti non potrebbero sopravvivere.

Tamarini imperatore con il papà Ph. Massimiliano Di Giovanni Archivio Bioparco Roma

Nei mammiferi la monogamia e le cure paterne sono molto rare, presenti in meno del 5% delle specie, incluso l’uomo – sottolinea Paola Palanza – e si sono evolute quando la cura di entrambi i genitori era essenziale perché i piccoli sopravvivessero. Quando esistono cure paterne, nel maschio si evolvono anche particolari meccanismi del cervello che favoriscono il legame con la partner e con i figli. In particolare cambia la distribuzione dei ricettori di ossitocina e vasopressina, spesso chiamati “ricettori dell’amore”.

Altre curiosità sul Tamarino imperatore

Il Tamarino Imperatore è un mammifero arboricolo e diurno, socievole e cooperativo.
Trascorre la maggior parte del tempo tra le chiome degli alberi a un’altezza di circa 10 metri dal suolo, compiendo molto raramente escursioni degli strati più bassi della foresta.
Ha un territorio ampio fino a 40 ettari che spesso condivide con il Tamarino dal dorso bruno traendone vantaggi reciproci nel controllo dello spazio e nell’avvistamento di eventuali predatori.

Vive in piccoli gruppi di circa 8 individui composti da una femmina dominante e alcuni maschi riproduttivi con i quali si accoppia indistintamente. Dopo una gestazione di circa 5 mesi nascono solitamente due gemelli. I maschi collaborano alla nascita accogliendo e pulendo i cuccioli dalla placenta mentre la femmina si occupa dei neonati solo al momento della poppata, ogni due, tre ore, demandando a loro l’allevamento e la difesa fino al momento dello svezzamento completo che avviene a circa tre mesi.

Per quanto riguarda il cibo, si nutre soprattutto di insetti, come cavallette e grilli, che caccia con grande abilità tra le foglie degli alberi. A questi accompagna frutta e piccole quantità di essudati (sostanze liquide che fuoriescono da piante o alberi, spesso in seguito a piccole lesioni, tagli naturali, o come secrezioni naturali delle piante stesse ndr), nettare, lumache, miele, fiori, foglie, germogli, funghi, corteccia e piccoli vertebrati.

Silvia Bolognini

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