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A Caorle (Ve) una grande mostra alla scoperta del Futurismo

A Caorle (Ve) una grande mostra alla scoperta del Futurismo
Giulio Zeppelin_Danna

In esposizione dal 5 giugno al 6 settembre opere, tra le altre, di Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Ambrosi, Fasullo e Tato

Ci sono la pittura, la scultura, la fotografia, i manifesti e l’arte applicata. Un insieme che accompagna in un viaggio a 360 gradi per raccontare il Futurismo quale una vera gande rivoluzione in grado di rinnovare non solamente le arti visive, ma, per certi versi, anche ala vita stessa. Tutto questo è la mostra “Futurism: prophecy and revolution” ospitata nel veneziano, a Caorle dal 5 giugno al 6 settembre nel Centro Culturale Andrea Bafile.

Il Futurismo si racconta in oltre 60 opere

Il Futurismo è stato un movimento d’avanguardia agli inizi del Novecento, ufficialmente nato nel 1909 quando il poeta Filippo Tommaso Marinetti pubblicò su Le Figaro il Manifesto che proponeva una rottura totale e violenta con la tradizione e il passato esaltando la modernità, la velocità la tecnologia e la macchina.
Il percorso espositivo invita il pubblico a scoprire attraverso oltre 60 opere, la forza visionaria di artisti che seppero anticipare temi ancora attuali quali il dinamismo urbano, il rapporto con la tecnologia, la trasformazione dei linguaggi e la continua tensione verso il nuovo.

Enzo Benedetto_Record

Le opere ospitate nel Centro Culturale A. Bafile provengono da prestigiose collezioni private e pubbliche e rappresentano una significativa occasione per avvicinarsi a uno dei più dirompenti fenomeni della storia dell’arte contemporanea.

Cosa si vede in mostra

Futurism: prophecy and revolution”, come spiega il curatore Matteo Vanzan, vuole offrire uno spaccato del Futurismo presentandolo come un movimento coerente e compatto che, dal Manifesto di Marinetti attraversa la prima metà del Novecento fino al secondo dopoguerra. Il titolo trae ispirazione da una lettera di Umberto Boccioni, massino esponente del Furismo nelle arti visive e uno dei più importanti pittori e scultori italiani del Novecento, esposta in mostra, dal tono sorprendentemente profetico e scritta un anno esatto prima della sua morte. Il percorso dell’esposizione mette insieme opere di vari artisti quali Balla, Boccioni, Carrà, Russolo, Depero, Fasullo Tato e molti altri con una particolare attenzione per le pubblicazioni futuriste come nel caso di “Mafarka il futurista” del 1911, “Zang Tumb Tumb” di Filippo Tommaso Marinetti del 1914, “Guerrapittura di Carlo Carrà del 1915 e “L’Arte dei rumori” di Luigi Russolo del 1916.

Accanto a queste si possono ammirare opere iconiche o riscoperte, tra le quali la “Battaglia di Sassabaneh” di Italo Fasolo (fasullo) esposta nella Biennale di Venezia del 1938; “Scendendo in città dal cielo” di Alfredo Gauro Ambrosi, tra le massime espressioni di aeropittura del 1933. E ancora i lavori di Cesare Andreoni, Luigi Bonazza, Bot, Anselmo Bucci, Tullio Crali, Giulio D’Anna, Renato Di Bosso, Michele Falanga, L. R. Johannis, Marissa Mori, Francesco Balilla Pratella, Fides Testi Stagni, Osvaldo Toschi, Tato e molti altri.

futurismo
Fasullo, Battaglia di Sassabaneh

La rivoluzione culturale del Futurismo

Filippo Tommaso Marinetti nel suo Manifesto del Futurismo diceva “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità“.
D’altra parte, più che un’avanguardia artistica si trattò di una vera rivoluzione culturale, di un movimento capace di travolgere perfino il modo stesso di vivere la modernità, trasformandosi in una chiamata collettiva all’azione, al cambiamento e alla velocità. Quindi non soltanto una nuova estetica, ma una nuova idea di società fondata sul dinamismo, sull’energia e la volontà di rinnovamento.
Con le sue intuizioni il Futurismo anticipò molti dei linguaggi che avrebbero caratterizzato il secondo Novecento: dalla Pop Art alla poesia sonora, dalla comunicazione pubblicitaria al design contemporaneo e ancora oggi il movimento appare attuale nella capacità di interpretare temi quali la velocità delle immagini, la contaminazione tra discipline e il rapporto tra arte e vita quotidiana.

Silvia Bolognini

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