Remdesivir anti Covid: via libera dell’Agenzia europea del farmaco

remdesivir

Le sperimentazioni in Italia coordinate dall’Università di Verona

Il dado è tratto. Il primo passo verso una gestione del coronavirus, soprattutto nell’eventualità di una seconda ondata, sta tutto nella prima approvazione giunta per l’utilizzo di Remdesivir per il trattamento delle polmoniti da coronavirus.
L’antivirale sviluppato per curare l’Ebola ma sperimentato nell’ambito del progetto OMS “Solidarity” per contrastare il coronavirus, sta dando ottimi risultati.
Il via libera da parte dell’Agenzia europea del farmaco non autorizza ancora la commercializzazione di Remdesivir ma rappresenta un passaggio obbligato verso la stessa.
“In realtà la sperimentazione continua nei centri dedicati perché non ci sono ancora evidenze definitive – chiarisce la direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, Dipartimento di Diagnostica e Sanità Pubblica dell’Università di Verona Evelina Tacconelli – Questo antivirale si  è rivelato il farmaco più promettente e l’unico con risultati preliminari in studi randomizzati e controllati”.

Solidarity: una sperimentazione mondiale

Il Remdesivir non è l’unico farmaco, tra quelli autorizzati dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), sperimentato nella nostra regione.
Sono infatti quattro i trattamenti provati nei vari Paesi secondo le prescrizioni dell’OMS.
All’antivirale che più sembra contrastare il virus si aggiungono infatti gli antimalarici Clorochina e Idrossiclorochina, gli antivirali Ritonavir e Lopinavir o combinazione ritonavir/lopinavir e interferone beta.
In Italia sono 32 i centri clinici attivi in questo progetto ma la coordinazione a livello nazionale fa capo a Verona.
Nel mondo sono stati sottoposti alle cure sperimentali di Solidarity circa 5000 pazienti. In Italia il Remdevisir è stato utilizzato per la cura di  un centinaio di persone.
Altri farmaci sono stati impiegati nell’altro progetto di sperimentazione OMS “Arco”, dedicato a pazienti con sintomi lievi e che non necessitano di ospedalizzazione.
Per questi sono state sperimentati antivirali classici come la Clorochina e Avigan.

Remdesivir: cos’è e come funziona

Il farmaco, al di là degli studi clinici, è stato fin qui utilizzato anche per uso compassionevoli. Ovvero per il trattamento in emergenza di singoli pazienti affetti da Covid-19 in gravi condizioni e senza valide alternative terapeutiche.
Il via libera europeo si lega al riscontro di una certa efficacia del Remdesivir.
La molecola, somministrata per via endovenosa, è in grado infatti di aiutare la respirazione dei pazienti.
Il dossier dell’Ema è stato inviato ora alla Commissione europea, chiamata a dare l’avallo definitivo, prima di passare all’approvazione anche da parte dell’AIFA.
La raccomandazione dell’Agenzia europea è quella di autorizzare l’immissione in commercio per pazienti di almeno 12 anni di età.
L’azienda produttrice sta intanto lavorando per ottenere una versione del farmaco che possa essere assunta per inalazione.

“Continuando con questo trend prima dell’inverno si dovrebbe avere una risposta definitiva  – dice la coordinatrice della sperimentazione in Italia Evelina Tacconelli – Nel malaugurato caso di una seconda ondata di contagi questo lavoro potrebbe quindi rivelarsi essenziale non solo per la gestione della malattia ma anche per la cura della stessa”.

 

 

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