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LA LINEA DI ABBIGLIAMENTO CHE MANCAVA

LA LINEA DI ABBIGLIAMENTO CHE MANCAVA


L’ambizioso e coraggioso progetto di Coratex, azienda padovana di comprovata esperienza nel settore, pronta a lanciarsi con una nuova linea di abbigliamento
Inventarsi una linea di moda in un momento in cui il mercato in generale risente della crisi. Può sembrare un’idea bizzarra. Ma non lo è se si vive questo particolare momento economico come un’opportunità. Questa l’idea che ha avuto Chiara Coradin titolare di Coratex, azienda di Correzzola. «Anzi – rilancia – ora più che mai è il momento di credere in iniziative come questa. Con le idee ben chiare, come ben chiaro dev’essere il mercato al quale ci si intende rivolgere».
Come sarà questa nuova linea di abbigliamento? «Personalmente ho sempre rifiutato tutto ciò che viene etichettato come il “must” del momento. Così sarà anche la linea che proporremo noi. Ora come ora nel mercato dell’abbigliamento non si inventa più nulla ma quello che vogliamo lanciare noi è un prodotto di nicchia: di medio alto livello, fuori dagli schemi classici e con una ricerca particolare sui tessuti e sulla lavorazione degli stessi».
Crisi come sinonimo di opportunità? «Siamo convinti che un rilancio del mercato ci sarà e che la gente già ora abbia voglia di voltare pagina, anche attraverso l’abbigliamento. Proporremo un prodotto italiano al cento per cento in quanto a ideazione dei modelli, tessuti e lavorazione. Tutto questo in contrapposizione ai prodotti low cost . Ci vuole un po’ di sana pazzia per lanciarsi in un’avventura del genere, di questo ce ne rendiamo conto, ma siamo convinti che sia il momento di osare a livello di stile per non restare chiusi nello stereotipo generale e per riacquistare quella fascia media di mercato che si è persa negli ultimi anni».
La ricerca è quello che di fatto Coratex svolge già da molti anni come fornitrice di varie aziende, tra cui anche grandi firme, e che ora ha deciso di sviluppare per se stessa, continuando parallelamente a lavorare anche per terzi. «Per noi si tratta di mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni nel settore. Abbiamo sempre fatto molta ricerca, lavorando con prodotti di volta in volta diversi. Partiremo con una linea da donna, sportiva ma elegante e punteremo soprattutto sui tessuti con trattamenti innovativi. Per questo stiamo sperimentando molto, soprattutto un particolare effetto bagnato sui tessuti. Per dare un’anticipazione potremmo parlare soprattutto di maglie destrutturate. Prodotti che si realizzano aprendo la maglia e con cotoni di varia tramatura abbinati assieme. Insomma cose tutt’altro che tradizionali».
Come dev’essere strutturata un’azienda che si lancia nella produzione di una linea di abbigliamento? «Prima di tutto dev’esser dotata di una sezione creativa. La ricerca e lo sviluppo sono l’anima di tutto. Si creano i disegni, e per questo abbiamo individuato una stilista di comprovata esperienza, alla quale abbiamo chiesto di ricercare linee innovative. Poi si passa alla realizzazione dei modelli con basi e prototipi. Infine, una volta operate le scelte, si passa alla produzione. Nel nostro caso ci avvaliamo della collaborazione di varie aziende esterne con le quali già lavoriamo, puntando, come detto, sulla lavorazione italiana».

L’ultimo passaggio sarà la rete vendita. «Inizialmente punteremo su showroom in centri strategici ovvero a Bologna e Milano. Oltre ad appoggiarci a tutta una serie di negozi che già vendono prodotti della fascia alla quale puntiamo. Non sarà un prodotto di grande distribuzione ma un prodotto di nicchia, di buon gusto senza però avere i costi dell’alta moda».
Il nome del marchio? «Per ora è top secret, ci piace l’idea di creare una certa aspettativa…»
 
DI ANNA BARALDI

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