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Street Art: sette murales italiani nella classifica dei più belli del mondo

Street Art: sette murales italiani nella classifica dei più belli del mondo
Vera Bugatti e la sua opera a Adria (RO) "Riflettere ancora"

Un’app raccoglie l’elenco dei 100 murales del “Best Street Art 2022 Awards”.
C’è tempo fino al 31 gennaio per votare il migliore

La Street Art cambia le nostre città.
Realizzata con bombolette spray e rulli, arte normografica, adesivi artistici, proiezioni video e sculture, colora gli spazi urbani trasformandoli in veri e propri musei a cielo aperto.
Accade in tutto il mondo, dove sono sempre più numerosi i murales che incantano per la loro bellezza.
E oggi concorrono al “Best Street Art 2022 Awards”, il concorso che ne decreterà il vincitore.
La piattaforma Street Art Cities ha selezionato le cento opere più belle tra le quali sette sono state realizzate nel nostro Paese.
Ora toccherà alla “giuria popolare” scegliere tra queste per decretare la vincitrice.
Tramite l’app Street Art Cities da scaricare o direttamente dal sito, è possibile infatti votare entro il 31 gennaio la migliore opera di Steet Art tra le 100 selezionate in 92 città di 30 Paesi del mondo.
Tra le facciate dipinte a rulli e spray di Buenos Aires, Tilburg e Le Mans ci sono anche i murales di Adria, in Veneto, di Mantova, in Lombardia, di Cefalù e Palermo, in Sicilia, di San Pietro Magisano, in Calabria, di Taranto, in Puglia e di Uras, in Sardegna.

“Riflettere ancora”, il murales veneto dedicato all’unicità e alla diversità

E’ di Vera Bugatti l’opera che si trova a Adria, in provincia di Rovigo.
Nella composizione “Riflettere ancora” spiccano due figure femminili in uno spazio angusto. Al centro vi è una giovane donna con in mano uno specchio e lo sguardo rivolto all’osservatore mentre in primo piano una bambina con una vecchia sciarpa osserva lo specchio e i suoi riflessi tenendo in mano una mela e un biglietto.
L’opera, che si può ammirare in Borgo XXV Luglio, sulla grande facciata interna del condominio Ater è stata realizzata grazie al Festival itinerante DeltArte, a cura di Melania Ruggini. L’artista l’ha creata in una decina di giorni e dedicata alle donne iraniane e al loro coraggio, ma anche agli uomini che le stanno appoggiando.

Un particolare dell’opera di Vera Bugatti

Le due figure nel grande murales potrebbero essere sostanzialmente la medesima persona, in due fasi della vita. La chiave di lettura dell’opera è nello specchio, che riflette, per rispondere a delle domande.

Chi vediamo davvero attraverso vari e molteplici schermi riflettenti? Se l’apparenza continua a essere schiavitù, soprattutto femminile, cosa resta davvero della nostra unicità? In fondo, riflettere ha molteplici significati. E’ rimandare la luce o anche costituire una conseguenza o un effetto ma allo stesso tempo continuare, volgere la mente su un oggetto e riconsiderarlo attentamente. Il frutto nelle mani della piccola è simbolo di riscatto e perdizione ma anche ricordo di un tempo di difficoltà economiche e sacrifici che hanno segnato il luogo che ospita il lavoro.

La Street Art di Vera Bugatti

Vera Bugatti è una Street Painter nata a Brescia nel 1979 che dal 2008 ha iniziato un percorso artistico che si è espresso in diversi stili. Tra le sue realizzazioni si trovano murales, lavori su strade e marciapiedi, su tela e installazioni utilizzando vari materiali, dai più classici ai gessetti, chiodi, fil di ferro e specchi. Dalle opere realizzate in grande dimensioni a quelle più piccole sono tutte accumunate da giochi di prospettiva, un utilizzo di colori molto accesi e contrastanti e soggetti che sembrano provenire da sogni. I suoi lavori si basano sull’onirico e il surreale.

Vera Bugatti al lavoro per realizzare la sua opera a Adria

«Servono anni per accettare completamente la nostra unicità come risorsa – precisa Vera Bugatti -. Per certi aspetti la diversità non esclude la somiglianza ma spesso si rifugge dal primo aspetto per adagiarsi in una zona confortevole e stereotipata che mette meno in gioco. L’omologazione culturale e la difficoltà di reperire modelli identitari di riferimento rappresentano fattori di disagio psico-relazionale, soprattutto negli adolescenti. Lo standard snatura e forza l’essenza della persona, mentre l’unicità autentica rende possibile l’arricchimento reciproco e fa nascere sinergie».

Le altre opere italiane selezionate

E’ donna anche la protagonista del murales dello street artist Mauro Patta, in gara “Sa Festa“, un omaggio al paese sardo di Uras, in Sardegna.
E’ raffigurata nell’ abito tradizionale del posto e con la testa coperta da un fazzoletto ricamato che esalta il profilo del suo volto.

@Mauro Patta

Per alcuni anni pittore di porcellane alla manifattura Richard-Ginori di Sesto Fiorentino, Patta si dedica oggi interamente alla sua arte, che l’ha fatto diventare uno degli street artist più richiesti in Italia.

E’ opera del torinese Vesod Brero, figlio d’arte del pittore surrealista Dovilio Brero,  il cigno “Psiche”, realizzato a Mantova.

Street art cities @Best of 2022

Brero è molto apprezzato nel mondo per l’approccio multidimensionale dei suoi murales.
A Taranto spicca “L’amore è più forte della morte” di JDL a cura del Progetto Trust. Si tratta della quarta parete dedicata alla mente del padre dell’artista, recentemente scomparso.

Street art cities @Best of 2022

A Palermo è stato selezionato “La ragazza del futuro” ispirato alla canzone omonima del cantante Cesare Cremonini. Un progetto dedicato a tutti i giovani italiani per dire che con la musica si possono superare le barriere.

Street art cities @Best of 2022

A Cefalù invece si trova “Controcorrente” di Andrea Buglisi. E’ un paesaggio sottomarino realizzato sulla facciata di un piccolo palazzo con forme e colori che ricordano il mare.

fantastico

In Calabria l’opera di Claudio Chiaravalloti si intitola “Luce a San Pietro”, una bellissima bambina che guarda alla propria luce che tutti dovremmo trovare.

Street art cities @Best of 2022

 

Silvia Bolognini

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