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La body art del futuro? Ecco i tatuaggi che si accendono o spengono con la luce

La body art del futuro? Ecco i tatuaggi che si accendono o spengono con la luce

Un team di ricercatori americani ha progettato una nuova linea di inchiostri per tatuaggi colorati che si vedono e non si vedono in base al tipo di luce alla quale sono esposti

Alla fine del lavoro, ciò che è stato disegnato sulla nostra pelle è completamente invisibile all’occhio umano.
Tuttavia se viene esposto a luce ultravioletta, si rivela, perché gli inchiostri utilizzati in pochissimi secondi cambiano colore assumendo vivaci tonalità di blu, magenta e possono sparire nuovamente del tutto esponendoli a una luce led intensa. Oppure sbiadiscono nel corso di alcune ore.
E’ la nuova frontiera della body art chiamata “PhotoTat”, ovvero tatuaggi che funzionano come una sorta di interruttore: si fanno vedere attivandosi con la luce UV, ma si possono disattivare con la luce Led se non vogliamo farli vedere in determinate situazioni.

I tatuaggi vedo/non vedo

A mettere a punto i tatuaggi intermittenti del futuro, è stato un team di ricercatori guidati dall’Università del Colorado che ha pubblicato i risultati della tecnologia alla base dei nuovi inchiostri sulla rivista Matter & Light. Non si tratta di semplici tatuaggi fluorescenti che brillano al buio, sono bensì tatuaggi fotocromatici. Ovvero gli inchiostri cambiano appunto colore in risposta a determinate lunghezze d’onda della luce e di conseguenza si vedono o non si vedono.

tatuaggi

Per creare questo prodotto, i ricercatori sono partiti da un materiale simile al plexiglass, il polimetilmetacrilato PMMA che forma sfere minuscole simili al vetro all’interno delle quali vien inserita una serie di coloranti in grado di cambiare tonalità: la luce induce una trasformazione reversibile dello stato chimico del colorante che cambia il modo in cui assorbe la luce visibile.

Come funziona Photo Tat

Gli scienziati hanno preparato tre inchiostri di base blu, magenta e giallo che possono essere combinati per ottenere una gamma di colori. Nei test su modelli di pelle artificiale e suina, il team di ricerca ha dimostrato di poter riprodurre 16 colori. Il primo test sulla pelle umana è stato eseguito dal responsabile della ricerca Carson Bruns che ha applicato Photo Tat su un proprio tatuaggio preesistente. Secondo lo studio, dopo circa 1,4 – 2,2 anni, i tre pigmenti continuavano a rispondere alla luce. Un dato utile per quanto riguarda la persistenza della funzione, ma al momento riguarda un singolo soggetto e non costituisce uno studio clinico di sicurezza. In luglio 2026 è stato eseguito uno studio pilota su 11 persone che avevano ricevuto tatuaggi con un altro inchiostro fotocromatico monocromatico, senza che siano emersi eventi avversi.

Un possibile utilizzo in campo medico

Perché possano passare dalla fase di sperimentazione alla commercializzazione negli studi di tatuaggi sono necessari ulteriori studi sulla sicurezza in termini di verifica a lungo termine della tollerabilità dei componenti, la stabilità dei colori, l’esposizione alla luce UV valutando le condizioni di utilizzo e le precauzioni necessarie per la pelle.
L’obiettivo dei ricercatori è quello di portare Photo Tat a essere utilizzati non solo per impreziosire il corpo ma anche in campo medico: molte persone sottoposte a radioterapia oncologica devono infatti farsi praticare piccoli tatuaggi sul corpo per aiutare i medici a orientare i fasci di radiazioni, segni che possono lasciare cicatrici sia fisiche che psicologiche.

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