A Venezia IUAV celebra i suoi 100 anni con una mostra che attraversa la storia dell’architettura dal 1926 a oggi: 100 disegni tra schizzi e progetti raccontano come il segno abbia costruito visioni, città e trasformazioni
Il disegno è l’atto primo che proietta l’idea nelle forme del futuro.
E’ da questa considerazione che, in occasione del centenario dell’Università di Architettura IUAV, a Venezia si inaugura giovedì 16 aprile la mostra “100 disegni per 100 anni” che resterà aperta fino al 31 luglio 2026 al Magazzino 6 di Dorsoduro.
Un’esposizione che nasce dall’idea di ripercorrere la storia di quello che è oggi un punto di riferimento internazionale per tutte le culture del progetto per architettura, urbanistica, design, moda e arti visive. Non si tratta però solo di raccontare le vicende dell’Istituto Universitario di Architettura fondato nel 1926, ma di narrare le trasformazioni dell’architettura nel corso di un secolo di vita.
Il disegno da un secolo al centro della storia di IUAV
Negli anni, e tanti ne sono passati da quando IUAV nacque con solo 27 persone, sono cambiati i linguaggi, gli strumenti operativi sono passati dalla matita al digitale e diversi sono anche i temi. Tuttavia rimane costante la centralità del disegno quale mezzo di prefigurazione, di espressione, come anche di indagine e riflessione critica.
La mostra è promossa dall’Archivio Progetti e curata da Gabriella Liva, Marzia Marandola, Gundula Rakowitz con la collaborazione di Giulia Bersani, Giulia Conti, Alessandro Virgilio Mosetti e Davide Zaupa.
I 100 disegni sono l’espressione tangibile di tante storie e progetti che si sono sviluppate e sono cresciute tra le pareti dell’Istituto: ogni disegno si riconduce a un singolo docente o gruppi di insegnanti, talvolta ad allievi illustri ed evoca attraverso il tracciato e il soggetto i molteplici stadi di elaborazione del progetto e i mutamenti della cultura disciplinare.
Dalla Scuola Superiore di Architettura all’Università IUAV di Venezia
In mostra si possono vedere schizzi, studi urbani, diagrammi, mappe interpretative, esercizi didattici e raffigurazioni sperimentali. Il percorso espositivo si sviluppa in quattro sale nelle quali, su grandi tavoli, sono esposti i disegni.
Il corpus grafico è eterogeneo e restituisce la complessità e l’avvicendamento delle esperienze di un secolo.
Lungo le pareti degli spazi che ospitano i disegni si sussegue la cronologia storica dal 1926 fino ad oggi dove si associano date e protagonisti, si evidenziano i cicli dei rettorati, i cambiamenti di statuto e il numero degli studenti. Su pannelli verticali, ognuno dedicato a un quinquennio, sono sintetizzati dati e informazioni che ricostruiscono il passaggio dalla Scuola Superiore di Architettura come si chiamava in origine, all’Università IUAV di Venezia che per l’anno accademico 2025/2026 conta quasi 4.900 studenti, suddivisi principalmente tra corsi triennali e magistrali.

Il percorso espositivo
La storia di IUAV “100 disegni per 100 anni” prende il via con le testimonianze del periodo di fondazione quando la Scuola Superiore di Architettura stava costruendo la sua nuova e diversa identità a sostituire quella dell’Accademia di Belle Arti dalla quale è nata. Si possono così ammirare un bozzetto di Brenno del Giudice, rinomato architetto e canottiere italiano, figura di spicco dell’architettura veneziana tra le due guerre, docente di IUAV dal 1927 al 1936, realizzato per il manifesto della XV Biennale d’Arte di Venezia.
La mostra prosegue con una serie di opere di concorsi architettonici del primo dopoguerra quali la tavola di Giuseppe Torres e Carlo Keller per il nuovo fabbricato viaggiatori della stazione di Firenze Santa Maria Novella; una prospettiva di Virgilio Vallot per quella veneziana di Santa Lucia e il progetto per il ponte di Bassano di Guido Costante Sullam, di proprietà della Fondazione Musei Civici di Venezia.
Il secondo dopoguerra è caratterizzato da innovazione e sperimentazione con l’apporto di figure significative come Carlo Scarpa il cui modo di disegnare, composto da stratificazione, dettagli minuziosi e continue varianti è tra gli esempi più intensi e originale del rapporto tra disegno e costruzione. In esposizione c’è un grande disegno di 100 x 150 cm. tra quelli che il maestro tratteggiava rapidamente per illustrare quanto spiegava durante le lezioni.

Venezia, oggetto ricorrente dei disegni
In una teca è racchiuso invece il menabò di Egle Renata Trincanato per il volume “Venezia Minore”.
Proprio Venezia, con i suoi monumenti e nuovi edifici, è l’oggetto ricorrente dei disegni e il ruolo di IUAV in città è così diventato un contributo importante nell’orientare una riflessione costante sul rapporto tra ambiente e patrimonio culturale. Venezia infatti ha significato e continua a significare studiare la morfologia urbana, comprenderne la stratificazione storica e interrogarsi sulla relazione tra architettura, acqua, infrastrutture e paesaggio. Molti dei disegni in esposizioni riguardano le sedi dell’Istituto, in genere adeguamenti di architetture storiche, non raramente lavori degli stessi docenti.
Silvia Bolognini





