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Turismo: Veneto prima regione turistica d'Italia

Turismo: Veneto prima regione turistica d'Italia
Punta San Vigilio, Lago di Garda

I dati della Regione: toccati 21,1 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze. 2023 anno da record

Il 2023, concordano tutte le analisi, è stato l’anno del definitivo rilancio del turismo in Italia, con numeri che sono tornati a superare i dati registrati nel 2019, ultimo anno pre-Covid.
A confermare la ripresa, dopo gli studi presentati a inizio anno, arrivano adesso anche i primi dati ufficiali. Per esempio, quelli del Veneto, confermatosi prima regione turistica del Paese, con valori che, ha sottolineato il presidente della Regione, Luca Zaia, illustrando le statistiche “mai avevamo registrato nella storia del turismo veneto.

Il presidente della regione Veneto Luca Zaia

Il 2023 da record del Veneto

Lo scorso anno, in Veneto, si sono registrati 21,1 milioni di arrivi e quasi 72 milioni di presenze. Una crescita evidente se si pensa che, sempre con i dati migliori d’Italia, lo scorso anno nella regione si erano superati i 18 milioni di arrivi (con un +53% rispetto al 2021, ancora condizionato dalle limitazioni agli spostamenti) e 65,9 milioni di presenze (+30,2% su base annua).
A spingere la performance da record sono stati soprattutto i turisti stranieri, la cui quota sul totale è salita al 70%, con un incremento di arrivi (+24,3%) e presenze (+13%) rispetto al 2022.
Guardando ai singoli Paesi di provenienza, Zaia ha sottolineato soprattutto il +16,5% degli americani rispetto al 2019 e il +11,4% di presenze tedesche, sempre le più numerose, confrontando i dati con il pre-pandemia.

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I turisti provenienti dalla Germania continuano a scegliere in particolare (38,4%) il lago di Garda, poi Cavallino-Treporti (13,1%), Venezia (10%), Bibione (9,1%), Verona (6,2%) e Jesolo-Eraclea (6,1%).
Tra le altre Nazioni, molto buoni anche i dati di Austria (+8,2%) e Olanda (+5,3%).

Le tendenze e la varietà dell’offerta veneta

Tra le tendenze, il presidente del Veneto sottolinea la sempre crescente ricerca, da parte dei turisti, di “un rapporto più intenso con la natura”. Questo, prosegue Zaia, si traduce “nella preferenza per le strutture ricettive extralberghiere e in numeri significativi per il comparto open air”.

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Turismo all’aria aperta che, da solo, vale circa 20 milioni di presenze.
Nelle città d’arte i turisti prediligono invece bed&breakfast e locazioni turistiche rispetto alla ricettività tradizionale.
La preferenza per le strutture ricettive extralberghiere, analizza l’assessore veneto al Turismo, Federico Caner, si lega anche al rapido aumento negli ultimi anni della disponibilità delle stesse sul territorio.
“Oltre al settore extralberghiero che cresce a livello globale – afferma Caner – molti dei primati sono dovuti alla capacità d’innovazione delle nostre strutture più tradizionali”, che restano fra le prime scelte in Europa per qualità.

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Il “segreto” della prima regione turistica d’Italia è però, secondo Zaia, “un’offerta unica, variegata e di qualità, con destinazioni emergenti che contribuiscono ad affermarci in tutto il mondo”.
A trainare l’economia turistica del Veneto non è infatti un solo comparto, ma l’intero ventaglio dell’offerta: spiagge, laghi, montagne, città d’arte, terme e luoghi patrimonio dell’umanità.

Il turismo in Italia nel 2023

Allargando la prospettiva all’intero Paese, i primi dati sul turismo 2023 erano stati presentati già il 1° gennaio dal Centro studi turistici di Firenze in una ricerca effettuata per Assoturismo Confesercenti.
Relativamente alle presenze nelle strutture ricettive, il totale è risultato pari a 445,3 milioni, con un incremento del +8,1% rispetto al 2022, ma superiore anche ai 436,7 milioni del 2022. Anche in questo caso, era emerso l’effetto-traino dei turisti stranieri: 228,5 milioni, con un + 13,7% dall’anno precedente.

passeggiata a cavallo in spiaggia al Lido di Venezia

Alla Bit di Milano di inizio febbraio, poi, era stato presentato un più ampio studio realizzato da Isnart per Enit-Unioncamere. Comprendendo strutture ricettive e abitazioni private, il numero di presenze è stato così stimato in 851 milioni, con un impatto economico sui territori di 84,5 miliardi di euro.
Rispetto al 2019, nel 2023 è per esempio cresciuta, di un +3,8%, la quota di occupazione delle camere, arrivata al 51%, con 7 imprese ricettive su 10 che hanno dichiarato di aver chiuso l’anno con un utile di bilancio.

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Colline del Prosecco, Treviso (Veneto)

Anche in questo, sicuramente, influisce l’andamento della domanda internazionale (+10% sul 2019 e +7% nel confronto col 2022), visto che i turisti stranieri hanno una maggiore propensione alla spesa: 68 euro al giorno contro 62 degli italiani. Pur con un aumento del +2,7% rispetto al 2022, i flussi sono restati invece ancora al di sotto del record del 2019. Anche se, ha dichiarato nell’occasione il presidente di Isnart, Loretta Credaro, “il 2024 si preannuncia un anno molto positivo”.

Alberto Minazzi

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Tag:  turismo, Veneto