Marco Zoccarato: note veneziane per solidarietà

ARUSPIKA LIVE

La musica scritta durante l’emergenza sanitaria a sostegno dell’assistenza a chi è colpito dal coronavirus. Arriva da Venezia una nuova iniziativa di solidarietà, destinata a sostenere l’attività di Medici Senza Frontiere in oltre 70 Paesi di tutto il mondo.

Gli incassi del 2020 ricavati dalla vendita di “Dead Shoots” (letteralmente: “germogli morti”) saranno interamente devoluti alla onlus, impegnata a fronteggiare l’emergenza Covid-19 tra Europa, Africa, Medio Oriente, Asia, Oceania e America. La decisione su come destinare i proventi del suo nuovo lavoro discografico solista è stata annunciata da Marco Zoccarato, musicista mantovano d’origine e veneziano d’adozione.

Marco Zoccarato, gruppo Aruspika – Maria Ghelfi © Marta Buso all rights reserved

«Durante il lockdown ho inciso alcuni brani che sono diventati un album. L’uscita del disco, prevista in questi giorni, sarà accompagnata dal video del primo singolo “Blueberry Slim”», spiega l’autore e chitarrista della band veneziana Aruspika, storico fondatore (insieme ad Andrea Presciuttini e Luca Dalmaschio) del gruppo sperimentale Quasar.

Un disco per solidarietà

Le 11 canzoni contenute in “Dead Shoots” trovano nella sperimentazione il loro punto di forza. Sono brani in parte strumentali (“Akira” e “Laura”), in parte introdotti da una voce narrante (“Alban” e “Marie”). Ma anche interpretati con voce distorta o enfatizzata (“Blueberry Slim”, “Michael Hitter”, “Nikolaj” e l’ultimo pezzo del disco, “River”) o caratterizzati da “rumori naturali” (“Carl Green”, “Nia”, “Miarie”).

Marco Zoccarato Dead Shoots

Musicalmente, “Dead Shoots” spazia dal rock più classico alla new wave, dall’industrial rock alle tradizionali ballads fino ad arrivare alle sfumature punk. Nello stesso brano possono però comparire, accostati e senza soluzione di continuità, generi diversi caratterizzati da sonorità classiche o iper moderne.

Punto focale dell’album di Marco Zoccarato è la narrazione. «Ogni brano – spiega l’autore – ha come titolo il nome di un personaggio immaginario di cui si può leggere la biografia, surreale e ricca di aneddoti divertenti, sulla mia pagina Facebook. Tutto il resto è una profonda suggestione di suoni e accordi, melodie e distorsioni, sospensioni sognanti e drum machines martellanti, che portano l’ascoltatore ad immergersi in un modo immaginario e ricco di suggestioni».

La beneficienza

Non è la prima volta che Marco Zoccarato contribuisce con la propria musica ad un progetto benefico. Nel marzo del 2017 ha partecipato infatti con il duo Aruspika, progetto musicale ideato insieme alla moglie, la cantante Maria Ghelfi, alla quarta edizione di #100cene per Emergency. Per 12 ore, da mezzogiorno a mezzanotte, 5 locali e 4 diversi gruppi musicali hanno animato via Garibaldi, a Castello, con una maratona di concerti caratterizzati da diversi generi musicali. Obiettivo comune devolvere il 30 per cento degli incassi alla Onlus fondata da Gino Strada.

ARUSPIKA DUO TEATRO

I fondi raccolti sono stati destinati al programma Italia di Emergency che offre cure gratuite nei poliambulatori, negli ambulatori e nelle cliniche mobili ai migranti e alle fasce più svantaggiate della popolazione italiana. «Un’iniziativa che mi auguro possa replicarsi una volta risolta l’emergenza sanitaria», commenta Zoccarato. Nel 2014, sempre con gli Aruspika, ma in versione quintetto, Zoccarato si è esibito, sempre a scopo benefico, all’Auditorium di campo Santa Margherita, questa volta a favore dell’Avapo (Associazione Volontari per l’Assistenza di Pazienti Oncologici).

Gli “Aruspika”

Il duo Aruspika, gruppo nato nel 2008 dalla passione per il blues delle origini, ha sin da subito incontrato, nell’esperienza live, la collaborazione di diversi musicisti. Il primo disco, “Non sono io”, uscito nel 2012, raccoglie dieci brani originali. Nel mese di luglio 2014 il disco è stato presentato con un tour negli Stati Uniti dove continua a essere trasmesso in alcune stazioni radio di musica italiana dove è stato promosso con numerose interviste live a Marco Zoccarato e Maria Ghelfi.

ARUSPIKA 5Th LOUNGE

«Nel nome Aruspika – spiega Zoccarato – sono nascoste 2 parole: la prima è acustica, il suono che ha caratterizzato le nostre canzoni fin dall’inizio, cioè la voce di Maria Ghelfi accompagnata dalla mia chitarra acustica; la seconda parola è aruspici, gli antichi oracoli che prevedevano il futuro. Noi non pretendiamo certo di poter leggere il futuro, ma ci piace pensare che Aruspika sia un buon auspicio per un futuro pieno di musica e di belle emozioni».

Condividi:
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: