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Gaslini di Genova, Castagnola: «Il virus corre tra i bambini»

Gaslini di Genova, Castagnola:  «Il virus corre tra i bambini»
Elio Castagnola, direttore UOC Malattie Infettive Gaslini Genova

Da nessun neonato in terapia intensiva agli attuali 3 ricoverati dell’ospedale di Pescara e ai passati altri 3 dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova. Che conta 188 bambini ricoverati per Covid da inizio pandemia.
Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, da marzo 2021 a questi primi giorni del 2022, il numero di bambini positivi risulta almeno di 10 volte superiore.

Dagli adulti ai bambini

«Il virus corre veloce tra i bambini – rileva Elio Castagnola, responsabile UOC Malattie Infettive, medico chirurgo e specialista in Pediatria e malattie Infettive del Gaslini di Genova – Attualmente non abbiamo piccoli in terapia intensiva e i 5 bambini positivi in età tra 3 e 4 mesi, nati da mamme non vaccinate in gravidanza, non evidenziano situazioni gravi. Versa invece in condizioni serie un sedicenne».

bambini
Il reparto di pediatria del Gaslini di Genova

In terapia ventilatoria, a meno di un  mese di vita

A Pescara, sono invece in terapia neonatale intensiva tre piccoli, positivi nonostante abbiano meno di un mese di vita.
Sono sottoposti a terapia ventilatoria, hanno febbre e difficoltà respiratorie.
Con loro, un altro bambino di 9 mesi ha una polmonite interstiziale. E la Società Italiana di Neonatologia (Sin) segnala che, da inizio pandemia, avendo il covid colpito molte gestanti, sono aumentati anche i parti prematuri. Dell’11,2%.

Dal primo appello all’impennata dei contagi

«La vaccinazione è l’arma migliore che abbiamo per abbattere il dilagare dei contagi – dice a questo proposito Elio Castagnola -. Invito le future mamme a vaccinarsi perché il periodo di gravidanza è a rischio malattia grave se ci si infetta. Vaccinandosi, mettono al riparo anche i cuccioli».
Un appello che il direttore del Dipartimento Malattie Infettive fa da inizio novembre, quando per la prima volta aveva messo di fronte al rischio di ritrovarci oggi a fronteggiare tre epidemie concomitanti: il Covid, il virus sinciziale e l’influenza.
Poi era arrivata la prima impennata della curva dei positivi tra i bambini.
Tra il 15 e il 21 novembre, se tra gli adulti, in Liguria, si erano registrati 125 casi per 100 mila abitanti, tra i bambini in età compresa tra i 5 e gli 11 anni i casi sono stati 375. Il triplo.

Con omicron un ulteriore aumento

Da quando la popolazione adulta è stata messa al riparo, dunque, il virus ha iniziato ad attaccare la “popolazione pediatrica”, quei giovanissimi e bambini che ancora non erano o non sono stati vaccinati.
Ora, la variante Omicron sta determinando un ulteriore aumento di contagi. E l’età di chi viene colpito si riduce ulteriormente, arrivando a una categoria di popolazione molto esposta alle infezioni e del tutto priva di immunizzazione, cioè i neonati e i piccoli in età pediatrica.

Il vaccino un’arma efficace anche nei più piccoli

Dal monitoraggio del Gaslini risulta che la fascia d’età 5-11 anni, quella per la quale è stato recentemente dato il via libera alla vaccinazione, è ancora quella a più elevata.
«Anche se è presto per avere numeri che dimostrino l’effetto dell’impiego del vaccino in questa fascia d’età, i benefici superano di gran lunga i rischi, in particolare nei bambini con condizioni che aumentano l’esposizione al Covid grave – rileva Castagnola -. Il vaccino rappresenta un fattore di protezione dalle complicanze dell’infezione che, pur se meno gravi rispetto agli adulti, possono comunque esserci».

MIS-C nei bambini

Tra queste, la Sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C).
Da inizio pandemia a oggi il Gaslini ha individuato 29 casi nei bambini di età media di 4 anni (range 9 mesi – 16 anni).
Si tratta di una condizione clinica severa, con coinvolgimento di cuore e intestino, con un’incidenza nella popolazione pediatrica generale circa 5-10 volte superiore a quella di altre malattie gravi quali rispettivamente tubercolosi e meningite meningococcica.
Nei soggetti positivi al Covid è invece di circa 200 casi su 100 mila.
Questa complicanza del Covid insorge mediamente a distanza di quattro settimane dall’infezione. Pur avendo un’evoluzione benigna, richiede un trattamento ospedaliero per almeno due-tre settimane e, in alcuni casi, terapie immunosoppressive.

Silvia Bolognini

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