Corila coinvolge i cittadini nella campagna per il rilevamento delle coppie riproduttive urbane in centro storico, isole e terraferma
Si esplora, si osserva e si registra.
Nessuno ha una console in mano ma il meccanismo è lo stesso dei giochi più noti.
Che trasforma però questa volta Venezia in una sorta di grande database vivente della sua fauna urbana grazie al Corila e a una fitta rete di cittadini chiamati a segnalare ogni nido, ogni cucciolo di gabbiano, ogni avvistamento in una scheda.
Se i Pokemon in città sono un po’ passati di moda, i gabbiani vanno invece alla grande.
Fermi in aria come piccoli droni impazziti, o in picchiata strategica su un tramezzino appena scartato, sono diventati una presenza così costante da sembrare parte dell’arredo urbano. E quando colpiscono, lo fanno senza preavviso.
Un equilibrio urbano in trasformazione
Ma dietro le scene virali di “furti” tra calli e campi, c’è molto più di un semplice fenomeno da post social.
La loro presenza racconta un equilibrio urbano in trasformazione, tra spazi turistici, mercati storici e nuove abitudini della città. Rialto e Santa Margherita restano i loro quartieri preferiti per la presenza del mercato del pesce e di diversi posatori in posizione strategica grazie alla stretta vicinanza con i siti di foraggiamento.
L’ultimo monitoraggio ha rilevato una minor presenza di gabbiani reali a Venezia.
Oggi il Corila vuole definire le cifre mappando la specie tra centro storico, isole e terraferma e ha lanciato per questo la nuova campagna di citizen science: fino al 30 giugno chiunque può segnalare nidi, pulcini e coppie di gabbiani reali.

Tutti possono contribuire alla ricerca scientifica
Come spiegano gli esperti, siamo nel momento giusto per osservarli, nel pieno della stagione riproduttiva.
A Venezia i primi pulcini sono nati a inizio di maggio e i primi giovani involati si osserveranno a partire dalla metà di giugno e fino a circa metà luglio, questa è dunque la finestra temporale utile per le osservazioni e le segnalazioni.
La campagna si intitola “Osserva, conosci, rispetta: segnala un nido e contribuisci alla ricerca” e tutti possono partecipare.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di ottenere una mappatura georiferita della presenza e distribuzione dei Gabbiani reali nidificanti urbani, ovvero coppie riproduttive, nidi, pulli e giovani al nido, per la stagione riproduttiva 2026.
“Questa campagna consentirà inoltre di raccogliere informazioni preliminare sulla presenza della specie nelle isole e in terraferma – spiega la naturalista Francesca Coccon, ideatrice e responsabile scientifica del progetto -. Si tratta di aree finora non considerate dal monitoraggio scientifico e ciò consente di contribuire alla costruzione di una linea di base conoscitiva per comprendere se tali aree siano state colonizzate dalla specie o fino a che punto lo siano”.

Come partecipare alla campagna di monitoraggio
Il contributo di ciascun partecipante all’iniziativa ha un valore scientifico diretto.
Dopo le opportune verifiche, infatti, le segnalazioni potranno diventare parte della mappa della presenza del Gabbiano reale a Venezia per la stagione riproduttiva 2026.
Cittadini, residenti, lavoratori e quanti frequentano il territorio possono dare il loro contributo con le osservazioni su coppie riproduttive stabili, nidi, adulti in cova, presenza di pulli o giovani al nido.
Le informazioni raccolte possono essere trasmesse attraverso il modulo online disponibile tra le news nel sito Corila e su canali social, oppure via mail a coccon@corila.it , fornendo la posizione del sito di nidificazione attivo e fotografie utili a verificare e documentare la segnalazione.
Il vademecum per le osservazioni
L’iniziativa consentirà anche di confrontare le osservazioni raccolte tramite Citizen science, così si chiama la campagna che vede protagonisti i cittadini, con i dati dei precedenti monitoraggi per valutare presenze/assenze e ricorrenze di coppie nidificanti stabili nel tempo. Per compilare correttamente l’osservazione e fornire un dato utile per la documentazione scientifica, Corila ha predisposto un breve vademecum dove viene sottolineato, tra le altre cose, che le osservazioni devono essere effettuate mantenendo una distanza di sicurezza, senza recare alcun disturbo agli animali e senza avvicinarsi ai nidi.

“Questa compagna – precisa Francesca Coccon – oltre a contribuire alla ricerca scientifica è significativa anche perché aiuta i cittadini ad avvicinarsi a una specie tanto discussa, ma che fa parte del quotidiano di Venezia e con la quale è necessario imparare a convivere. E’ essenziale insegnare l’osservazione delle specie urbane per sensibilizzare e contribuire ad aumentare rispetto e tolleranza verso la fauna selvatica urbana”.



