L’ultima segnalazione nel Veneziano, a Briana di Noale. L’esperto: “L’importante è non dare loro confidenza”
Per sua natura, il lupo è un animale che ama la foresta, ma sa adattarsi. Questo animale, dunque, può vivere tranquillamente anche in zone umide e costiere, come dimostra la sua presenza in Romagna, nel Delta del Po e in Pianura Padana.
Le segnalazioni di avvistamenti di lupi stanno però diventando ultimamente sempre più frequenti anche in città. L’ultima in ordine di tempo è del 24 febbraio, quando un esemplare è stato visto in località Briana di Noale, nel Veneziano. Solo la notte prima, 3 esemplari si erano azzuffati a Maranello, in provincia di Modena, nella centrale piazza Libertà. Basta poi risalire a poco più di un mese fa per un ulteriore avvistamento a Rimini, a ridosso della via Emilia all’altezza della locanda di San Martino. In questo caso, gli animali sono stati anche ripresi in un video pubblicato da Angelo Macori su “Sei di Rimini se”. E a Paese, nel Trevigiano, alla vigilia di Natale sono state sbranate 2 caprette.
Come spiegano gli esperti, del resto, dal 2016, nella fascia dolomitica e soprattutto in quella prealpina, si sta verificando un’espansione di lupi, che rende sempre più facile incontrarli anche nelle zone abitate. Soprattutto nel primo trimestre dell’anno: la stagione degli accoppiamenti.

La dispersione giovanile dei lupi
“La presenza nei centri urbani – spiega Fabio Dartora, tecnico faunistico specializzato in monitoraggio della fauna selvatica, di miglioramenti ambientali e gestione del conflitto tra fauna selvatica e attività produttive – può essere maggiore in questo periodo dell’anno, tra gennaio e marzo, perché è il cosiddetto momento della dispersione giovanile. Ovvero la fase in cui i giovani lupi si staccano dal gruppo e vanno in cerca del partner per accoppiarsi, considerato che solitamente nel branco si riproduce solo la coppia dominante Alfa. Una situazione che vede l’animale muoversi verso nuovi territori, spinto comunque non solo dalla ricerca del partner: si possono infatti avvicinare ai centri urbani anche perché attratti dal cibo”.

In particolare, in Veneto, i maggiori avvistamenti di lupi si concentrano nella parte Pedemontana veneta fino al Montello, sui Colli Asolani e sul Piave. Non mancano però anche nel Veneziano, sui Colli Euganei e Berici e in Lessinia.
“Nessun allarmismo, ma è opportuno evitare la confidenza uomo-lupo”
“E’ vero – sottolinea Dartora – che la presenza del lupo spaventa. Tuttavia non dobbiamo temerlo, perché non rappresenta un pericolo per l’uomo, in quanto non siamo noi le sue prede. Anzi, sono animali che in genere rifuggono lo stretto contatto con gli esseri umani. Tant’è che io stesso non sono mai riuscito a fotografare un lupo con il cellulare, perché scappano velocemente”. Le prede dei lupi, prosegue l’esperto, sono infatti soprattutto ungulati, in particolare nel territorio veneto, caprioli, cervi e cinghiali. Tuttavia si nutrono anche di nutrie e non disdegnano avanzi di cibo abbandonati dall’uomo.

La raccomandazione dell’esperto è allora quella di non dare confidenza ai lupi, magari proprio offrendogli qualcosa da mangiare, di mantenere sempre le debite distanze da loro e di evitare situazioni che possano farlo sentire in pericolo e magari scatenare una reazione aggressiva. E’ importante anche segnalare sempre la loro presenza alle autorità competenti e documentarla se possibile con foto e video.
“Se anche vediamo un lupo in città – conclude Fabio Dartora – non c’è da fare allarmismo, anche se la situazione andrebbe sempre monitorata per prevenzione. Così come sarebbe secondo me opportuno monitorare la quantità di ungulati presenti per capire cosa aspettarsi dal lupo in una situazione comunque molto dinamica, nella quale la loro presenza numerica può essere molto variabile in base al periodo considerato”.
Silvia Bolognini



