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Manovra: liberati 15,7 mld in deficit. Ci sarà una minimum tax?

Manovra: liberati 15,7 mld in deficit. Ci sarà una minimum tax?

Il Parlamento approva la Nadef. Legge di bilancio tra punti fermi e nuove coperture

Il primo passo verso la Legge di bilancio 2024 è compiuto. Tanto la Camera (con 224 voti favorevoli e 127 contrari) quanto poi il Senato (111 sì, 69 no e 1 astenuto) hanno dato ieri il proprio via libera alla Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, approvando con gli stessi numeri anche la risoluzione di maggioranza sullo scostamento di bilancio, che richiedeva l’ok della metà più uno dei presenti.
Il Governo ha dunque l’autorizzazione a utilizzare i 15,7 miliardi in deficit liberati dalla Nadef per la manovra.
Al riguardo, già nella serata di ieri a Palazzo Chigi la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, hanno incontrato i capigruppo della maggioranza per fare il punto in vista del Consiglio dei ministri di lunedì 16 ottobre.
Tra i temi che verranno affrontati all’inizio della prossima settimana dall’Esecutivo è atteso anche l’esame del Documento programmatico di bilancio da inviare a Bruxelles.
La manovra, sottolinea una nota del ministero dell’Economia, “concentrerà la sua attenzione su redditi e pensioni medio bassi, sulla famiglia e sulla sanità in continuità con il lavoro portato avanti dal governo fin dalla precedente Legge di bilancio”.

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Il ministro della Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti

Il tema delle coperture: verso la minimum tax?

Non è escluso che il Consiglio dei Ministri lunedì si occupi anche del decreto fiscale collegato alla manovra, necessario per dare il via alle misure legate alle prime coperture economiche della spesa pubblica prevista dalla Legge di bilancio.
In tal senso, è sempre più probabile l’avvio, dal 1° gennaio 2024, della nuova “global minimum tax”, un’imposta per i gruppi multinazionali di imprese.
Si tratta di un prelievo fiscale previsto da una direttiva europea, a cui l’Italia darebbe così attuazione, in grado di garantire un gettito stimato tra i 2 e i 3 miliardi.
Sul tema si sta muovendo anche l’Ocse, che ha appena pubblicato una bozza di accordo, da firmare entro fine anno, per ripartire in modo più equo tra gli Stati gli introiti fiscali.
La minimum tax potrebbe però essere successivamente inserita nel decreto legislativo di attuazione della delega fiscale.

Manovra tra punti fermi e ipotesi

In attesa che il Governo metta nero su bianco lunedì prossimo il testo della Legge di bilancio, le certezze, al momento, riguardano le 4 priorità che troveranno spazio nella manovra: la conferma del taglio del cuneo fiscale per il prossimo anno; l’accorpamento dell’aliquota Irpef per i primi due scaglioni di reddito; le misure per le famiglie a partire da quelle più numerose; il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione, comparto sanitario in primis.

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In una Legge di bilancio da circa 22 miliardi complessivi, sono invece ancora tutti da definire i provvedimenti sulle pensioni.
Possibile un intervento limitato alla proroga di Quota 103, al rinnovo dell’Ape sociale, alla conferma forse con qualche modifica di Opzione donna.
Tra le risorse liberate in deficit dalla Nadef, una quota sarà inoltre destinata al conguaglio anticipato dell’adeguamento Istat per le pensioni 2024 e una parte alla gestione dei flussi migratori. Da valutare infine anche l’eventuale rateizzazione dell’acconto di novembre per autonomi e partite Iva.

Alberto Minazzi

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