Nel 1926 fu la società idroelettrica Stipel di Torino a stampare il primo volume. Il capoluogo piemontese celebra l’importante compleanno con una mostra
Anche se al giorno d’oggi, in un’ epoca in cui tutto o quasi avviene online, ci risulta difficile immaginarlo, a quelle pagine ci si affidava per cercare qualsiasi numero: di amici, negozi, luoghi pubblici, aziende e altro.
Qualcuno di noi sicuramente in un posto sperduto di un cassetto o in soffitta ne avrà conservata una copia.
Stiamo parlando dell’elenco telefonico, quel grosso volume che si teneva accanto all’apparecchio e che si consultava tanto da logorarne le pagine.
Di strada, dal lontano 1926, quando nacque, ne ha fatta parecchia, tanto che quest’anno arriva a spegnere ben 100 candeline.
Un traguardo importante che sarà celebrato nel prossimo autunno con una mostra che ne ripercorrerà la storia.
Da un secolo al nostro servizio
E’ una storia che parte da lontano quella dell’elenco telefonico.
Pubblicato per la prima volta nel 1878 a New Haven, nel Connecticut, consisteva in un solo foglio contenente 50 nomi.
In Europa comparve in Svizzera, a Zurigo nel 1880.
In Italia nacque a Torino il 1 giugno 1926.
La società idroelettrica Stipel, che copriva Piemonte e Lombardia, aveva fondato la Seat affidandole i diritti di pubblicazione degli elenchi telefonici: il primo elenco era costituito da tre volumi distinti, uno ordinato per numero, uno alfabeticamente per abbonato e uno ordinato per indirizzo.
Nei decenni successivi Seat diventò la casa editrice di tutti gli elenchi telefonici italiani, le Pagine Bianche per gli abbonati privati e le Pagine Gialle per gli esercizi commerciali.

Fino a qualche anno fa, se ci soffermiamo con il pensiero su questa immagine ci scappa un sorriso, l’arrivo a casa del nuovo elenco era un momento atteso anche per vedere che immagine fosse stata scelta in copertina. Tuttavia, con internet e la diffusione degli smartphone sono scomparsi dalle nostre vite, rimanendo al più un nostalgico ricordo. Anche la Seat non fa più parte del gruppo Telecom Italia ed è stata incorporata nella società Italiaonline, la prima internet company italiana.
Tutto in un volume
Lo storico annuario di Italiaonline è stato per un secolo il punto di riferimento per le famiglie italiane dalle sue origini cartacee fino all’attuale rivoluzione digitale.
Proprio per celebrare la sua evoluzione nel tempo, all’interno del portale è possibile esplorare uno spazio dedicato: dall’Archivio Storico delle Copertine alla raccolta dei materiali promozionali e degli spot televisivi più iconici e come il volume cartaceo abbia cambiato volto nei moderni servizi digitali di pagine Bianche e Pagine Gialle. Ripercorrendo la vita dell’elenco telefonico, chi non ricorda Pippo Baudo, Alberto Castagna, Piero Chiambretti, Gabriele Mucciono e Claudio Bisio negli spot che lo promuovevano negli anni ‘80?

Nel 1950, quando il telefono entrò ufficialmente nelle case, è diventato un rito quotidiano.
Nel 1965 arrivarono le Pagine Gialle dedicate al mondo dell’impresa, poi Tutto Città con le sue mappe cittadine e dal 2000 le Pagine Bianche.
Una mostra a Torino per il centenario
Se nel portale di Italiaonline le illustrazioni ricercate degli anni ’20 e le icone del boom economico testimoniano l’evoluzione del design, una mostra organizzata per il prossimo autunno nella sede storica di Torino della società offrirà l’opportunità conoscere la lunga storia dell’elenco telefonico, attraverso copertine d’epoca, manifesti pubblicitari, spot televisivi che fanno da ponte verso le prospettive e le sfide dell’intelligenza artificiale.
Nel 2017, per i 50 anni di Pagine Gialle nacque la serie “50 copertine per 50 anni” con ogni volume dedicato a una Pmi simbolo del territorio, mentre l’illustratore Luciano Cina firmò quaranta copertine di Pagine Bianche, oggi veri pezzi da collezione. Tant’è: se trovate in casa un vecchio elenco telefonico, conservatelo. E’ un pezzo di storia che merita di essere valorizzato.





