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L’Università di Padova compie 800 anni: una storia di cultura, libertà e impegno sociale

L’Università di Padova compie 800 anni: una storia di cultura, libertà e impegno sociale
Palazzo Bo, sede principale dell'ateneo padovano

E’ il quinto ateneo più antico d’Europa

Universa Universis Patavina Libertas: “Tutta intera, per tutti, la libertà nell’Università di Padova”.
Sono passati 800 anni da quando un gruppo di studenti e professori, staccatosi dall’ateneo bolognese, fondò sui valori della libertà e della cultura l’Università di Padova.
Un traguardo storico per la quinta università più antica d’Europa, la seconda in Italia, celebrato il 19 maggio con l’inaugurazione dell’800° anno accademico.
La cerimonia, iniziata da palazzo della Ragione, attraverso palazzo Moroni, per spostarsi nella storica sede di palazzo Bo, ha visto la partecipazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, della Presidente del Consiglio degli studenti Emma Ruzzon e del ministro dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa e della Disabilità Erika Stefani, insieme a rettori italiani e stranieri dei più prestigiosi atenei.
A dar loro benvenuto, la Magnifica Rettrice Daniela Mapelli, prima donna alla guida della prestigiosa istituzione, eletta lo scorso 18 giugno 2021 dopo il rettorato di Rosario Rizzuto.

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la Magnifica Rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli

Dall’inno universitario attraverso Elena Lucrezia Cornaro Piscopia,  Concetto Marchesi e la Sala dei quaranta

Hanno accompagnato le ritualità all’ingresso di palazzo Bo l’inno universitario Gaudeamus Igitur e la nuova composizione per l’ottocentenario del poeta Stefano Dal Bianco e del compositore Federico Gon, Oltre i secoli amica, diviso idealmente in due parti e che prende ispirazione dall’egloga Bucolica di Andrea Zanzotto; entrambi sono stati eseguiti dall’orchestra universitaria Concentus Musicus Patavinus.

L’intera celebrazione e gli interventi degli ospiti presenti hanno avuto come centro il valore della Libertà, nelle diverse declinazioni avute nella storia dell’ateneo e nel periodo che stiamo vivendo. Più volte è stato ricordato Concetto Marchesi, ex-rettore e ideatore del motto “Universa Universis Patavina Libertas”, dieci anni prima del celebre discorso durante l’inaugurazione del 722° anno accademico, l’8 novembre del 1943, il quale ispirò la Resistenza universitaria contro il regime fascista portando in dote, non senza sacrifici, la medaglia d’oro al Valor Militare (unica istituzione italiana ad essere insignita di questo riconoscimento).

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Concetto Marchesi, il rettore che sfidò il Fascismo nel 1943

Una forza morale e libertaria, quella espressa dall’Università di Padova, che l’ha accompagnata nel corso dei secoli, come ha ricordato nel suo contributo Maria Elisabetta Alberti Casellati “dal metodo scientifico a quello giuridico per arrivare all’accesso agli studi, simboleggiato da Elena Lucrezia Cornaro Piscopia – prima donna laureata al mondo nel 1678 – e che la portò a resistere tanto al Fascismo quanto all’Impero asburgico, durante i moti del 1848”.
Anche la rettrice, Daniela Mapelli, ha sottolineato la Libertà e l’Universalità dell’ateneo, secondo quei “valori universitari ispirati tanto dagli ospiti presenti quanto dalla comunità senza barriere simboleggiata dalla Sala dei Quaranta: i ritratti di altrettanti scienziati stranieri che studiarono e riportarono in seguito a Padova il loro sapere”. Caratteristica questa ripresa anche dalla Presidente del Parlamento europeo, Roberto Metsola: “Europa non è solo un’espressione geografica, ma una storia di cultura comune, fatta di conflitti ma anche di produzione artistica, di scambi commerciali, di scoperte, alla cui base vi sono le università europee, e tra queste Padova”.

L’Orto Botanico dell’università di Padova, patrimonio Unesco

Ma la Libertà va di pari passo con la fragilità: questo il punto focale della prolusione del professore di Storia contemporanea Carlo Fumian, dal titolo “Sopra ogni altra libertà”: apprendere, parlare e discutere secondo coscienza. Nel suo intervento, il professor Fumian ha ricordato quanto la Libertà sia precaria e in continua tensione tra il Potere e il Sapere, tra la Scienza e le istituzioni, riassumendo in pochi minuti 800 anni di storia: le resistenze universitarie, le conquiste sociali, la nascita della Scienza moderna con Galileo Galilei e gli scienziati naturalisti che per tre secoli hanno trovato casa nell’Orto Botanico di Padova, patrimonio Unesco come giardino universitario più antico al mondo.

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Uno scorcio dell’Orto botanico di Padova, il più antico giardino universitario al mondo

Mattarella: “La persona umile coltiva la verità”

“Registro con una certa soddisfazione la maggioranza di interventi femminili in questa celebrazione”. Queste le parole di esordio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha ripreso nel discorso del professor Fumian il valore dell’Umiltà, necessaria per mantenere il dubbio e lo spirito critico nella ricerca della Verità e della conoscenza, invitando a non cadere nella superbia: “Riprendendo un passo del libro del Siracide: L’antidoto per la superbia è la cultura. La persona umile cerca la verità, chi coltiva superbia è convinto di possederla”.
Sullo sfondo di ogni intervento è stata ricordata l’odierna situazione in Ucraina e l’aggressione subita ad opera dell’autarchia russa; un esempio questo di come, nonostante i secoli, la regressione sociale e culturale sia sempre in agguato. In questi termini si è espressa la Presidente Metsola: “Il mondo dopo il 24 febbraio è cambiato: l’Europa ha riaffermato la sua ragione d’essere, il perché dalle ceneri della Seconda guerra mondiale si è istituita politicamente l’Unione europea. Il popolo ucraino guarda all’Europa alla ricerca di sostegno e la solidarietà al popolo ucraino deve continuare, anche con scelte coraggiose che impediscano il finanziamento ai crimini russi. I sacrifici di oggi sono un investimento per la pace futura”.
La celebrazione si è conclusa con l’annuncio ufficiale, da parte della rettrice Daniela Mapelli, dell’apertura dell’800° anno accademico dell’Università di Padova, nuovamente sulle note del Gaudeamus Igitur. Un augurio per l’Università di Padova, che, come ricorda nei suoi gonfaloni sparsi per la città: Compio 800 anni. E ancora imparo.

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