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Smart working: le novità da settembre

Smart working: le novità da settembre

Nuove regole rendono più semplice questa modalità lavorativa per le aziende

Smart working, si cambia. Dall’ 1 settembre entreranno in vigore le nuove regole che disciplineranno il lavoro agile.
Le norme, introdotte con il decreto semplificazioni pubblicato dopo Ferragosto in Gazzetta Ufficiale, sono state rese operative da un decreto ministeriale firmato dal ministro del lavoro Andrea Orlando. Di fatto, dopo il largo utilizzo durante il periodo di lockdown, il lavoro agile entrerà a regime in modo strutturale.

Ritorna l’accordo individuale, comunicazioni semplificate

La modifica della legge 122/2022 prevede alcune novità che scatteranno tra una settimana. Dall’ 1 settembre per poter svolgere il lavoro agile si ritorna innanzitutto all’accordo individuale.
Ciò significa che i datori di lavoro non dovranno comunicare al Ministero del lavoro l’adesione dipendente per dipendente. Basterà infatti inviare in modo semplificato i nominativi per via telematica.

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Il nuovo modello di comunicazione sarà utilizzato anche per gli aggiornamenti di vecchi contratti di lavoro agile. L’imprenditore non dovrà quindi allegare alla comunicazione il relativo accordo individuale, ma va conservato per cinque anni.
La nuova comunicazione sarà fatta on line tramite autentificazione Spid e Cie.
Assieme all’elenco dei dipendenti che lavoreranno in modalità agile sarà necessaria la data di inizio e di cessazione delle prestazioni in smart working per ciascuno di loro. I dati delle comunicazioni saranno a disposizione dell’Inail ai fini della tutela dell’assicurazione sugli infortuni per i lavoratori agili disciplinata dall’art. 23 della categoria.

Sanzioni in caso di mancata comunicazione

Alle imprese viene dunque chiesto solo di comunicare l’elenco dei dipendenti che hanno firmato l’accordo individuale per lavorare in parte in presenza, in parte in smart . I lavoratori che non sottoscriveranno alcun accordo lavoreranno in presenza. Tecnicamente – spiega il Ministero del Lavoro – è stato riformulato l’articolo 23 della legge 22 maggio 2017. Disposizione che prevede, tra le altre cose l’obbligo della comunicazione dello smart working da parte dei datori di lavoro sia in caso di stipulazione della modalità agile sia in caso di modifiche della stessa. Con l’entrata in vigore delle nuove modalità, in caso che questa venga a mancare, si applicheranno sanzioni alle aziende che vanno da 100 a 500 euro per lavoratore.

«L’esigenza di semplificazione del lavoro agile – precisa il ministro del Lavoro Orlando – nasce dalla necessità di rendere strutturale una procedura già ampiamente sperimentata nel periodo di emergenza per la pandemia. In questo modo si snelliscono le procedure per i datori di lavoro e non si aggravano gli uffici ministeriali di adempimenti amministrativi ritenuti non necessari».

Silvia Bolognini

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