Parla veneto il difensore delle balene

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Il veneziano Sandro Mazzariol, docente universitario a Padova, eletto dalle Nazioni Unite a capo della commissione sui cetacei

Trasformare una passione in lavoro, lavoro che è diventato una missione e missione che è stata riconosciuta di importanza mondiale. Sandro Mazzariol, 42enne veneziano ricercatore in Patologia generale e Anatomia patologica all’Università di Padova, da anni si dedica alla salvaguardia dei cetacei nelle loro migrazioni da oceano a oceano evitando i terribili spiaggiamenti. È stato eletto capo dello Stranding Working Group, uno dei gruppi chiave della “Commissione baleniera internazionale” all’interno delle Nazioni Unite, che si occupa della salvaguardia delle balene e del management dell’industria baleniera nel mondo.

Un riconoscimento di alto livello in questo settore che non ha fatto adagiare il ricercatore veneto sugli allori, anzi. Con la passione e la grinta di sempre, Sandro Mazzariol ha fatto crescere un team di lavoro tra i più specializzati, con il quale gira il mondo portando a termine il suo obiettivo. «All’inizio – ricorda Mazzariol – avevo scelto di dedicarmi alla ricerca dei nuovi materiali, ma mi sentivo lontano dalle mie passioni: il mare e la vita. Sono cresciuto in un laboratorio di biologia tra microscopi e provette con mio padre che mi ha instillato la necessità di lottare per un ambiente migliore, per dedicarsi alla difesa del nostro territorio e della vita, mentre mia madre mi ha trasmesso l’amore per la natura e gli animali. Crescendo, mi sono dedicato alle lotte ambientaliste e queste esperienze mi hanno portato a scegliere la medicina veterinaria e a dedicarmi allo studio delle specie in via di estinzione. Dopo la tesi sui cetacei sono riuscito, nonostante mi dicessero che non c’era spazio per lavorare sui cetacei in veterinaria, a portare a termine il dottorato su sviluppo di nuove terapie per salvare questi animali. Grazie anche a Bruno Cozzi, ordinario di Anatomia veterinaria ed esperto di cetacei, sono riuscito a entrare in questo mondo».

Dagli inizi, in cui Mazzariol si muoveva da solo con la sua auto e i coltelli di casa per fare le autopsie, ora il suo gruppo ha a disposizione tre mezzi e un laboratorio mobile dotato anche di droni e persone dedicate. «Il gruppo che si è creato è un insieme di esperti sugli spiaggiamenti di tutto il mondo: siamo in 14 e andiamo dalle Hawaii alle Filippine, passando per i continenti americani, l’Europa e il Medio Oriente. La nostra funzione è supportare nella formazione e nelle emergenze Paesi che non hanno la fortuna di avere una struttura interna dedicata a una risposta immediata e competente, coadiuvando con i nostri laboratori chi ha dubbi e mancanza di conoscenze e intervenendo in caso di emergenze gravi ed estese. Lo spiaggiamento porta a riva tutto ciò che succede nel mare e che arriva al mare. È quindi un termometro della salute del mare; ma non dobbiamo dimenticare che, da medici veterinari, noi valutiamo la salute degli animali e può essere, come spesso accade, che questi muoiano per malattie e vecchiaia o per altre cause naturali. Non è sempre colpa dell’uomo, anche se ci mettiamo spesso lo zampino».

Con il suo lavoro, Sandro Mazzariol opera davvero su vasta parte del globo terrestre, ma non dimentica che, per arrivare al grande bisogna quasi sempre partire dal piccolo. Insieme alla moglie ha quindi creato anche un’azienda agricola biologica costruendo una filiera di cereali sostenibile. «Ritengo che il prendersi cura della terra e delle persone non passi solo attraverso azioni eclatanti ma anche all’impegno quotidiano: cambia te stesso per cambiare il mondo».

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