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Ambiente: l’ecosistema si rigenera dove il mare sprofonda

Ambiente: l’ecosistema si rigenera dove il mare sprofonda
Mare Adriatico con glider in azione

Si verificano in mare Adriatico, tra la Puglia e la costa della Croazia.
E rappresentano un evento eccezionale e particolarmente importante, perché consente il ricambio di ossigeno e origina nuova linfa all’ecosistema.
Il fenomeno avviene una volta all’anno nei mesi di gennaio/febbraio.
In pratica si tratta della formazione di vortici dove la densità del mare genera un moto verticale che fa scendere le acque per più di 700 metri in una fossa profonda circa un km per poi farle risalire.
Nel compiere questo viaggio l’ossigeno delle acque superficiali viene trasportato in profondità e i nutrimenti di cui sono ricche quelle in profondità ritornano in superficie.
A studiare la dinamica verticale delle masse d’acqua è da circa una decina di anni l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste.

Il rimescolamento delle masse d’acqua che rigenera l’ecosistema

Ci sono pochi posti al mondo in cui si verifica questo meccanismo di dinamica delle masse d’acque verticale. Le aree coinvolte sono alcuni mari prospicienti la Groenlandia e l’Antartide, mentre in Mediterraneo si verifica nell’area antistante la costa francese.

Ambiente marino in profondità

«Per quanto riguarda l’Adriatico – spiega la ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste Elena Mauri – si tratta di un fenomeno, fino ad ora solo teorizzato, che stiamo monitorando in un’area di un centinaio di km quadrati, per comprendere al meglio il meccanismo che lo genera. In pratica in alcuni periodi dell’anno l’abbassamento della temperatura assieme alla salinità rendono l’acqua più densa e pesante.

Elena Mauri

Nel sud Adriatico questa situazione fa sì che la massa d’acqua sprofondi dalla superficie fino a trovare un’altra densità di pari grado che ne determina l’arresto della discesa. Si formano dei vortici a forma di cono che, raggiungendo 700/800 metri di profondità rimescolano l’acqua verso il basso consentendo la rigenerazione dell’ecosistema».

I glider preziosi alleati nel monitoraggio dei vortici

«Gli studi che l’Istituto di Trieste sta portando avanti – sottolinea Elena Mauri – si avvalgono di particolari e innovativi strumenti che permettono di avere moltissime informazioni. Sono i glider, droni sottomarini pilotati remotamente da computer. Grazie a questa tecnologia innovativa siamo in grado di avere dati in tempo reale e senza recarsi sul posto con indubbio risparmio in termini di energia e di costi se si pensa a cosa comporterebbe muovere persone e mezzi per compiere questi rilevamenti. Ne abbiamo in dotazione 4, due per i rilevamenti costieri, due per quelli in profondità».

Glider

Utilizzando i glider si raccolgono dati di temperature, salinità, ossigeno, clorofilla e altri parametri nelle colonne d’acqua dalla superficie fino a 1000 metri di profondità lungo un percorso che va da Bari a Dubrovnik.
La campagna di monitoraggio svolta nell’inverno 2021 ha permesso di rilevare che in Sud Adriatico il meccanismo di mescolamento si discosta rispetto a quelli che succedono in altre parti del mondo essendo strettamente legato alla composizione fisica delle acque e alle condizioni metereologiche locali.

In inverno, durante determinate condizioni meteo, i glider hanno visto riempirsi il mare di coni che si estendono dalla superficie fino a circa 700 metri di profondità con larghezza di circa 10 km.
Le strutture coniche di acqua fredda e densa che ruotano in senso antiorario accentuano il processo di mescolamento.

Le ricerche che stanno proseguendo vanno nella direzione di comprendere come i cambiamenti registrati negli ultimi anni sia in termini di salinità che di temperatura e densità delle masse d’acqua possano indurre in futuro potenziali cambiamenti nel Mediterraneo orientale con conseguenti effetti sul clima, sulle dinamiche oceaniche e sulla variabilità del livello del mare.

Silvia Bolognini

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Tag:  ecosistema, mare