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Porto Marghera tra progetti, sviluppo sostenibile e nuovi posti di lavoro

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Dopo anni di chiusure degli impianti produttivi e di recessione, inizia una nuova fase per Porto Marghera.
Il polo industriale veneziano oggi infatti rilancia.
Lo fa puntando su progetti all’avanguardia e tracciando un nuovo percorso che guarda attento all’economia circolare e alla green economy.
Mentre sono ancora aperti i termini (la scadenza è fisssata al 15 aprile) per l’invio all’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa  delle “iniziative imprenditoriali per la riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa di Venezia”, altri progetti importanti hanno già avviato il loro iter per arrivare alla realizzazione.
L’obiettivo comune sta nel riavviare lo sviluppo economico di Porto Marghera creando nuova occupazione in un’ottica sostenibile.

 

Raffineria di Porto Marghera

Il vecchio Polo, sito di bonifica e di archeologia industriale di interesse nazionale, sembra d’altra parte aver rinnovato la sua attrattiva.
Gli investitori motivati non mancano, tanto che già in chiusura 2018 si contavano ben 59 progetti di riqualificazione per un valore di circa 600 milioni di euro e mille nuovi posti di lavoro. Ora si è in attesa di capire quanti di questi e dei nuovi già pervenuti  otterranno l’ok degli enti preposti.
Per la rinascita e lo sviluppo economico di Porto Marghera lo stesso Governo ha già assunto un impegno finanziario di 20 milioni di euro ai quali si aggiungeranno ulteriori 6,7 milioni di euro destinati dalla Regione all’occupazione.

Progetti all’avanguardia in Europa

Nel frattempo due importanti progetti, all’avanguardia non solo in Italia ma in tutta Europa, stanno avanzando nell’iter delle autorizzazioni.
Il primo, che fa capo a Edison, prevede la realizzazione entro il 2022 di una supercentrale elettrica.
Il secondo, di Syndial e Veritas, punta alla realizzazione a Porto Marghera di un impianto di trasformazione dei rifiuti urbani in carburanti di ultima generazione.

La supercentrale

Con la nuova centrale di Marghera Levante Edison sostituirà la generazione di energia a carbone con un ciclo combinato innovativo.
Non solo la nuova centrale, con la sua turbina a gas GT36 di classe H ad alta efficienza aumenterà l’attuale rendimento elettrico portandolo dal 50% al 62,7% con fonti rinnovabili ma, soprattutto, ridurrà in modo sostanziale le emissioni inquinanti.
Le stime indicano infatti il 40% in meno di produzione di CO2 e il 70% in meno di emissione di ossidi di azoto.
L’investimento per la realizzazione della nuova centrale è di 300 milioni di euro.
Il nuovo impianto, che sostituirà i due gruppi di generazione elettrica ora attivi, porterà a 600 nuovi posti di lavoro.

La trasformazione dei rifiuti in carburanti

Veritas e Syndial hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a realizzare un prototipo industriale in un’area del petrolchimico di Porto Marghera.
“Waste to fuel”, così si chiama il prototipo, consente di trasformare i rifiuti in bio-olio e bio-metano. ovvero in combustibile, privo di zolfo, per i mezzi navali.
Dai rifiuti umidi provenienti dalla raccolta differenziata, inoltre, può ricavare l’acqua, risorsa che sarà usata per usi industriali e irrigui.
La realizzazione del progetto è condizionata dall’ottenimento delle autorizzazioni.
Syndial e Veritas stimano di poter comunque investire circa 60 milioni di euro.
L’area in cui potrà sorgere è già bonificata e di proprietà di Syndial, che realizzerà e gestirà l’impianto.
La tecnologia “Waste to fuel” è invece del Centro Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente.
La stessa Eni a Porto Marghera ha già convertito la raffineria in bioraffineria nel 2014.

Venezia ha fatto dell’economia circolare uno dei suoi punti di forza e non è certamente un caso che le sia stato riconosciuto il primato a livello nazionale per quantità di rifiuti differenziati raccolti in un anno –ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro- Così dimostriamo di avere tutte le carte in regola per essere un esempio virtuoso di come si possano generare nuove fonti energetiche”.

 

1 commento su “Porto Marghera tra progetti, sviluppo sostenibile e nuovi posti di lavoro”

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