“L’Amore Conta. Racconta l’Amore”. Partecipa anche tu: fino al 28 febbraio puoi raccontarci la tua storia d’amore.

Ogni amore è speciale a modo proprio. Gli amori sbocciati a Venezia sono speciali anche per il contesto in cui sono nati. La storia ci racconta di amori romantici e lussuriosi, di amori crudeli e di amori tormentati.

Ma quanti amori sono nati a Venezia? Davanti a emozionanti tramonti, sotto la luce fioca degli storici lampioni, nelle strette viuzze che a Venezia si chiamano calli, sono state fatte le più appassionate dichiarazioni d’amore.

Metropolitano.it, ha pensato di festeggiare San Valentino ricostruendo le tante storie d’amore di tutti voi.

A partire da oggi e fino alla fine del mese, infatti, collegandovi alla nostra pagina facebook o scrivendo a redazione@metropolitano.it , potrete raccontarci la vostra storia d’amore.

La più emozionante, quella più toccante o anche la più allegra e simpatica sarà premiata con la pubblicazione sul nostro giornale. Per la coppia vincitrice ci sarà anche una sorpresa… Metropolitano.it, infatti, vi regalerà un’esperienza che vi piacerà senza dubbio e che unirà il vostro amore a quello che provate per la città in cui vi siete incontrati: Venezia.

Proprio qui, si sono innamorati il giovanissimo poeta Ugo Foscolo e la nobile veneta Isabella Teotochi Albrizzi, il vate Gabriele D’Annunzio e l’attrice Eleonora Duse, il massimo esponente del romanticismo inglese Lord Byron e Marianna Segati. Tutti amori diversi, infuocati e passionali, delicati e crudeli.

SCANDALO E LUSSURIA

Era il 1816 quando il barone Lord Byron, uno dei più illustri poeti inglesi, arrivò a Venezia. Aveva 30 anni, era  un dandy e si vantava di aver già posseduto duecento donne.  Nei tre anni in cui ha alloggiato nel suo appartamento sul Canal Grande, in effetti, secondo le cronache, di donne ne sono passate moltissime. L’amore con Marianna è nato in Calle della Piscina, al civico 1673 della Frezzeria , dove il marito aveva un negozio di merceria.  Quello di Lord Byron e di Marianna fu un amore focoso e passionale, che unì scandalo e lussuria in barba al marito, il cui negozio, per ironia della sorte, pare si chiamasse “Il Corno”.

Secondo gli usi di Lord Byron, non durò molto a lungo e non fu mai un amore fedele. Libertino, il poeta inglese non si negò mai nulla e di certo non andava tanto per il sottile. A Palazzo Mocenigo, dove viveva, ha aperto le coltri a nobildonne, popolane e molte meretrici. Se ne tornò in Inghilterra alleggerito nelle tasche e anche del suo titolo di barone, che vendette per far fronte alle sue scorribande.

AMORI ROMANTICI

Fu un amore struggente, nutrito dal vagheggiamento, dalla sublimazione e dal  desiderio quello tra Ugo Foscolo e Isabella Teotochi Albrizzi. 

Il poeta era poco più che un adolescente quando la conobbe.   Isabella era una nobildonna trentacinquenne mondana e sicura di sé. Usava invitare nel suo salotto veneziano poeti e artisti. Tra Pindemonte, Cesarotti, Byron, Canova e Alfieri, c’era anche  Ugo Foscolo. Non mancava a un appuntamento pur di vederla e si muoveva tra il suo salotto in laguna e Villa Albrizzi, sul Terraglio. Isabella fu per lui una meteora. Durò poco la storia fra il diciassettenne Foscolo e la matura Isabella. Ma rimase nel cuore del poeta con la nostalgia e la tenerezza che desta un primo amore tormentato e vivo.

AMORI CRUDELI

Dell’amore tra il vate Gabriele D’Annunzio e l’attrice Eleonora Duse conosciamo tutti la conclusione, drastica e dura, documentata dal romanzo “Il Fuoco”.

Fuoco che arde e che si spegne, che brucia alimentato dalla gelosia e che viene  sopito dai tradimenti. Il Vate conobbe la Duse quando aveva trent’anni. Lei ne aveva cinque in più, ma non si notava. Eleonora era molto bella e radiosa, lui piccolo e riccioluto, ma con un grande carisma. La loro storia iniziò con uno scambio epistolare. Eleonora era già l’attrice teatrale più affermata in Italia, viaggiava molto. Si fermò davanti al suo amore per D’Annunzio. Un amore senza riserve, costellato di tradimenti e anche di una truffa, visto che la Divina si ritrovò a dover pagare numerosi  creditori, con i quali il Vate aveva  aperto, senza saldarli, molti debiti.

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